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lunedì, ottobre 03, 2005

Nordest

Titolo Nordest
Autore Carlotto Massimo; Videtta Marco
Prezzo di copertina € 15,00
Dati 201 p., brossura
Anno 2005
Editore E/O
Collana Noir mediterraneo

Un libro da comprare, per capire cosa c'è dietro un pezzo d'Italia,
il Nordest, dove alla terra si sono sostituiti i capannoni prima,
la de-localizzazione in Romania e Cina ,poi.
Sullo sfondo le famiglie che contano, i valori dominanti, le rapine del senso di dignità.

Bello questo modo di parlare di fatti veri attraverso un noir, con anni di documentazione alle spalle.
Seguo da molto tempo, questo scrittore, Massimo Carlotto, e segnalo un altro dei suoi migliori libri "Le irregolari"

Un mercoledì come tanti


Era stato un mercoledì come tanti. Un mercoledì d’invernodel Nordest. Nel corso della giornata le strade si erano riempite di pendolari e Tir. Lunghe file avevano intasato autostrade,statali e provinciali. A Padova e Vicenza, per l’ennesima volta, l’inquinamento aveva superato i limiti di legge. Il cavalcavia di Mestre, in piena notte, era ancora un serpentone di mezzi pesanti che avanzavano lentamente nei due sensi di marcia. Merci legali e illegali che andavano e venivano dai paesi dell’est. Quel giorno avevano chiuso i battenti altre quattro aziende, la più grossa aveva cinquantuno dipendenti. Altri quattro capannoni vuoti con la scritta affittasi, tradotta anche in cinese. Di capannoni aveva parlato nella mattina un docente di urbanistica della Facoltà di architettura di Venezia. Ai suoi studenti aveva spiegato che, a forza di costruire 2.500
capannoni l’anno, erano stati sottratti al paesaggio agrario ben 3.500 chilometri quadrati e che nella sola provincia di Treviso c’erano 279 aree industriali, una media di quattro per comune.


Il docente era preoccupato, aveva affermato che la devastazione del territorio era ampia e profonda. Forse irreparabile. Ormai nel Nordest i capannoni avevano cancellato memoria alla terra e identità agli abitanti. E di identità locale si era parlato in un’altra università. Tre persone su quattro continuavano a usare il dialetto, anche in ambito professionale. Un dato confortante, lo avevano definito: il dialetto rappresentava un elemento di grande importanza per la coesione della comunità.
E numerose espressioni dialettali erano state usate nel corso di un convegno svoltosi al Museo dello Scarpone di Montebelluna dove era stata annunciata la delocalizzazione di 44 aziende del settore calzaturiero. Colpa dei cinesi, era stato detto. L’import delle calzature in pelle dal paese asiatico era aumentato del 700% nell’ultimo anno.

Il ministro delle attività produttive aveva auspicato l’introduzione di dazi antidumping per arginare il fenomeno. E la Coldiretti, in un comunicato, aveva espresso la sua preoccupazione per l’importazione selvaggia dalla Cina di fagioli secchi e ortaggi in salamoia, produzioni importanti in alcune zone del Nordest. Anche quel giorno i cinesi avevano comprato un paio di locali pubblici e diversi esercizi commerciali. Pagavano sempre in contanti, senza discutere il prezzo. Di soldi si era discusso in altri incontri dove esponenti del mondo bancario avevano sottolineato un positivo aumento degli utili trimestrali. E degli utili di 262 evasori totali si era parlato durante una conferenza stampa della guardia di finanza. Nel corso dell’indagine erano stati scoperti 1.200 lavoratori in nero e 776 irregolari.

Molti di loro erano stranieri privi di regolare permesso di soggiorno. E stranieri clandestini erano la maggior parte delle persone arrestate quel mercoledì dalle forze dell’ordine nel Nordest. Da anni culture criminali provenienti dall’est e dal sud del mondo si erano insediate nel territorio, la criminalità organizzata italiana era solo un ricordo dei cronisti di nera. Le prostitute, nonostante il freddo e la nebbia, avevano iniziato a battere fin dalla tarda mattina sulle provinciali. A quell’ora della notte avevano invaso paesi e città. Il settore tirava. Come quello della droga, del resto. In crisi invece la prostituzione nei night e nei locali di lap dance. I gestori dei locali notturni erano stati i primi a cogliere i sintomi della recessione economica. Industriali e professionisti che prima affollavano quei locali, spendendo qualche migliaio di euro a sera in champagne e donnine, si facevano vedere meno. Migliore dell’anno precedente solo la produzione vinicola le cui esportazioni erano aumentate.
Anche quel mercoledì centinaia di casse di Marzemino, Prosecco, Sauvignon e di altri vini erano state spedite in ogni parte del mondo. A livello politico il futuro era piuttosto incerto, nonostante le elezioni avessero riconfermato il precedente governo regionale. Anche quel giorno c’erano state riunioni e incontri confidenziali nella maggioranza e nell’opposizione nel tentativo di ricucire le divisioni interne e gli scontri di potere. Sembrava che nessuno fosse più in grado di governare il futuro. Era stato un mercoledì come tanti. Trascorsa la ventiquattresima ora, la nebbia, spessa e lattiginosa,dominava ovunque. Il cuore del Nordest pulsava più lento approfittando della tregua della notte.

Massimo Carlotto

© 2005 edizioni e/o Roma.

 

postato da: alp alle ore 10:59 | link | commenti (10)
categorie: libri
sabato, ottobre 01, 2005

Cristina Comencini
" La bestia nel cuore"
Universale Economica Feltrinelli Euro 7


Prima ho visto il film, e poi letto il libro.
Uno dei pochi casi in cui regista e scrittrice sono la stessa persona.
Uno dei pochi casi in cui si parla degli abusi in famiglie culturalmente elevate.
Film da vedere, attrice protagonista molto brava, insieme a Luigi Lo Cascio e Angela Finocchiaro.
Film non didascalico, per avvicinamenti progressivi, appararentemente ondivago, finale con happy end.
Libro piu articolato, scrittura media, con alcuni spunti interessanti, da leggere.


In che modo ha adattato il romanzo, che ricordiamo, è stato scritto sempre da lei?
Cristina Comencini: Diciamo che il Cinema dev'essere più sintetico. Però parti in un certo senso avvantaggiato, perché se il libro si ferma alla parola, o anche a più parole insieme, il Cinema si basa sulle immagini, e in un immagine puoi imprimere tantissimi elementi. Insomma, come si dice: un'immagine vale più di mille parole. Poi è chiaro che dal libro è stato tagliato qualcosa..

Come mai la censura voleva far uscire questo film col V.M 14? Sarà per l'omosessualità? La pedofilia? L'adulterio? O Cosa?
Cristina Comencini: Per la Chiesa Cattolica.

Ahah, davvero?
Cristina Comencini: Ahah, no dai.. però la censura è davvero fascista. Insomma, per un po' mi sono vergognata di essere un'italiana.. poi per fortuna han capito il vero senso del film e hanno levato il V.M 14..

Quali sono state le difficoltà maggiori che ha incontrato durante la lavorazione?
Cristina Comencini: La scena dell'incubo con la bambina. Innanzitutto avevo la responsabilità verso i suoi genitori, poi, doveva essere un incubo forte, spietato, ma anche lasciare un senso di confusione. E si, abbiamo veramente messo la bambina in una situazione realmente di incubo.

Che cosa è la "Bestia" nel cuore: La colpa o la vergogna?
Cristina Comencini: E' la pulsione che dà la vita. Non ci sarebbe amore senza la bestia. E' un qualcosa che c'è da sempre..

postato da: alp alle ore 12:10 | link | commenti (9)
categorie: libri, cinema, abusi
sabato, settembre 03, 2005

"Marcela- Marcelito- è stato un bambino del Cartucho, il quartiere al centro di Bogotà dove la polizia non entra, il posto dove puoi comprare indifferentemente un etto di coca, un mitra, o una bambina di tre anni da violentare e uccidere"



IL LIBRO
Enzo Baldoni, Piombo e tenerezza. In edicola con Diario dal 5 agosto 2005
di Diario
 
 
enzo baldoni
La copertina del libro di Enzo Baldoni allegato a Diario del 5 agosto 2005.

Clicca per ingrandire



 
 
 
  «È notte, e, in ritardo come al solito, preparo lentamente la valigia. Gli scarponi consumati. I pantaloni strappati nei rovi. Una camicia macchiata. Il distintivo delle Farc strappato al riluttante comandante Julián. E infine il compagno di viaggio più prezioso, il taccuino ormai pieno della mia calligrafia contorta, con la copertina di tela blu un po’ consunta, sporca qua e là del fango del Caguán. Mi sto lasciando un altro pezzo di vita alle spalle, e anche questo va bene così. L’ho vissuto intensamente. Niente rimpianti, me ne vado più ricco».

I VIDEO
(Arcoiris tv)
Pietro Cheli presenta il numero speciale
56k RP
56k WMP
ADSL RP
ADSL WMP
Mp3

Giacomo Papi presenta il libro
56k RP
56k WMP
ADSL RP
ADSL WMP
Mp3

PIOMBO E TENEREZZA, il libro allegato allo speciale di Diario in edicola da venerdì 5 agosto 2005, è il viaggio in Colombia di un reporter molto speciale. Nell’estate 2001, Enzo Baldoni è in Colombia per la prima volta. In sette settimane di «casi e coincidenze», incontra cantanti d’opera, femminielli e tossicodipendenti a Bogotà. Abbandona la capitale per un accampamento delle Farc nella selva colombiana. Descrive la situazione dei sequestrati e incrocia il dolore di alcuni loro parenti. Conosce guerrigliere e comandanti, contadini e tassisti, descrive, appunta, fotografa, senza mai abbandonare quello sguardo divertito, curioso e partecipe che rendeva così speciali i suoi reportage.

ENZO G. BALDONI nasce l’8 ottobre 1948 a Città di Castello, Perugia. Si diploma in agraria, ma fa tutt’altro: «il muratore in Belgio,lo scaricatore alle Halles, il fotografo di nera a Sesto San Giovanni». Capisce «che fare il copy è meglio che lavorare» e nel 1980 fonda l’agenzia Le balene colpiscono ancora. Traduce la striscia Doonesbury di Garry Trudeau. In estate,parte. Nel 2004 è in Iraq dove organizza due missioni umanitarie a Najaf. L’agguato avviene il 20 agosto, mentre guida un convoglio della Croce rossa italiana con l’amico Ghareeb. La notizia della sua morte arriva nella notte del 26 agosto 2004.

  • Sommario
  • Introduzione di Giacomo Papi
  • Modulo di ordinazione (per gli abbonati o per chi non riuscisse a trovarlo in edicola)
  • postato da: alp alle ore 19:56 | link | commenti (23)
    categorie: libri
    giovedì, luglio 21, 2005

    work in progress

    1)VENTO LARGO romanzo di Biamonti : parole usate come la calce per tirare su i muretti a secco, luce, vento e un uomo ritroso, che cerca..

    2)Éric-Emmanuel Schmitt
    La parte dell'altro

    pp. 512 – ISBN 88-7641-644-7 – Euro 15,00 – Edizioni e/o – Trad. di Alberto Bracci Testasecca

    ho visto il libro, l'ho comprato, e non sono riuscito a smettere di leggerlo.


    3)Patrick Süskind, Il profumo, Longanesi & C., 1985, 259 p- tea

    "Colui che domina gli odori, domina il cuore degli uomini". La storia, magnificamente raccontata da un bravissimo scrittore, di un profumiere del Settecento dal cuore di tenebra, che non esiterà a compiere i crimini più odiosi per, appunto, dominare il cuore degli uomini, grazie alla sua straordinaria capacità di percepire e distinguere tutti gli odori. Jean Baptiste Grenouille, nato nel 1738 nel luogo più puzzolente di Francia, da una madre subito morta nel darlo alla luce, è segnato fin dall'infanzia dalla ricerca del bello e dell'assoluto. Vittima della società, diventerà un vendicatore, perseguendo l'obiettivo con tenacia ed ambizione, ma senza un filo del sentimento che riesce a suscitare negli altri con le sue essenze. Un personaggio indimenticabile, artista e maledetto, che anticipa una Rivoluzione già nell'aria, criminale e prigioniero della sua stessa natura, ma anche salvatore, taumaturgo per folle osannanti. Un romanzo geniale e fuori dal comune, che chiunque ha naso leggerà di un fiato. 

     

    L'ho regalato..

     4) 1980  Uomini, boschi e api, Einaudi Tascabili, 1998, pp.194

     I miei brevi racconti non parlano di primavere silenziose, di alberi rinsecchiti, di morte per cancro, ma di cose che ancora si possono godere purché si abbia desiderio di vita, volontà di camminare e pazienza per osservare. (Mario Rigoni Stern)

    Vorrei che tutti potessero ascoltare il canto delle coturnici al sorgere del sole, vedere i caprioli sui pascoli in primavera, i larici arrossati dall'autunno sui cigli delle rocce, il guizzare dei pesci tra le acque chiare dei torrenti e le api raccogliere il nettare dai cigliegi in fiore. In questi racconti scrivo di luoghi paesani, di ambienti naturali ancora vivibili, di quei meravigliosi insetti sociali che sono le api, ma anche di lavori antichi che lentamente e inesorabilmente stanno scomparendo. Almeno qui, nel mondo occidentale.
    Nella prima parte leggerete ricordi di tempi assai tristi quando, da giovani ci trovammo coinvolti in quella che dalla storia viene definita "Seconda guerra mondiale". Leggendo piú avanti troverete anche storie di animali selvatici e di uomini che vivevano e qualcuno ancora vive in un ambiente sempre piú difficile da conservare. (Mario Rigoni Stern)


    me l'hanno regalato

    5)  Mario Rigoni Stern, L’ultima partita a carte
    Einaudi, Torino, 1974
    pp. 139Euro 6,20
    Nella premessa Mario Rigoni Stern lo definisce “esile libretto”. Potrebbe esserlo per le sue centosette pagine, non per il contenuto. Lo si potrebbe definire un’ “ennesima sintesi della sua esistenza”. Non c’è suo libro che non parli di momenti sereni, come le passeggiate nei boschi, e di tremende esperienze di guerra. Attimi che ha voluto farci conoscere, come si può far conoscere intimamente a un vecchio amico gli istanti più banali; momenti in cui ogni essere umano ritrova se stesso. Quando, poco prima di arruolarsi, nel silenzio della notte, si sofferma semplicemente a guardare il fuoco che scoppietta sul focolare in cucina gli ritornano alla mente i momenti felici dell’estate precedente, si accorge subito che il pensiero lo porta a riflettere sul futuro. Quando i disagi economici causati degli scarsi incassi del negozio che la famiglia mandava avanti nella piazza principale del paese, temettero di doverne vendere l’edificio. La miscela di momenti tristi alternati a momenti sereni che siamo abituati a ritrovare negli scritti di Mario Rigoni Stern
    .

      6)Il sergente nella neve-Ritorno sul Don

      Autore
    Rigoni Stern Mario
    Editore
    Einaudi

     I ricordi della ritirata di Russia scritti in un lager tedesco dall'alpino Rigoni Stern nell'inverno del 1944, pubblicati da Einaudi nel 1953 sotto il titolo Il sergente nella neve e da allora long-seller per il candore e la forza con cui viene rappresentata la lotta dell'uomo per conservare la propria umanità. Un sogno di pace rivisitato nel 1973, quasi trent'anni dopo, in Ritorno sul Don, un viaggio non solo nello spazio, ma anche nel tempo, senza rancori e senza voglie di rivalse, come atto d'amore e di riappacificazione con gli uomini e con la storia.

    7) Amin Maalouf
    Gli scali del Levante

    "L'avvenire non abita tra le mura del passato"

    Colui che racconta la sua storia, l'immagine dell'uomo che l'autore aveva visto su un suo libro di scuola e che ritrova in carne ed ossa in un incontro casuale, rappresenta fin dall'inizio l'incontr...
     

    8)  Torino è casa mia
     
    Culicchia Giuseppe 
       
     
      Casa editrice: Laterza 
     
    Collana: Contromano 
     
    Anno pubblicazione: 2005 
    Conoscendo Torino, e volendolo regalare, ho letto questo libro che consiglio
    per il suo spirito leggero ma non superficiale, scritto da uno scrittore, Culicchia, che conosce la città, anche nelle barriere operaie e nei nuovi cittadini migranti che la animano.Bello l'integrare notizie storiche e sociali con il vissuto della città. 

    9) Laura Mancinelli - Andante con tenerezza- Einaudi

    mozartiano, delicato, umile. Da comprare e leggere subito, senza dirlo a nessuno.

    10)

    George Hagen, I Lament - Euro 16,50 - pp. 416 -Trad. dall'inglese di Enrico Monti

    un libro brioso e piacevole, nel segno della leggerezza  affronta i problemi dell’identità, del razzismo, dello sradicamento, vissuti soprattutto attraverso lo sguardo di Will, viaggiatore suo malgrado, ed eroe in mezzo a due coppie, i genitori da una parte e i gemelli dall’altra.


    postato da: alp alle ore 11:43 | link | commenti (46)
    categorie: libri
    mercoledì, luglio 06, 2005

    libri

    - Si vabbe, un libro per bambini, ecchepalle..
    * No, guarda, parla di un ragazzino difficle, una bambina, e un gufo
    - ma dai, magari lo leggi tu che hai passato 20 anni con i bambini..ma io
    beh, perdi qualcosa, è ben scritto, molto fluido e indirettamente parla del bambino che sopravvive in noi.
    e puoi sempre regalarlo, ad un bambino o a un adulto.
    Io ne cerchero' altri, di questa scrittrice. Toh, ti metto pure il link a una sua intervista

    Link

    il libro: Torey L. Hayden. La cosa veramente peggiore. Corbaccio. 2003. euro 9.50

    Torey L. Hayden

    Ha pubblicato in Italia, per le edizioni Corbaccio, un romanzo che è una sfida impegnativa: la storia di un ragazzino difficile, apparentemente ritardato, che lentamente ritrova il proprio equilibrio grazie a una "nonna" adottiva e due amici, una bambina più piccola e un gufo. Il titolo di questo romanzo è La cosa veramente peggiore, e sta a indicare un metodo di "sopravvivenza" psicologica instaurato dal bambino, una sorta di gioco che dà vita a una classifica delle cose veramente peggiori della vita: andare dal dentista, essere picchiato o non amato. Oggi nell'elenco di queste cose troveremmo sicuramente la guerra. Ma come affrontare con i propri figli questo tragico argomento? Quali possono essere le letture più adatte in un periodo angosciante anche per i bambini, che percepiscono il clima di tensione che li circonda? Abbiamo avuto la fortuna di incontrare Torey L. Hayden e le abbiamo rivolto anche questa domanda, sperando che le sue parole aiutino i genitori in questo difficile momento.


    postato da: alp alle ore 07:58 | link | commenti (6)
    categorie: libri
    martedì, giugno 07, 2005



    Tiziano Terzani: la pace è da cercare dentro
    Intervista di Luciano Minerva

    Nel 1994, scrivendo "Un indovino mi disse", intitolò il primo capitolo "Benedetta maledizione" e cominciò con "Una buona occasione nella vita si presenta sempre. Il problema è saperla riconoscere e a volte non è facile." Nella prima parte delle sue nuove "Lettere contro la guerra" parte ancora da questo concetto della buona occasione, questa volta su scala mondiale.
    Trent’anni d’Asia mi hanno convinto profondamente di una cosa: che il bello della vita è l’armonia degli opposti. E forse il fondo di tutto quel libro è proprio questo: l’idea che la vita è fatta dei contrari, che l’uomo ha la sua ombra, che non puoi eliminare la sua ombra. Allora, il simbolo che mi pare più bello per spiegare questo concetto è quello del Tao: lo yin e lo yang, la luce e la tenebra, e non c’è soltanto questa contrapposizione, ma il bello è che all’interno della tenebra c’è un punto di luce e all’interno della luce c’è il seme di tenebra. E dinanzi a questo orrore delle torri, dinanzi a questo spaventoso senso della grande insicurezza che la mia vita e quella di tutto il mondo stava per avere, ho visto il positivo. E nella testa, immediatamente, dinanzi a questa orrenda tenebra, mi è venuta un’idea: "ah, una buona occasione". Una buona occasione, una buona occasione per ripensare tutto, perché il mondo mi pareva assolutamente cambiato per sempre. Si trattava ora di accettare questo e di cominciare a cambiare noi, per cui una buona grande occasione, per l’umanità, per l’Uomo con la lettera maiuscola, di prendere un’altra strada.

    testo completo dell'intervista

    guardate questo video bellissimo: Incontro con il pubblico
    2002, Mantova



    Video
    Intervista
    2002, Firenze
    Incontro con il pubblico
    2002, Mantova
    Un altro giro di giostra
    letture in tv, 2004
    Approfondimenti
    Il testo della nostra intervista
    Bio-bibliografia
    "Fun" club
    Premio Terzani
    Le foto di Vincenzo Cottinelli: amicizia in bianco e nero
    Le foto di Vincenzo Cottinelli: amicizia in bianco e nero


    postato da: alp alle ore 07:29 | link | commenti (3)
    categorie: segnalazioni, libri
    venerdì, giugno 03, 2005

    Lettere dalla..

    "Lettere dalla Kirghisia" di Silvano Agosti .Edizioni L'mmagine.Euro 10.
    "...Basta saper immaginare un'isola, perchè quest'isola
    incominci realmente ad esistere"

    Un racconto lungo in forma di lettere agli amici,
    da un paese, la Kirghisia,
    in cui è giunto per caso,
    ha assistito al miracolo di una società a misura d'uomo,
    dove la serenità permanente non è un utopia, ma un bene reale e comune.

    In kirghisia non si lavora più di 3 ore al giorno, a pieno stipendio.
    Le rimanenti 21 ore della giornata vengono dedicate al sonno, al cibo, alla creatività,
     all'amore, alla vita, a se stessi, ai propri figli e ai propri simili.
    le riforme attuate:chi appartiene al governo mantiene lo stesso stipendio che percepiva
    nella sua precedente attività.
    la scuola è stata riformata, trasformata in parchi della vita,
    dove i bambini e i ragazzi dai 5 anni fino agli undici giocano e imparano.
    il meccanismo dell'imparare è diverso dallo studio obbligatorio.
    Ci sono le case del Sapere, non esistono nè compiti, nè interrogazioni, nè voti
    Le conversazioni e le visite nella varie case, comunicano una serie molto vasta di informazioni
    Dopo i 16 anni i ragazzi praticano nel lavoro la maturità che hanno raggiunto visitando le varie case

    A chi ruba viene richiesto di vestire di giallo per un periodo equivalente a quello che dovrebbero
    trascorrere chiusi in cella.Devono spiegare a chi incontrano le ragioni che li hanno spinti a infrangere
    una norma comunemente stabilita, quella appunto di non rubare.

    Chiunque provi il desiderio di fare l'amore lo segnala agli altri, mettendosi un piccolo fiore azzurro sul petto
    in modo che sia più agevole avviare il corteggiamento.
    Ora che la tenerezza, la sensualità e l'amore fanno parte dei naturali comportamenti umani è scomparso
    tra noi ogni fenomeno di ipocrisia, di pornografia e di misticismo.
    I veicoli sono elettrici e non fanno alcun rumore.
    La pubblicità è stata eliminata e tutto costa metà prezzo di prima.

    Qui in Kirghisia, invece di seppellire i morti per arma da fuoco, si sono seppellite le armi da fuoco

    in Kirghisia, quando compi 18 anni ti viene regalata una casa.
    L'assenza dell'esercito e delle armi sta procurando un buon pranzo caldo e gratuito al giorno,
    gli anziani vengono venerati.

    La Costituzione Kirghisa è composta da un solo articolo, facile da ricordare
    e quindi non scritto: "Al centro di ogni iniziativa, l'attenzione dello Stato e dei cittadini
    va innanzitutto all'essere umano"

    Questi sono gli otto bisogni e desideri naturali..clicca qui

    Utopie?Anche quando Leonardo progettava le sue macchine volanti,
    o quando si comincio' a parlare di pitture in movimento( Il cinema)sembravano utopie..

    Silvano Agosti, regista, sceneggiatore e scrittore irregolare quanto geniale, un giorno è stato costretto a uno scalo tecnico nella leggendaria Kirghisia. Lì ha scoperto un mondo diverso dal nostro, dove si lavora tre ore al giorno e tutto funziona a meraviglia, dove i bambini apprendono giocando, dove tutte le armi sono state sepolte ed è stata abolita la violenza, dove chi ha voglia di fare l'amore, per farlo sapere agli altri si mette semplicemente all'occhiello un piccolo fiore azzurro. Ha deciso di prolungare di qualche giorno la sua forzata permanenza e ha inziato a scrivere lettere agli amici in cui racconta la via kirghisa alla felicità. Tra i suoi corrispondenti Fabio Volo, che presenta Lettere dalla Kirghisia insieme a Silvano Agosti.

     

    "Ogni estraneo è la parte sconosciuta di noi
    che il destino ci offre,
    ogni incontro è portatore di mistero"-poeta kirghiso.

     

     

     

    postato da: alp alle ore 11:24 | link | commenti (14)
    categorie: libri
    martedì, maggio 24, 2005

    Marinai perduti


    Autore Izzo Jean-Claude
    Prezzo€ 8,00  
    277 p.,
    Anno 2004 
    Editore E/O
    Collana Tascabili E/O

    Il libro
    La storia parla di tre marinai, tre navigatori del Mediterraneo, tre "Ulisse" contemporanei: il libanese Abdul Aziz, il greco Diamantis e il turco Nedim. La loro nave, l'Aldebaran (Abdul è il capitano, Diamantis è il suo secondo, Nedim è il marconista), è una vecchia carretta abbandonata nel porto di Marsiglia a causa del fallimento dell'armatore. I tre sono così costretti a un'immobilità forzata, terribile per dei marinai, che però consente alle loro avventurose storie di emergere e di fondersi l'una con l'altra.
    Hanno alle spalle delle storie piene di misteri, di donne che li attendono per anni oppure che li hanno abbandonati, storie di violenze e d'ingiustizie. Diamantis è alla ricerca di una donna amata in gioventù e che forse vive ancora a Marsiglia. E questo porto mediterraneo, città di accoglienza per gli esiliati di tutto il mondo e per i loro misteri, diventa il teatro dell'ultima avventura di questi tre uomini perduti.
    Il Mediterraneo - racconta Izzo -, dietro la sua apparenza solare e il colore blu del mare, nasconde una crudeltà, un destino tragico che riserva a molti dei suoi figli.


    L'autore
    Jean-Claude Izzo, per metà italiano e per metà spagnolo, è stato libraio, bibliotecario, venditore ambulante, giornalista, inviato per La Marseillaise e autore per il cinema e la televisione. Ha esordito come poeta con una raccolta dal titolo Le réel au plus vif. Ha ottenuto il successo letterario con la trilogia dei noir marsigliesi. L'autore è scomparso nel gennaio 2000.

    ps.

    "Soldato O'Neal, agli ordini, Comandante"
    "Come è la situazione col prigioniero?"
    "Come al solito, Comandante, parla solo tibetano- e ride.."
    "Sti barbari, che se ne stessero a casa loro.."
    "E mi raccomando, niente libri per la truppa.."

     

    postato da: alp alle ore 11:44 | link | commenti (11)
    categorie: libri
    lunedì, maggio 02, 2005

    Coetzee

    Aspettando i barbari


    «Dove è un tribunale è l’ingiustizia». Lo scrisse Tolstoj. Dove è il potere è l’ingiustizia, avrebbe aggiunto il magistrato protagonista di Aspettando i barbari, uno dei più importanti romanzi di John M. Coetzee. Premio Nobel per la letteratura 2003, è il secondo scrittore sudafricano a esserne insignito, dopo Nadine Gordimer. Nella motivazione ufficiale dell’Accademia svedese si legge: «i suoi romanzi sono caratterizzati da una buona costruzione, un dialogo ricco d’inventiva e un talento per l’analisi». Ed è proprio quest’ultimo l’elemento più rappresentativo della letteratura di Coetzee. I suoi personaggi sono inquieti, insoddisfatti, in continua ricerca delle ragioni che spingono l’uomo a muoversi e a colmare i propri bisogni. È così anche il protagonista di Aspettando i barbari. Un uomo che si ribella all’ordine costituito e che rifiuta di appartenere a un mondo dominato dalla violenza. (fonte)

    tra il Buzzati del "deserto dei tartari e il Kafka del castello", con una scrittura urgente. Consigliato.

    altro libro dello stesso autore che ho letto "Infanzia"

    Intervista a
    JOHN COETZEE

    postato da: alp alle ore 07:00 | link | commenti (19)
    categorie: libri
    domenica, aprile 17, 2005

    Il porto dei sogni incrociati

    Titolo Il porto dei sogni incrociati
    Autore Larsson Björn
    Prezzo di copertina € 15,00
    Dati 2 ed., 312 p.
    Anno 2001
    Editore Iperborea


    In una piccola cittadina della Galizia, la giovane Rosa Moreno studia le stelle e sogna di poter vivere una vita reale. In Bretagna, Madame Le Grand raccoglie i racconti di tutti i marinai che fanno scalo nella sua città. Nella verde Irlanda, Peter Sympson, un gioielliere, spera che entri nel suo negozio una donna in grado di riconoscere l'incomparabile bellezza delle due pietre che costituiscono la sua unica ragione di vita. Un ingegnere danese tenta di lasciare una traccia di sé su tutti i computer della terra. Cosa hanno in comune persone tanto distanti? Solo l'intensità dei sogni e il caso che ha voluto mettere sulla loro strada l'inafferrabile capitano Marcel. E lui segnerà una svolta nel loro destino.

    Romanzo più intimista e romantico dei precedenti, pur senza perdere momenti di vera avventura, quest'ultimo libro di Björn Larsson riconferma il valore dello scrittore svedese famoso per i suoi racconti marinareschi. Dopo La vera storia del pirata Long John Silver e Il Cerchio Celtico, Il porto dei sogni incrociati approda nel territorio dei desideri e dei sentimenti, narrando le vicende di quattro personaggi i cui destini si intrecciano grazie a un enigmatico lupo di mare. Le vite di Rosa Montero, Madame Le Grand, Peter Sympson e Jacob Nielsen scorrono sui binari della solitudine e della monotonia, accomunate solo dall'insofferenza per la propria condizione e l'intensità dei loro sogni, fino all'incontro con Marcel. Capitano di lungo corso, Marcel ama definirsi "un venditore ambulante di sogni" e in effetti fa rotta tra gli incontri della vita con la stessa elegante noncuranza con cui manovra la sua nave tra flutti e tempeste. Sarà lui a dare ai quattro la spinta "per alzare le vele e prendere i venti del destino". Su suo invito tutti si ritrovano a Kingsale su una barca a vela: la convivenza delle loro diversità, il luogo chiuso eppure aperto a scenari di vita incontaminati, il passare tempo indeterminato a raccontarsi rappresenterà per le due donne e i due uomini un'esperienza unica sulla via del cambiamento. Ambientato nel presente ma costruito come una fiaba, con i ritmi da ballata delle leggende dei marinai, Il porto dei sogni incrociati celebra il mare e la sua libertà ma anche i porti come luoghi del possibile e dell'incontro tra sogno e realtà.

    Dopo il Cerchio Celtico, è il secondo che leggo di questo autore.
    Questo secondo libro è piu schematico del primo, tuttavia mi è piaciuto
    perchè leggerlo mi ha fatto capire che non bastano le buone intenzioni per scrivere un libro che " funzioni".
    Lettura piacevole e leggera.

    Adesso sto leggendo questo:
    La vera storia del pirata Long John Silver

    autore: Bjorn Larsson
    edizione italiana 1998
    titolo originale "Long John Silver", 1995
    romanzo


    postato da: alp alle ore 08:24 | link | commenti (51)
    categorie: libri
    venerdì, aprile 01, 2005

    etty hillesum

    Titolo Diario (1941-1943)
    Autore Hillesum Etty
    Editore Adelphi
     
    scheda di Rastello, L., L'Indice 1986, n. 1

    Una giovane donna olandese affida, nel 1941, ad un diario la cronaca della sua complessa vicenda interiore. Mentre tutta l'Europa vive il dramma della persecuzione e delle deportazioni di massa, Etty Hillesum, ebrea e destinata a trovare la morte ad Auschwitz, narra con lucidità la sua avventura di liberazione spirituale e la conquista, attraverso le strettoie dell'occupazione nazista di una felicità che, ben lungi dal costituire una fuga dall'epoca, si traduce in arricchimento e forza vitale. Ai divieti imposti alla sua gente Etty risponde con una crescita incontenibile, in grado di dar forza e fiducia a chi le vive accanto; nelle sue pagine capaci di allegria, che nulla nascondono o addolciscono dell'orrore di quei giorni, la guerra e la storia esteriore affiorano gradualmente in funzione della tensione introspettiva, fino ad assumere un ruolo centrale come testimoni di riflesso della battaglia vittoriosa condotta da Etty Hillesum contro le loro forze. Nel diario è anche la storia della creazione di un'opera d'arte - che non nascerà - di cui l'autrice, conscia del suo talento, si sa capace ed a cui si prepara rigorosamente ponendo attenzione ad ogni brano della vita sua ed altrui e indagando la sostanza e le possibilità della scrittura. Il libro tradotto con enorme successo in tutto il mondo, sta diventando per molti un oggetto di culto a scapito, forse, della sua peculiarità e del suo vigore letterario.

    fonte e link

    è un libro strano, ricco ,di una voce di donna che cerca se stessa e si confronta con le proprie emozioni
    si parla del suo incontro con il fondatore della chirologia (lettura della mano) con una personalità magnetica
    del loro entrare in contatto con la mente e con il corpo
    si parla della sua ricerca di un equilibrio interiore che la porta a trovare il Dio dentro di sè
    si parla della sua voglia di scrivere, per reinterpretare cio' che la circonda
    e nel frattempo leggi la persecuzione verso gli ebrei che si sviluppa a partire da odiose piccole/grandi limitazioni
    fino all'esito finale, anche per lei.
    Un libro da leggere, perchè scritto con l'urgenza di essere il cuore pensante della baracca

    postato da: lainus alle ore 15:16 | link | commenti (11)
    categorie: libri
    martedì, marzo 29, 2005

     

    “[…] Ognuno di noi ha la propria no man’s land,
    in cui è totale padrone di se stesso. C’è una vita a tutti visibile, e ce n’è un’altra che appartiene solo a noi, di cui nessuno sa nulla […] L’uomo di tanto in tanto sfugge a qualsiasi controllo, vive nella libertà e nel mistero, da solo o in compagnia di qualcuno, anche soltanto un’ora al giorno o una sera alla settimana, un giorno al mese […] Queste ore possono essere felicità, necessità, abitudine, ma sono comunque sempre indispensabili per raddrizzare la “linea generale” dell’esistenza. Se un uomo non usufruisce di questo suo diritto o ne viene privato da circostanze esterne, un bel giorno scoprirà con stupore che nella vita non si è mai incontrato con se stesso e c’è qualcosa di malinconico in questo pensiero […]”

                 “In questa no man’s land  dove l’uomo vive nella libertà e nel mistero, possono accadere strane cose, si possono incontrare altri esseri simili, si può leggere e capire un libro con particolare intensità o ascoltare musica in modo anch’esso inconsueto oppure nel silenzio e nella solitudine può nascere il pensiero che in seguito ti cambierà la vita, che porterà alla rovina o alla salvezza […]”

                 da “Il giunco mormorante” (Nina Berberova) Ed. Adelphi

    un racconto scritto in modo bruciante, come per cauterizzare una ferita  aperta 

    -scritto con la lucidità di chi ricorda il prima e il poi, quando il durante era negato
    Una donna, un uomo, i giochi di potere di un'altra donna, e il territorio che non si puo vendere.

    Da leggere. Grazie del regalo.

     

    Nina Berberova

    Nina Berberova nasce a Pietroburgo nel 1901.
    Negli anni venti emigra in Francia dove rimane per circa 25 anni e nel 1950 si trasferisce negli Stati Uniti.
    Il suo primo romanzo è Il male nero del 1989 al quale seguono altri incentrati sull'introspezione e la conservazione dei valori.
    Nina Berberova diventa popolare per i suoi romanzi solo in tarda età. Muore a Phaladelphia nel 1993.
     

    Bibliografia

    Il male nero    1989
    Il caso Kravcenko    1990
    Il ragazzo di vetro    1993
    Cajkovskij    1993
    Felicità    1994 postumo
    Le signore di Pietroburgo    1996 postumo
    L'accompagnatrice
    Il giunco mormorante

    link utili:
    biografia

     

     

     

    postato da: alp alle ore 18:59 | link | commenti (20)
    categorie: libri
    lunedì, febbraio 21, 2005

     

    Borges
     il tempo  l'eternità
     la morte  la pazzia
     il doppio  il destino

    Una letteratura del paradosso.

    Borges ammette ciò che tutti gli idealisti ammettono, il carattere allucinatorio del mondo, ma fa ciò che nessun idealista ha fatto:

     I paradossi non sono  per lui problemi da risolvere, come furono ancora per Russell, bensì indizi da usare, come saranno da Gödel in avanti


    Naturalmente, l'uso che Borges fa dei paradossi è paradossale esso stesso.
    In essi un sogno così ben sognato da sembrare realtà si tradisce, e ci permette di svelarne la finzione:

     "Noi (la indivisa divinità che opera in noi) abbiamo sognato il mondo. Lo abbiamo sognato resistente, misterioso, visibile, ubiquo nello spazio e fermo nel tempo; ma abbiamo ammesso nella sua architettura tenui ed eterni interstizi di assurdità, per sapere che è finto" (I.399).

    Una tale posizione è sorprendente non tanto per il suo contenuto filosofico, quanto per il suo contesto geografico: essa si situa infatti in una linea di pensiero orientale.

    Pensiamo, ad esempio, al cantonese Huineng (638-713), sesto patriarca del Buddismo Zen, e fondatore di una scuola che fu molto popolare nella Cina del sud: la sua via per l'eliminazione dell'io e della realtà passava appunto attraverso i paradossi (integrati da bastonate).

    Oppure alla scuola Rinzai, una della due principali dello Zen giapponese, che a tutt'oggi usa il paradosso nella forma del koan (anch'esso non disgiunto da pratiche shock), per raggiungere il risveglio, o satori.
     

     la miglior presentazione a noi nota del Paradosso di Borges, che riportiamo nella traduzione letterale di Piero Menardi:

     

    X scocca una freccia da un arco, ed essa si perde fra gli alberi.
    X la cerca e riesce a ritrovarla.

    E' assurdo immaginare che la freccia non sia esistita durante il periodo fra i momenti in cui X l'ha persa di vista e l'ha ritrovata.

    E' logico pensare che essa sia esistita - anche se in un certo modo segreto, di comprensione vietata agli uomini - in tutti i momenti di questo periodo.

    Un'altra versione del paradosso di Borges appare in Tlön, Uqbar, Orbis Tertius, sotto il nome di sofisma delle nove monete di rame, "di scandalosa rinomanza":

    "Il martedì X, tornando a casa per un sentiero deserto, perde nove monete di rame. Il giovedì, Y trova sul sentiero quattro monete, un poco arrugginite per la pioggia del mercoledì. Il venerdì, Z scopre tre monete sullo stesso sentiero e lo stesso venerdì, di mattina, X ne ritrova due sulla soglia di casa sua.

    E' assurdo immaginare che quattro delle monete non siano esistite dal martedì al venerdì pomeriggio, e due dal martedì al venerdì mattina.

    E' logico pensare che esse siano esistite - anche se in un modo segreto, di comprensione vietata agli uomini - in tutti quei momenti di questi tre periodi" (I.632-633).

    Opere di Borges citate
    Le citazioni nel testo si riferiscono ai due volumi Tutte le opere di Borges, pubblicati dalla Mondadori nella collezione I Meridiani, rispettivamente nel 1984 (I) e 1985 (II). Riportiamo qui i titoli delle opere da cui esse sono tratte.
    Inquisizioni, 1925.
    Evaristo Carriego, 1930.
    Discussione, 1931.
    Storia universale dell'infamia, 1935.
    Storia dell'eternità, 1936.
    Finzioni, 1944.
    Altre inquisizioni, 1952.
    L'artefice, 1960.
    L'altro, lo stesso, 1964.
    Il manoscritto di Brodie, 1970.
    L'oro delle tigri, 1972.
    La cifra, 1981.
    Conversazioni, 1985 (Nuovo portico, Bompiani).
    Altre conversazioni, 1986 (Nuovo portico, Bompiani).
    Ultime conversazioni, 1987 (Nuovo portico, Bompiani).

    estratti da: 
    http://www.vialattea.net/odifreddi/borges1.htm 

    Borges fu un gran sacerdote del culto dei libri, la sua vita fu "consacrata meno a vivere che a leggere", e la sua memoria registrò più i libri che lesse che le cose accadutegli. Egli si spinse al punto di affermare che l'uomo è ciò che legge, non ciò che scrive.
    Tale affermazione rivela una vera e propria mistica della lettura: essa si manifestò nelle credenze che la differenza fra autori e lettori sia "banale e fortuita", che fra di essi si instauri "un dialogo, una forma di relazione", "una collaborazione e quasi una complicità", e che "i buoni lettori siano cigni anche più tenebrosi e rari che i buoni autori". In una parola, che la lettura sia un atto creativo. 

    http://www.riflessioni.it/enciclopedia/borges.htm


    postato da: alp alle ore 08:54 | link | commenti (30)
    categorie: libri
    martedì, febbraio 15, 2005

    Intervista ad Alberto Garlini - Leggere negli occhi
    "Alberto Garlini, nato a Parma nel 1969, è friulano d'adozione, vivendo ormai da diverso tempo a Pordenone. Ha esordito con il romanzo "Una timida santità", presso l'editore Sironi, vincitore di alcuni premi. In questa intervista ci parla del suo nuovo magnifico romanzo, "Futbol bailado", uscito per lo stesso editore: un affresco corale della vita italiana dal 1975 al 1982, con personaggi eccellenti quali Pasolini, Bertolucci, il mondo del calcio scommesse, San Francesco... Un romanzo di intensità straordinaria e bellezza profonda, che permette all'autore di raccontare la storia di allora come germe della storia di oggi".

    Per vedere il filmato clicca qui!


     

    postato da: alp alle ore 16:19 | link | commenti (1)
    categorie: libri
    sabato, febbraio 05, 2005

     avevo sentito parlare di un libro che. udite udite, era letto e preferito dai ragazzi 16/18enni.
    Potevo evitare di leggerlo, sentendone parlare nel programma di radio3, guardando il libro, pensando, ecco, cosa ci sarà dentro, come avrà fatto
    a farsi leggere dagli adolescenti, che magari tutto fanno, meno che passare il tempo a covarsi il piacere della lettura?

    Allora mi sono deciso, l'ho comprato, l'ho quasi letto tutto, con estrema sofferenza, a cominciare dalle prime pagine, andando avanti, quasi finito.
    No, io salvo tutto, se si legge, ma questo libro è per disarticolati mentali, questo libro è scrtitto per chi vuole fare una sceneggiatura di un film dei fratelli Vanzina..eh veramente, anche se lo leggessero, gli adolescenti, questo libro, non farebbe venire loro la voglia e il piacere della lettura.

    Solo quello di comprarsi una vespa, una maglietta, un gelato..di vedersi una trasmissione tv,ascoltarsi un mp3..ma leggere,leggere

    è altro.( ps. per la prima volta ho rischiato il coma da lettura irritante, ho bisogno di un antidoto efficace, rileggero' Pavese)

    copertina
    Tre metri sopra il cielo

    Collana: Super Universale Economica
    Pagine: 320
    Prezzo: Euro 10


    Premio Torre di Castruccio, sezione Narrativa e Saggistica 2004
    Premio Insula Romana - Sezione giovani adulti 2004
    In breve
    Un libro di culto che è circolato in versione fotocopiata fra i giovani romani. Una grande storia d’amore. Da una parte i giovani, la vita di gruppo, le moto, le sfide, dall’altra i vuoti e i silenzi di famiglie infelici. Giulietta e Romeo, Gioventù bruciata, Love story. Un microcosmo di vite arrabbiate che cerca di staccarsi da terra. Un libro che è diventato un film (distribuzione Warner Bros).
    Il libro
    Le ragazze vestono Onyx, o qualunque sia l’ultima marca in fatto di body, parlano di Avant, di Marsan e delle mode dell’ultimo minuto. I ragazzi invece girano con il loro "Vitarino" o meglio con la Bmw lunga, magari fregata al papà. Le ragazze si preparano a incontrare il ragazzo della loro vita. I ragazzi si sfidano in prove di resistenza fisica, di velocità, di rischio. Fino all’ultimo respiro. Sullo sfondo di una frenetica vita di clan, di banda (il mitico gruppo dei budokani: Schello, Pollo, Lucone), Step e Babi si incontrano. Babi è un’ottima studentessa, Step (Stefano) è un violento, un picchiatore, uno che passa i pomeriggi in piazza davanti al bar con gli amici o in palestra e la sera sulla moto o nella bisca dove si gioca a biliardo. Appartengono a due mondi diversi, ma finiscono per innamorarsi. Non è un rapporto facile perché nessuno dei due cede facilmente. Eppure si trasformano. Babi sembra irriconoscibile agli occhi dei genitori. Step rivela aspetti che ben poco collimano con la sua immagine – faticosamente costruita – da superduro. E in effetti muscoli palestra e violenza nascondono un trauma, un nodo irrisolto che getta un’ombra scura sulla vita familiare di Step e sulla tormentata love story con Baby.
    Tre metri sopra il cielo è un romanzo di vite quotidiane. C’è la noia, la fatica, la banalità dell’esistenza metropolitana. C’è l’adrenalina, la drammaticità dello scontro fisico, della prova di forza maschile. C’è un universo che da una parte guarda alle commedie romantiche adolescenziali e dall’altra al ritratto di giovinezze allo sbando così come le racconterebbe un Paolo Crepet.

    postato da: alp alle ore 18:53 | link | commenti (18)
    categorie: libri
    sabato, gennaio 29, 2005

    consigli:

    1)un film girato in una casa, abitata da una famiglia palestinese, viene occupata
    da soldati israeliani. La famiglia viene chiusa, per tutte le notti, in salotto.

    Di giorno viene riservato ai componenti della famiglia solo il piano terra, proibito il primo piano.

    Con un atmosfera tesa come un giallo, dalle dinamiche delle relazioni tra soldati occupanti, famiglia e capofamiglia, la metafora del dramma dei palestinesi viene svelato come e meglio che in un documentario
    Il film si intitola Private

    2) Comprate il numero monografico di Diario di questo mese, numero speciale dedicato alla memoria, con
    dvd Paragraph 175, film premiato a Berlino,e al Sundance festival nel 2000.
    Le storie personali di alcuni omosessuali perseguitati durante il nazismo
    (rivista+ dvd= 13 euro)


    3) un noto film-maker del 68, Silvano Agosti, che ha sempre rifiutato
    pubblicità, premi e mercato del cinema,
    ha pubblicato una favola-apologo bellissima:

    per adulti che vogliono credere ancora nelle utopie concrete" Lettere dalla Kirghisia" Edizioni l'immagine.costo 10 euro
    Lo trovate nelle librerie Feltrinelli.

    Mi sembra che, come blogger socialmente utile, il mio pezzo per oggi sia..completo:-)

    4) ps. lo so, lo so..lo comprano tutti, lo leggono tutti..poi, insomma 900 pagine, ma se inizi a leggerlo non smetti
    Vuoi sapere che libro è? Questo.Se lo leggi, fammi sapere, magari- eh?

     

    postato da: alp alle ore 15:55 | link | commenti (21)
    categorie: libri, cinema, memoria
    sabato, dicembre 18, 2004

    Kafka voleva essere annoverato tra gli uomini comuni. Il limite della comprensione gli si parava dinanzi ad ogni piè sospinto. E a lui piaceva farlo sentire agli altri. Talvolta non pare molto lontano dall’affermare insieme col grande inquisitore di Dostoevskij: “Ci troviamo dunque davanti a un mistero che non possiamo comprendere. E appunto perché è un enigma avevamo il diritto di predicarlo, di insegnare agli uomini che quel che conta non è la libertà né l’amore, bensì l’enigma, il segreto, il mistero, cui devono assoggettarsi… senza riflettere e anche contro la loro coscienza”.
     

    (W. BENJAMIN, Angelus Novus).



    postato da: alp alle ore 13:08 | link | commenti (17)
    categorie: libri
    lunedì, dicembre 13, 2004

    Un progetto di Circolo dei Lettori
    "Leggere.. che passione"


    Un progetto che è stato realizzato da alcune associazioni e sperimentato in alcuni
    Centri territoriali Permanenti per la formazione continua degli adulti, italiani e stranieri.
    Riunire alcune persone e leggere insieme uno o più libri, arrivando alla scelta dei testi sulla base degli interessi del gruppo.

    Credo sia importante diffondere la passione della lettura, innzanzituttto creando occasioni di incontro tra le persone e i libri..e poi scoprendo strade di accesso all'interno del bosco narrativo, in modo che le persone non si perdano.

    Giovedi dovro' andare a parlare del progetto all'assesore alla cultura e alla sindaco di una cittadina in provincia di Torino, i locali ci sarebbero, vedremo le disponibilità.

    Odio scrivere relazioni, se avete voglia di aiutarmi potete partecipare in molti modi:

    segnalandomi progetti sulla lettura( concreti, di base, per adulti) basati su la lettura come passione da accendere e alimentare. Non amo la cultura come dovere, sforzo, sacrificio.

    La lettura può essere la costruzione di una relazione, tra due persone attraverso un libro.
    Guardare, ascoltare..riflettere.

    Ah..un libro segnalato da voi per accendere l'attrazione fatale?
    Grazie, a chi vorrà farlo..

    documentazione progetti reperiti
    http://www.romamultietnica.it/inside.asp?id=147 (grazie, ziganka)

    http://www.comune.roma.it/cultura/biblioteche/concorsi/biblioteche_di_roma/home.htm( i lettori in biblioteca scelgono i libri)






















    postato da: alp alle ore 10:52 | link | commenti (18)
    categorie: libri
    venerdì, dicembre 10, 2004

    LE INTERVISTE POSSIBILI:

    (Interviste sulla passione della lettura a persone
    tra 0 e 20 anni
    tra 20 e 40 anni
    oltre i 40 anni)

    ALP a Stazitta donna, italiana, oltre i 40 anni

    domanda: In genere come riesci a scegliere un libro che ti "cattura"?
    risposta: Non ho nessuna capacità specifica. Di solito l'incontro è casuale, ma una volta avvenuto non me ne stacco più, dall'autore intendo.
    d.: Va beh, ci sono trame particolari che ti catturano più di altre?
    r.: Sì, per esempio i romanzi introspettivi.
    d.: Puoi citarmene uno, come esempio?
    r.: Vedi, ho cominciato leggendo Pirandello e sono rimasta fissata lì, ho fatto viaggi avanti e indietro nel tempo, ma è l'intimo dell'uomo che mi interessa, vuoi gli autori?
    d.: No, io non ho letto quasi niente di Pirandello, secondo te cosa mi sono perso?
    r.: Il viaggio nella pazzia.
    d.: Adesso una domanda difficile. Io ho trovato una donna, la Yourcenar, che nelle Memorie di Adriano e nell'Opera al nero ha dimostrato di saper rappresentare in modo molto sottile il punto di vista maschile. Secondo te, Pirandello che punto di vista ha rappresentato nelle sue opere?
    r.: A mio parere entrambi, comunque sì, forse era più attratto dalla rappresentazione del mondo mentale della donna. No, non saprei fare distinzioni. Ripeto, entrambi.
    d.: Domanda facile facile, adesso....Sai quando uno dice "eh, non ho tempo, riesco a leggere solo d'estate" com'è che invece, quando un libro ti acchiappa, poi il tempo lo trova?
    r.: ....domanda che contiene già la risposta...per me, quando il tempo del quotidiano ti soffia sul collo, l'unica possibilità è essere invasi da un'ansia superiore (andare avanti a leggere), che la spunta.

    (Sentiti ringraziamenti a Stazitta per la disponibilità....)(ovviamente l'intervista è reale, e i suoi contenuti anche)

    altre interviste a melusina, colfavoredellenebbie, lam, momi. flor, sirenetta, spuma, augusta, gardenia, dolittle, lainus















    postato da: alp alle ore 17:40 | link | commenti (11)
    categorie: libri
    domenica, ottobre 03, 2004

     

     

     

     

     

     

     

     

    Il vento

    Diego Lòpez compiva quattro anni e quella mattina gli saltavano nel petto l'allegria,

    l'allegria era una pulce che saltava su una rana che saltava su un canguro che

    saltava su una molla, mentre le strade volavano nel vento e il vento sferzava le finestre.
    Diego abbracciò la nonna Gloria e, in segreto, all'orecchio, le ordinò:
    " Dai, entriamo nel vento".
    E la trascinò via dalla casa.

    da " Le labbra del tempo" di Eduardo Galeano

     




    postato da: alp alle ore 09:53 | link | commenti (8)
    categorie: libri
    giovedì, settembre 16, 2004

    I giochi del tempo

    Si dice, si racconta, che un giorno due amici stavano contemplando un quadro. Il dipinto, opera di chissà chi, veniva dalla Cina. Era un campo di fiori in epoca di raccolto.
    Uno dei due amici, chissà perchè , aveva lo sguardo fisso su una donna, una delle molte donne che nel quadro raccoglievano papaveri nelle loro ceste. Lei portava i capelli sciolti sulle spalle.
    Finalmente lei gli restituì lo sguardo, lasciò cadere la cesta, tese le braccia e, chissà come, lo portò via con sè.
    Lui si lasciò andare chissà dove, e con quella donna passò giorni e notti, chissà quanti, finchè un vento impetuoso lo strappò di lì e lo restituì alla sala dove il suo amico era sempre inchiodato davanti al quadro.
    Era stata così breve quell'eternità che l'amico non si era neppure reso conto della sua assenza. E non si era nemmeno reso conto che quella donna, una delle tante donne che nel quadro raccoglievano papaveri nelle loro ceste, adesso portava i capelli raccolti sulla nuca.

    tratto da: Le labbra del tempo Galeano Eduardo

    Una serie di storie che narrano un'unica storia toccando i temi cari allo scrittore uruguayano: l'infanzia, l'amore, la terra, la parola, l'immagine, il potere e la paura.

    lo sto leggendo, mi piace, e molto, una pagina una storia, poche parole e molte evocazioni..bellissima questa capacità di cogliere, e conservare, e tramandare briciole di senso..laddove i ciechi vedrebbero solo fatti.

     




    postato da: alp alle ore 15:49 | link | commenti (8)
    categorie: libri
    lunedì, agosto 30, 2004

     

     

     

     

     

     

     

    "Ah, io non chiederei d'essere un gabbiano nè un delfino: mi accontenterei di essere uno scòrfano, ch'è il pesce più brutto del mare, pur di ritrovarmi laggiù, a scherzare in quell'acqua" da "L'isola di Arturo" di Elsa Morante

     

     

     

     

     

     

     

     

    postato da: maqrolldeibattelli alle ore 18:39 | link | commenti (6)
    categorie: libri
    mercoledì, agosto 18, 2004

    Il Codice Da Vinci .Dan Brown. Mondadori 2003.pp 523

    «Il Codice da Vinci» e il Priorato di Sion

    Il Codice Da Vinci mette in scena una caccia al Santo Graal. Quest’ultimo – secondo il romanzo – non è, come la tradizione ha sempre creduto, una coppa in cui fu raccolto il sangue di Cristo, ma una persona, Maria Maddalena, la vera «coppa» che ha tenuto in sé il sang réal – in francese antico il «sangue reale», da cui «Santo Graal» –, cioè i figli che Gesù Cristo le aveva dato. La tomba perduta della Maddalena è dunque il vero Santo Graal. Apprendiamo inoltre che Gesù Cristo aveva affidato una Chiesa che avrebbe dovuto proclamare la priorità del principio femminile non a san Pietro ma a sua moglie, Maria Maddalena, e che non aveva mai preteso di essere Dio. Sarebbe stato l’imperatore Costantino (280-337) a reinventare un nuovo cristianesimo sopprimendo l’elemento femminile, proclamando che Gesù Cristo era Dio, e facendo ratificare queste sue idee patriarcali, autoritarie e anti-femministe dal Concilio di Nicea (325). Il progetto presuppone che sia soppressa la verità su Gesù Cristo e sul suo matrimonio, e che la sua discendenza sia soppressa fisicamente. Il primo scopo è conseguito scegliendo quattro vangeli «innocui» fra le decine che esistevano, e proclamando «eretici» gli altri vangeli «gnostici», alcuni dei quali avrebbero messo sulle tracce del matrimonio fra Gesù e la Maddalena. Al secondo, per disgrazia di Costantino e della Chiesa cattolica, i discendenti fisici di Gesù si sottraggono e secoli dopo riescono perfino a impadronirsi del trono di Francia con il nome di merovingi. La Chiesa riesce a fare assassinare un buon numero di merovingi dai carolingi, che li sostituiscono, ma nasce un’organizzazione misteriosa, il Priorato di Sion, per proteggere la discendenza di Gesù e il suo segreto.
    Al Priorato sono collegati i templari – per questo perseguitati – e più tardi anche la massoneria. Alcuni fra i maggiori letterati e artisti della storia sono stati Gran Maestri del Priorato di Sion, e alcuni – fra cui Leonardo da Vinci (1452-1519) – hanno lasciato indizi del segreto nelle loro opere. La Chiesa cattolica, nel frattempo, completa la liquidazione del primato del principio femminile con la lotta alle streghe, in cui periscono cinque milioni di donne. Ma tutto è vano: il Priorato di Sion sopravvive, così come i discendenti di Gesù in famiglie che portano i cognomi Plantard e Saint Clair.(tratto da questo articolo )

    Entro da Feltrinelli, per le vie deserte di Ferragosto, e sento che ne parlano.Avevo visto che era da tempo primo nelle classifiche dei libri stranieri.

    Avevo letto qualcosa sugli argomenti di cui tratta.Mmm..Non spendo certo tutti quei soldi per un libro di quel genere,al massimo aspetto il tascabile, o l'usato..se proprio sono curioso.
    Uno di quei mattonazzi che la globalizzazione impone nella provincia dell'Impero.Vabbeh..lascio perdere.
    Esco, ne parlo con la mia compagna, e lei mi dice che l'estate scorsa ha visto un' insegnante di storia dell'arte turca che lo leggeva su quella spiaggia della Turchia.
    Ma si, va, è ferragosto...al posto della trattoria o dei panini, visto che ci facciamo il tour dei musei con la tessera di ingresso annuale..

    Allora,il libro: come trhriller l'ho trovato deboluccio,e visto che l'intreccio è tutto, in questo genere di libri..
    I punti di interesse sono le notizie su Da Vinci, sui codici, sul Sacro Graal, sul femminino nella religione e nella storia dell'arte.

    Mi è sembrato il libro di Eco"Il Pendolo di Foucault "in versione per ragazzi..meno farraginoso e più semplificato.

    Lo consiglio?No, dai..al massimo,compratelo usato, aspettate il tascabile, fatevelo prestare

    Sarebbe interessante ricostruire le operazioni di lancio della merce"libro" che hanno fatto in questo caso,le case editrici americane e quelle dei mercati dipendenti, come l'Italia

    Se avete tempo, comunque,leggetelo..Mi piacerebbe conoscere qualche altra opinione.

    L'aspetto positivo è che induce curiosità sugli argomenti di cui tratta..

     







    postato da: maqrolldeibattelli alle ore 17:37 | link | commenti (10)
    categorie: libri
    lunedì, luglio 19, 2004

     

    Sempre per la regia di Dai Sijie un film uscito nel 1989: "Cina, mio dolore". Anche in questo film il tema è la Rivoluzione culturale cinese perseguitata dal governo di quel paese. In "Cina, mio dolore", il tema è incentrato sulla figura di un adolescente rinchiuso in un campo di rieducazione. Le sue sofferenze e umiliazioni vengono mitigate dalla solidarietà di un ladro e di un monaco taoista.
    Anche in "Balzac e la piccola sarta cinese", Ma e Lu, vengono scoperti mentre suonano Mozart con un violino e per questo mandati in esilio in mezzo alle montagne.
    Come in "Cina, mio dolore", una figura amica, la sarta, mitigherà le loro sofferenze con "pillole di cultura" recuperate da una valigia piena di libri proibiti.

    Ho letto il libro con piacere. L'ho trovato lieve e affascinante come i luoghi e la cultura che trasuda. Il film mi attira, anche perché girato dallo stesso autore e mi sembra interessante capire come ha congegnato la sua trasposizione per immagini.

    letto, delizioso piccolo libro.
    cercherò il film.
    ma ho sempre paura nel passare dalle parole alle immagini.
    nel libro il racconto di lei che conserva le foglie, per ricordare la sua "prima volta", è poesia.
    sì, caproni è grandissimo...sai che, in vita, era sempre incredulo del fatto che la sua poesia destasse tanto interesse?
    chi lo ha conosciuto e ne ha apprezzato la modestia dello stile di vita, mi dice che leggeva le cose che venivano scritte sulla sua poesia (da un grande o da un laureando) con una sorpresa bambina.:)
    colfavoredellenebbie (http://colfavoredellenebbie.splinder.it)

    Jules e Jim è l'ultimo film che ho visto, una sera d'estate dell'anno scorso. Se questo che suggerisci ricorda anche solo vagamente e per caso quella magia di Truffaut, cercherò di trovarlo e di non perdermelo.
    Grazie Lino.
    (319)

    wow... ma lo daranno anche quaggiù, o mi dovrò limitare a mangiarmi le mani dall'invidia come al solito? ;-))
    LaSirenetta














    postato da: maqrolldeibattelli alle ore 09:55 | link | commenti (5)
    categorie: libri, cinema, opinioni degli altri
    domenica, luglio 18, 2004

    Balzac e la piccola sarta cinese
    Titolo originale
    : Balzac et la petite tailleuse chinoise

    Regia: Dai Sijie

    Sceneggiatura: Nadine Perront, Dai Sijie

    Interpreti: Zhou Xun, Chen Kun, Liu Ye, Wang Shuangbao, Cong Zhijun

    Durata: 110 min. (colore)

    Paese: Francia / Cina

    Anno:2002
    Tre amici, un libro, una vita

    Un cinese nato a Putian negli anni ’50, in pieno periodo maoista, decide a vent’anni di trasferirsi in Francia per fare cinema, ma l’insuccesso di un suo film lo spinge ad abbandonare la settima arte per dedicarsi alla scrittura. E’ il caso di Dai Sijie, scrittore e autore di Balzac e la piccola sarta cinese, che, raggiunto il consenso del pubblico, ha deciso di mettersi dietro la macchina da presa nell’adattamento cinematografico del proprio libro. Il suo desiderio più grande era quello di trasferire in immagini ciò che aveva messo su carta in parole.
    Balzac è innazitutto un film sui libri, sull’amicizia e sull’amore. Il piacere di leggere e di raccontare. Raccontare storie di realtà lontane agli occhi di chi si ama, e che si tramutano in favole, così come le leggende dell’antica Cina hanno per noi un magico fascino.

    In un paesino della Cina di Mao, Ma e Lu, vengono scoperti mentre suonano Mozart con un violino, con il risultato di essere spediti sulle montagne, dai contadini poveri, per un periodo di rieducazione. Una piccola sarta del luogo, affascinata dall’entusiasmo e dalla voglia di vivere dei due ragazzi, sarà la loro fonte di ispirazione, e una valigia di libri trafugati, proibiti dalla legge, la voce delle loro emozioni.

    A voler guardare oltre, Balzac potrebbe essere una sorta di Jules e Jim cinese, amicizia “a tre” sempre sul punto di condurre all’amore, irraggiungibile sentimento, al pari del piacere di trasgredire, mai tradotto in vera libertà.

    Gli attori,tutti cinesi, interpretano i personaggi con naturalezza e divertimento, senza mai essere sopra le righe. E non è semplice in un film, che unisce popolarismo e cultura, diretto al pubblico dell’occidente, e che potrebbe essere sintetizzata nella frase di uno dei protagonisti - Mozart pensa sempre a Mao.

    qui il link a recensione al libro in Parnasoambulante

















    postato da: maqrolldeibattelli alle ore 17:47 | link | commenti (5)
    categorie: libri, cinema
    domenica, luglio 11, 2004

    Cosmo


    Cura: Francesco M. Cataluccio
    Traduzione: Donatella Tozzetti
    Collana: Universale Economica
    Pagine: 208
    Prezzo: Euro 7


    In breve
    La noia suscita l’ansia di scovare in immagini irrelate, casuali, un ordine, un cosmo. Un romanzo filosofico in crescendo di tensione sull’insensatezza della ricerca di senso.
    Il libro
    L’ultimo libro di Gombrowicz è quello dove la sua lucida follia si scatena con maggior violenza e ironia. In questa sua nuova "avventura" lo troviamo assieme a un bislacco amico in vacanza in una noiosa località di montagna. I due si improvvisano detective credendo di scorgere, negli anfratti della realtà, segni che riconducono tutti a una serie di "impiccagioni rituali": di un uccello, di un bastoncino, di un gatto e di un triste individuo dalle scarpe gialle. E poi ci sono strane associazioni tra la bocca storta della cameriera dell’albergo e altre bocche, mani, macchie e crepe sui muri… Uno straordinario "giallo filosofico" salutato da molti come un capolavoro.

    "Che cos’è un romanzo giallo? Un tentativo di organizzare il caos. Per questo il mio Cosmo, che mi piace chiamare ‘un romanzo sulla formazione della realtà’, sarà una specie di racconto giallo.
    "Pongo due punti di partenza, due anomalie distantissime l’una dall’altra: a) un passero impiccato; b) l’associazione tra la bocca di Katasia e la bocca di Lena. Questi due problemi reclameranno un senso. L’uno penetra l’altro in una tensione verso la totalità. Comincerà così un processo di supposizioni, di associazioni, di ricerche, starà per nascere qualcosa, ma si tratterà di un embrione piuttosto mostruoso, di un aborto… e questo oscuro, incomprensibile rebus non potrà che esigere una soluzione… creare una Idea che spieghi, che faccia ordine…"
    Witold Gombrowicz (vedi anche monografie)

    "[...] il vero realismo davanti alla vita è sapere che la cosa concreta, la vera realtà, è il dolore. La filosofia contemporanea assume invece un tono dottorale, professorale, quasi il dolore non esistesse”. E aggiunge subito dopo: “Io vorrei scrivere qualcosa di veramente pauroso e assoluto, il fondamento stesso della realtà. Io vedo l'universo come un'entità completamente nera e vuota, dove la sola cosa reale è quella che fa male: appunto il dolore. Il vero diavolo è questo.
    Ma tutto ciò Gombrowicz lo afferma sul finire della propria esistenza. In precedenza il diavolo, lui, ha sempre cercato di menarlo per il naso, facendo affidamento sull'unica forza di cui davvero disponiamo: l'immaginazione. Che spesso, certo, si nutre di orrore: “Non esiste un limite all'orrore, anzi esiste una certa mancanza di limiti alla spietatezza, se l'orrore comincia ad accumularsi - senza limiti, senza fine, incessantemente, crescendo al di sopra di se stesso meccanicamente.
    Eccola la bandiera sotto cui si presentano questi racconti [Bacacay]: la spietatezza. Sconclusionati in apparenza, ma in realtà perfettamente geometrici, essi sono popolati da una fauna umana pornografica, ossessiva, cieca, immatura, in cui non stentiamo a riconoscerci. Anche perché, per dirla con Milosz, “Gombrowicz è maestro nel mettere all'angolo il lettore, facendogli riconoscere, come fossero sue, sgradevolissime verità.
    Anche le vicende biografiche di Gombrowicz, del resto, ci parlano di questa sua sindrome dell'outsider, insofferente a qualsiasi cappa di ordine apparente e fasulla regolarità.[...]"
    (da
    Il grande smodato
    di Franco Marcoaldi, tratto da “L’espresso”, 12 novembre 1991 )
     
    «Quando lo incontrai nel 1964 era reduce da un invito della Fondazione Ford che, per scongiurare la morte culturale di Berlino, aveva deciso di ospitarvi intellettuali. Fu un'esperienza terribile: la Polonia organizzò una campagna per sventare il gioco dell'Occidente, e così Gombrowicz, un polacco emigrato, si trovò fra intellettuali stalinisti decisi a non sapere nulla dei paesi dell'Est. Proprio lui il cui primo gesto era stato difendere le riviste proibite in Polonia si vide dare del reazionario da gente molto convenzionale. A me, timida provinciale canadese, piacque il suo coraggio contro tutti quegli snob. Dissentivamo entrambi da quanto succedeva. Il rifiuto dell'ingiustizia è una qualità dell'adolescenza, e Gombrowicz, come me, era un eterno adolescente». 
    da un'intervista a Rita Lebrosse, da Pia Pera, tratto da “L’espresso”, 28 luglio 1991

     
    "...che cosa cercavo, che cosa cercavo? La tonalità di base? La melodia dominante, il perno intorno al quale poter ricostruire, ricomprre la mia storia qui? Ma la distrazione, non solo la mia, interiore, ma anche quella che proveniva dall'esterno, dalla molteplicità e dall'eccesso, dal'ingarbugliamento, non mi permetteva di concentrarmi su niente, un dettaglio mi distoglieva da un altro, tutto era ugualmente importante ed irrilevante, mi avvicinavo e mi allontanavo..."
    [da Cosmo]


     
























    postato da: maqrolldeibattelli alle ore 08:59 | link | commenti (9)
    categorie: libri
    venerdì, luglio 09, 2004

    In questa estate calda approfittiamo dell'ombra del carrozzone de
    Il Parnaso Ambulante per riposarci,
    magari leggendo, o anche solo sfogliando un libro...

    Accoglienza Libri che ho letto
    Sconsigli di lettura Bloggers
    scrittori
    Libri recensiti Monografie

    redazione

    Libri erranti


    Gruppo di
    lettura


    (tabella a cura di Ella..

    www.atmosfere.splinder.com)










    postato da: maqrolldeibattelli alle ore 11:33 | link | commenti (3)
    categorie: libri
    sabato, giugno 05, 2004


    l'intervista di Gitta Sereny a Franz Stangl, sovrintendente di polizia dell'istituto di eutanasia dal 1940 al 1942, tratta da In quelle tenebre della stessa autrice. Franz Stangl fu comandante di Treblinka nel 1942-43. Nei mesi di aprile e giugno del 1971 acconsentì a farsi intervistare da Gitta Sereny per conto del Daily Telegraph Magazine nel carcere giudiziario di Dusseldorf dove era in attesa della sentenza di appello contro la condanna all'ergastolo. Sessantatre anni, alto, ben piantato, rilassato e controllato insieme, in prigione da quattro anni, trascorsi per quasi tutto il tempo in isolamento, poiché il Direttore del carcere temeva ritorsioni degli altri prigionieri nei suoi confronti. Era stato arrestato in Brasile dove viveva tranquillamente con la sua famiglia. Il lungo racconto In quelle tenebre raccoglie integralmente l'intervista condotta dalla giornalista di origine viennese all'uomo di cui Simon Wiesenthal, il "cacciatore dei nazisti" diceva: "se non avessi fatto altro nella mia vita che quello di catturare quest'uomo malvagio, non sarei vissuto invano". Attraverso il ritratto e la storia di Franz Stangl, comandante dei campi di sterminio di Sobibor e Treblinka, la ricostruzione del meccanismo che ha portato all'eliminazione dei sei milioni di ebrei. Gitta Sereny ha parlato a lungo con Stangl, detenuto in Germania e con i pochi superstiti dei due campi di sterminio. La giornalista dedica inoltre una parte del volume all'illustrazione delle complicità che favorirono la fuga di molti ex nazisti, tra i quali lo stesso Stangl.

    Il libro di Gitta Sereny, documentato ed emozionante, rappresenta una delle più sconvolgenti testimonianze dell'Olocausto, narrata da chi ne è stato protagonista. Le parole di Stangl e dei superstiti cadono come pietre sul lettore. Un volume che consente di capire, oltre alla meccanica dello sterminio, l'approccio psicologico degli aguzzini e delle vittime. Altrettanto ricca è la documentazione di testimonianze sulla fuga delle Ss, che mette un punto fermo alla individuazione delle complicità. Una delle migliori indagini sullo sterminio degli ebrei. (G.P.)

    Devo la segnalazione di questo libro, duro e coinvolgente, a Spuma, (che ringrazio) che l'ha fatta in Parnaso ambulante

    Editore: Adelphi
    Traduttore: Bianchi Alfonso
    Collana: Gli Adelphi
    Prezzo: € 11,36
    Genere: storia contemporanea
    Volumi: 1
    Dati bibliografici: pagine 528 Anno 1994





    postato da: maqrolldeibattelli alle ore 08:43 | link | commenti (27)
    categorie: libri
    lunedì, maggio 31, 2004

    john berger

    "C'è, nell'edizione inglese di un libro recente della scrittrice indiana Arundathi Roy, Power Politics, una lunga prefazione di Berger, cui l'autrice dedicò, anni fa, il Dio delle piccole cose. riconoscendo nella sua figura di scrittore che non teme l'impegno politico un maestro e una guida.
    In quelle pagine le parole dell'uno si intrecciano a quelle dell'altra, in un dire a due che si propone come un possibile modo di abitare l'individuale tempo di vita.
    Ecco la loro proposta:

    Essere pienamente vivi nel nostro mondo, così com'è.Mettersi vicini a coloro per i quali questo mondo è diventato intollerabile, e ascoltarli..
    L'unico sogno che vale la pena di vivere è di vivere finchè si è vivi e di morire solo quando si è morti.
    Che cosa significa esattamente?
    Amare.Essere amati.Non dimenticare mai la propria insignificanza.Non abituarsi mai alla violenza indicibile e alla volgare disparità della vita che ci circonda.Cercare la gioia nei luoghi più tristi.Inseguire la bellezza là dove si nasconde. Non semplificare mai ciò che è complicato e non complicare ciò che è semplice.Rispettare la forza, mai il potere:Soprattutto osservare.Sforzarsi di capire.Non distogliere mai lo sguardo. E mai, mai dimenticare."

    tratto da John Berger "Modi di vedere" a cura di Maria Nadotti -Bollati Boringhieri. pag 155 £ 9,50

    Lenti multifocali per uomini che non vogliono più guardare, né ascoltare, né amare. O vivere. m.quellachenonsei

    mi toccherà proprio leggere questo Berger, prima o poi :-)melusinach (http://melusinach.splinder.it)

    Berger piace perché è un puro, un incontaminato e il suo modo di vedere la realtà mi entusiasma. Piace quando guardandoti negli occhi dice:

    “Uno scrittore dovrebbe essere il più possibile informato su ciò di cui sta scrivendo. Nel mondo moderno, dove la politica provoca ogni ora la morte di migliaia di persone, non c’è scrittura che possa, in alcun luogo, cominciare a essere credibile a meno che non sia informata da consapevolezza e da principi politici. Gli scrittori che non possiedono né l’una né gli altri producono soltanto spazzatura utopica. L’imperdonabile perversità di questa nostra fin de siècle consiste nella sua innocenza”.Pattinando (http://virtualblog.splinder.it)

    cedo.

    lo compro.

    lo leggo.
    colfavoredellenebbie (http://colfavoredellenebbie.splinder.it)

















    postato da: maqrolldeibattelli alle ore 10:10 | link | commenti (18)
    categorie: libri