fumare il sigaro toscano è un’opzione di solitudine,
diciamo pure solipsismo allo stato puro.
Vizio anacoretico da stilita
Tra storia e leggenda
Le cronache dicono che il sigaro Toscano è nato per caso nel 1815 a Firenze. E che, collaudato fra dubbi e perplessità, venne distribuito negli spacci di sali e tabacchi tre anni dopo.
La storia
1815. Un giorno di agosto fiorentino. C'è un caldo afoso. Irrompono nel cielo , nuvoloni pieni di pioggia. Lampi, tuoni: un violento acquazzone investe la città. Nel cortile di una Manifattura di Tabacchi, forse l'ex convento di Santa Caterina delle Ruote, è stata appena scaricata una grande quantità di foglie di tabacco, legate a mazzi e ben pressate. Mancano i teli per coprirle... il tabacco s'inzuppa. I responsabili pensano che basti qualche giornata di solleone per farle asciugare. Invece il tabacco comincia a fermentare, un vero e proprio disastro. A quel punto non rimaneva che sentire il direttore tecnico della manifattura. Alla domanda:"Cosa dobbiamo fare, lo gettiamo in Arno ?" , il responsabile reagisce: "Siete matti !!! Se lo viene a sapere il Granduca Ferdinando mi licenzia in tronco !! Lasciamo fermentare ancora tutta questa massa di tabacco, poi dopo che le foglie si sono asciugate le divideremo come al solito per qualità e grandezza e confezioneremo dei sigari come vengono, anche bruttini da vendere a basso prezzo. "
Ebbene i sigari di quella partita, fumati per primi dai capi di Santa Caterina delle Ruote, furono venduti negli spacci dei quartieri di periferia dove vivevano e lavoravano gli artigiani. Contro ogni pronostico andarono a ruba. Avevano un sapore più intenso dei sigari normali, preferiti dai signori: erano più simpatici e sembrava avessero meno nicotina, una sensazione che poi venne riconosciuta esatta. Nel 1818, dopo tre anni, la Manifattura granducale li mise in vendita regolare ed ebbe inizio la fortuna del sigaro Toscano.
Il Granduca decise di trasformare il vecchio convento di Sant'Orsola in uno stabilimento per la fabbricazione di questo sigaro. Diede ordine di distribuirli in tutta la Toscana e di pubblicizzarli.