Alp, il battelliere

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venerdì, luglio 08, 2005

fonte Unicef)

"In Iraq, la violenza britannica e americana ha causato il raddoppio
della povertà e della malnutrizione infantile
da quando Saddam Hussein è stato defenestrato.(fonte Unicef)"

"la guerra portata in Iraq è ritornata in maniera devastante in Inghilterra.
Com'era tragicamente prevedibile, le tante rimozioni fatte
dall'opinione pubblica inglese sugli orrori iracheni sono esplose ieri nel centro di Londra.
Come Alice nel paese delle meraviglie è inutile chiedersi dov'è l'uscita.
Per cercarla bisogna cambiare politica verso il mondo povero."

"Il tribunale mondiale sull'Iraq a Istanbul praticamente non è stato riportato dai media [..]
Le sue testimonianze oculari, ha detto la scrittrice Arundathi Roy " dimostrano che anche quelli di noi
che hanno cercato di seguire la guerra da vicino conoscono solo una piccola parte
degli orrori avvenuti in Iraq"

[..quello che è accaduto a un funzionario della pubblica amministrazione a Baghdad è emblematico.
Quest'uomo era andato in una base Usa ad indagare su alcuni suoi vicini scomparsi.
Alla terza visita è stato arrestato senza che gli fosse contestata alcuna accusa, denudato, incappucciato e costretto a simulare
atti sessuali con altri prigionieri.
questa era la procedura standard.
E' stato colpito sui genitali e sottoposto a scariche elettriche anali, gli è stata negata l'acqua
ed è stato obbligato  osservare mentre il suo cibo veniva gettato via.[..]
Gli hanno strofinato addosso gli escrementi e gli hanno aizzato contro i cani.
hanno urinato sul Corano e strofnato sopra gli escrementi..

di John Pilger il manifesto di venerdi 8 luglio 2005

“È stata una cosa assolutamente oltraggiosa. I paesi ricchi si sono serviti della loro forza per sostenere il programma del grande capitale economico. Il problema dei gruppi economici multinazionali come causa della povertà non era neppure in programma; era come una conferenza sulla malaria che non discuteva della zanzara”.

I delegati dei paesi poveri si sono lamentati di venir minacciati del ritiro dei loro pochi ma preziosi privilegi commerciali.

“Se mi esprimessi troppo fortemente in favore dei diritti del mio popolo”, dice un delegato africano, “gli USA telefonerebbero al ministro da cui dipendo. Direbbero che sto mettendo in imbarazzo gli Stati Uniti. Il mio governo non chiederebbe neppure, ‘Cosa ha detto?’. Mi spedirebbe direttamente un biglietto domani... così io non parlo per paura di turbare il padrone”.

Un alto funzionario statunitense chiamò il governo dell’Uganda per chiedere che il suo ambasciatore al WTO, Nathan Irumba, fosse ritirato. Irumba è a capo del comitato del WTO sul commercio e lo sviluppo ed era stato critico del programma di “liberalizzazione”.

http://www.zmag.org/italy/pilger-realstory.htm

postato da: alp alle ore 13:16 | link | commenti (4)
categorie: cronache del dopo bomba, guerre
lunedì, giugno 27, 2005

dedicato a Mounir

Venne nella mia classe nel 1987, in prima elementare
Mounir, dal Marocco, due occhioni neri grandi e teneri, da barboncino
Dolce, gentile e aperto con tutti.
Gli altri piccoli lo amavano, per la sua disponibilità.
Aveva un difetto alle gambe, arcuate, e camminava come se ballasse.
E' stato con me cinque anni, abbiamo giocato anche a pallone insieme, spesso.
Suo padre muratore, sua madre in casa.
Ogni tanto mounir si prendeva a botte con qualcuno,
delle botte rapide, veloci, senza rancore, come succedeva ad altri bambini.
Bella classe quella, a quel periodo ancora le persone erano persone, e non
stereotipi inventati dai giornali.
Belli i ricordi che ho, di quei bambini.
Adesso lavoro con gli adulti stranieri, e le loro storie
me le regalano come per farmi viaggiare..
Se si capisse, quanto abbiamo da guadagnarci
nel mischiare le culture..se si capisse..
vorremmo tutti diventare creoli..culturalmente..

ps. un saluto e un ringraziamento alle insegnanti che
fanno un lavoro da soldato interculturale in trincea
stretti tra genitori, stereotipi e tenerezze da preservare

postato da: alp alle ore 18:28 | link | commenti (9)
categorie: cronache del dopo bomba
martedì, giugno 07, 2005

te piace o' presepe?..

te piace o' presepe?..come diceva Eduardo De Filippo..

Se ti piace che la Chiesa si comporti da partito politico, e impedisca di votare
a preti, suore, credenti e vecchiette in nome della crociata in difesa della Vita
va bene, astieniti, ma non venirmi a parlare ,dopo, che sia stata una votazione democratica..

Il quorum..perchè non si tolgono emigrati senza possibilità di voto, malati..dalle liste?

Ma, sul merito della legge, almeno ti impegni, dopo, a difendere la legge sull'aborto?

Perchè è questo il vero obiettivo in gioco, e lo sai.

Pensaci, astenendoti mi impedisci di esprimere il mio voto
Impedisci la ricerca su malattie importanti
impedisci la possibilità di avere figli per chi non li puo avere e non ha i soldi per andare all'estero.

Non ti invidio, caro astensionista. Ti stanno fregando, e lo scoprirai presto.

Peccato, sembrava che ci tenessi al fatto che la gente potesse almeno esprimersi.
Ma, sapendo di perdere, la Chiesa ha scelto di sommare i voti di una minoranza
a quella delle minoranze che non votano mai.

Vincessero i No, mi sembrerebbe una posizione discutibile ma democratica.
Che vinca una minoranza , che impedisce anche il voto segreto, dai..
Forse se ti fossi trovato con la necessità di cure per avere un figlio o per una malattia la penseresti diversamente..forse..
E se comunque sei in buona fede, non vedi che uso viene fatto, del tuo non voto?

postato da: alp alle ore 22:06 | link | commenti (7)
categorie: cronache del dopo bomba
martedì, maggio 31, 2005

profondo Far-Est

"Nella regione dove si concentra tanta ricchezza, la notte è troppo piccola
per chi si vuole divertire.Come testimonia una donna, separata e benestante
che con la sua auto gira dal ristorante alla discoteca, in cerca di qualcosa che non trova:
un maschio capace di non scappare
" Prima se la tirano, poi scappano perchè sei troppo impegnativa"

Il rapporto tra i sessi è dettato dai codici dei soldi, come spiega un'altra ragazza
che abbozza una specie di autocritica(" Qui le donne guardano solo i ricchi:
macchinone, fabbrica e poi non gliene frega niente se è sposato"

E' lo stesso Far-Est che proprio ieri tornava nelle pagine di cronaca
per la tragica storia di un ragazzo che si è ucciso dopo aver ammaccato
la macchina di papà, presa di nascosto.
Il macchinone, pagato al prezzo della vita.

(norma rangeri- il manifesto- 31 maggio 2005
segnalazione della trasmissione
Così è la vita, su La7, sabato terza serata

 

postato da: alp alle ore 11:44 | link | commenti (13)
categorie: cronache del dopo bomba
lunedì, maggio 30, 2005

FECONDO LORO

L'aborto si tocca
I. D.
L'aborto non si tocca, sentenziano su tutti i giornali le donne della Casa della libertà unendosi al coro di quelle del centrosinistra e del comitato per il sì. Domanda: e perché mai? Diciamocelo con franchezza: se la legge 40 resta quella che è, coerenza ideologica, politica e giuridica vuole che la 194 si tocchi e come. Detto più crudemente: se l'embrione è un essere umano, a maggior ragione lo è il feto di uno, due, tre mesi. Se i diritti dell'embrione esistono e stanno sullo stesso piano di quelli della madre, non possono valere nel caso della procreazione assistita e non valere nel caso dell'aborto. Smettiamo di innalzare orgogliose trincee e rendiamoci conto della posta in gioco: stiamo andando a votare sulla legge 40 e sulla 194. Centrodestra e teocon lo sanno ed è per questo che abbassano i toni delle dichiarazioni di Gasparri: la minaccia di intervenire sulla 194 è uno di quegli imprevisti che potrebbe far salire la curva del quorum e illimpidire improvvisamente il dibattito referendario. Il quale rimane oscuro e confuso per i più, come osserva sul Corsera di ieri Dacia Maraini collegandolo al carattere «criptico e poco democratico» di tutto il linguaggio politico nostrano. Mentre diventerebbe chiarissimo se allo scontro sulla procreazione assistita si aggiungesse, papale papale, quello sull'aborto. E a quel punto sarebbero in molti e soiprattutto in molte a precipitarsi alle urne. A proposito. Su Liberazione di ieri Letizia Paolozzi prende di petto la posizione di una femminista «messa in ansia» dalle tecnologie riproduttive e dai rischi dell'onnipotenza della scienza, e perciò decisa ad astenersi, e le dà il consiglio giusto: se la pensa così, non si astenga ma voti scheda bianca. In questo modo non contribuirà a far mancare il quorum, esprimerà il suo dissenso dagli argomenti del sì, e testimonierà che le opzioni di voto possibili non sono tre ma quattro: sì, no, astensione, scheda bianca. Ottimo consiglio, lo giriamo ad altre/i eventuali interessate/i.

fonte

postato da: alp alle ore 12:03 | link | commenti (7)
categorie: cronache del dopo bomba
venerdì, marzo 11, 2005

L'edificio si trovava alla periferia nord della citta'

Torino, 7 marzo 2005
Una bimba di appena due anni e sua madre, una donna rumena sui 30, sono morte ieri sera nel crollo di una palazzina occupata abusivamente alla periferia nord di Torino. I soccorritori le hanno trovate vicine, seppellite dalle macerie. Nell' edificio, una struttura fatiscente da anni e più svolte sgomberata, vivevano anche due uomini, un rumeno e un ucraino, rimasti entrambi feriti. 
  
Ancora incerte le cause della tragedia. Inizialmente i vigili del fuoco hanno ipotizzato un crollo strutturale, ma successivamente si è fatta strada l' ipotesi dello scoppio di una stufetta. Madre e figlia, che alcuni stranieri abitanti nelle vicinanze hanno descritto come da poco giunte in Italia, vivevano senza energia elettrica né acqua corrente, scaldandosi con mezzi di fortuna. Fra le rovine della palazzina sono stati trovati pezzi di legno ancora fumanti. Non è stato ancora chiarito però se si tratti di travi andate a fuoco a causa di una esplosione, oppure di legno bruciato per scaldarsi. 
  
L' area, un tempo zona di industrie operose, è oggi luogo di degrado e di abbandono. Capannoni ed ex palazzine di uffici sono diventate rifugio di immigrati disperati. Nella vicinanze si trova anche un grande campo nomadi. E apparentemente zingari sarebbero una quindicina di slavi, fra cui sette adolescenti, scampati al crollo. All' arrivo delle forze dell' ordine i nomadi si erano rifugiati in edificio di fronte alla palazzina crollata, forse anche per evitare i controlli di polizia. L' assessore alla Polizia Municipale e alla Protezione Civile del Comune di Torino, Gian Luigi Bonino, giunto sul posto, si è occupato di trovare agli stranieri ospitalità per la notte. 
  
L' allarme è scattato poco dopo le 19. Sul luogo sono intervenute otto squadre dei vigili del fuoco, con quindici mezzi, oltre a polizia e carabinieri. Immediatamente sono stati tratti in salvo i due uomini. Uno era riuscito a liberarsi da solo, il secondo era bloccato ma visibile ai soccorritori. I corpi di madre e figlia sono state trovati poco dopo, scavando fra le macerie. I due feriti, sono stati trasportati in ospedale. Hanno riportato fratture, ma non sono in pericolo di vita.    

I vigili del fuoco hanno continuato a scavare fino a tarda ora, aiutati anche dai cani, per essere certi che sotto i mattoni, gli intonaci, i vetri, i blocchi di cemento e le povere suppellettili devastate non fossero rimaste seppellite altre persone. Ancora in corso, invece, gli accertamenti per stabilire la causa dell' incidente. Dell' edificio, in passato sede degli uffici delle ex Acciaierie Ferrero, sono rimasti in piedi due tronconi laterali.

Mi risulta che il Comune di Torino aspettasse la bonifica  dalle ex Acciaierie Ferrero
Mi risulta che le salme saranno rimpatriate grazie a una sottoscrizione del Gruppo Abele di Don Ciotti e della Chiesa Ortodossa Rumena
Mi risulta che il Comune di Torino è gestito da una maggioranza di centro sinistra
Mi risulta che una amministrazione comunale potrebbe essere accusata di incuria dolosa di patrimonio pubblico
Mi risulta che dovrebbe sentirsi almeno in dovere di pagare le spese di un funerale che, forse, ha contribuito a creare
Ma poi..i cittadini..vuoi mettere non pensare alle Olimpiadi 2006?

postato da: alp alle ore 21:20 | link | commenti (2)
categorie: cronache del dopo bomba
martedì, marzo 08, 2005

 Arneis, Calicanto, Aleppo
una donna rumena e una bambina di due anni
arrivate da due mesi a Torino, morte in una stanza della fabbrica dismessa- cedimento strutturale

Arneis, Bunet, Giuda faus
si, Giuliana si è fatta rapire, poi ha inscenato il rientro in auto, affinchè dei poveri soldati americani,terrorizzati, sparassero
e la colpa ricadesse sul governo italiano. Si, bisogna chiedere scusa, la colpa è dei comunisti

Aleppo, Gagnu malefic, scem-n gin-n
Ritirarsi dall'Iraq ? Ma scherzi? E le commesse, la ricostruzione, u petroliu, cumbà..stu sfaccimm e'merd
Oh, basta là..madamina, gradisse un otto marzo?
NOu, nou, grassie, mica è San Valentino, neh..
Già, regaliamo un mon cherie alla mimosa, alle donne turche bastonate
che credevano di poter entrare in Europa..

Arneis, Calicanto, Aleppo, che s'adda fà..ppè campà..

(Haiku del tiramisù, a cura di Barbapinen)

 

postato da: alp alle ore 14:44 | link | commenti (17)
categorie: cronache del dopo bomba
venerdì, gennaio 14, 2005

 

Un Battello, utopie concrete.

chi cerca, trova.

Ieri notte, a mezzanotte, ho ricevuto un regalo molto grande e molto commovente dagli amici.

Lo potete vedere qui .

Ringrazio tutti con la piu' grande gratitudine, e annuncio che, per i prossimi mesi, saro' impegnato in quel blog

a legger, rispondere, pensare, divagare. E' stata un 'idea geniale, per impedirmi di continuare a far danni in giro nei blog:-)

Un abbraccio, dal vostro Silvio Pellico..

postato da: alp alle ore 23:25 | link | commenti (15)
categorie: cronache del dopo bomba
mercoledì, dicembre 29, 2004

preghiera a mezza voce, per un enigma in forma di mare.

Dunque, qualsiasi parola, è di troppo
Pero' c'erano quelli che depredavano i cadaveri

Dunque, qualsiasi parola è superflua
pero', se le assicurazioni trovassero interesse
a costruire una rete di monitoraggio

Dunque, non si parli di Uomo, Natura, Dio
per favore
anche se qualche vip c'era com'è che non si ha notizia della loro..cattiva sorte

Dunque, 2/3 dell'umanità non ha mai usato il telefono
e un terzo non sa che cosa sia l'elettricità
per favore, dunque, non si parli di..

E dopo Il potere salvifico a cui ci affidiamo
sempre quando la paura è così grande
da non saper trovar parola
e solo il definirla ci richiama immagini
di una moviola - terrifica

2 terzi delle vittime
erano bambini

Dunque, qualsiasi paragone è di troppo
e continuiamo a vivere dimezzati
e dopo le immagini di guerra
le immagini dell'arca travolta

Dunque, che si aspetta, da parte di qualcuno
a dimettersi dal genere umano?

No, da soli non smetteranno, e saranno li'
a dichiarare l'ennesima guerra umanitaria

Non ci resta che sperare che le assicurazioni
aumentino i loro affari
risparmiando qualche vita in più

Oppure..smettere di accettare
di trovare normale
di parlare dimessi e non rinunciare
a una pubblicità, a una serata veglione
senza sentirti un coglione.

aggiornamenti del 30-12-04:

Blair resta in vacanza in Egitto, ha diritto a un pò di riposo

Alcuni comuni italiani e la Germania hanno deciso di sospendere i festeggiamenti del Capodanno e devolvere i soldi

alle vittime del maremoto

Donazioni per l'Oceano Indiano


Unicef; Islamic Relief; Cidi; Croce Rossa; Save the Children; Caritas; Medici senza Frontiere.

 

























postato da: alp alle ore 23:01 | link | commenti (26)
categorie: cronache del dopo bomba
martedì, dicembre 14, 2004

" Cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno,e farlo durare, e dargli spazio" I.Calvino. Le città invisibili.

MILANO, LA NOMADE CERCAVA VESTITI NEL CONTENITORE CARITAS
Schiacciata dal coperchio del cassonetto
Aveva 15 anni. L’ha scoperta un passante: sembrava un manichino




postato da: alp alle ore 12:49 | link | commenti (7)
categorie: cronache del dopo bomba
lunedì, novembre 01, 2004

chissà quando comincia, davvero... Anche se io penso sempre che comincia dalla paura, dal bisogno di controllare la vita sino alle sue estreme conseguenze... :-)

Quando comincia...? Quando comicia..la formazione dei "mostri"..

quando il terrerno diventa duro, impossibile, impervio da lavorare?

Quando si fissano, i ruoli?

A 3 anni?..a 6? Già in prima elementare hai paura che ti dicano "frocio", "ricchione"
che ti escludano..
A 13 anni, che devi fare a botte, se no sei una femminuccia?

E i genitori, che vogliono solo il bene del..figlio, con la paura che gli sfugga, che non realizzi il sogno incompiuto della vita di lui/lei adulto..

Quando comincia...che pensi alla violenza come una cosa da fare per primo, se no soccombi?

Quando comincia, che pensi all'automobile come ad un aspetto della tua personalità da mostrare?

Quando comincia, la separazione del vivere la vita staccati da un campo di terra, vergognandosi delle puzze di merda delle vacche, riempiendosi i polmoni di benzene

Quando c'è stata , da noi, la prima madre che si è ribellata- per sè, per suo figlio

e ha cominciato a dire..ok. va bene, ci avete fregati, una volta,due, mille
ma qualcuno, prima o poi deve rompere la catena-per me, per lui,per quelli che ci chiederanno

"E tu..tu cosa hai fatto?"

Il disertore
Versione italiana di Ivano Fossati basata sulla traduzione di Giorgio Calabrese.
Dall'album "Lindbergh (Lettere da sopra la pioggia)" (1992)

In piena facoltà,
Egregio Presidente,
le scrivo la presente,
che spero leggerà.
La cartolina qui
mi dice terra terra
di andare a far la guerra
quest'altro lunedì.
Ma io non sono qui,
Egregio Presidente,
per ammazzar la gente
più o meno come me.
Io non ce l'ho con Lei,
sia detto per inciso,
ma sento che ho deciso
e che diserterò.

Ho avuto solo guai
da quando sono nato
e i figli che ho allevato
han pianto insieme a me.
Ma mamma e mio papà
ormai son sotto terra
e a loro della guerra
non gliene fregherà.
Quand'ero in prigionia
qualcuno m'ha rubato
mia moglie e il mio passato,
la mia migliore età.
Domani mi alzerò
e chiuderò la porta
sulla stagione morta
e mi incamminerò.

Vivrò di carità
sulle strade di Spagna,
di Francia e di Bretagna
e a tutti griderò
di non partire piú
e di non obbedire
per andare a morire
per non importa chi.
Per cui se servirà
del sangue ad ogni costo,
andate a dare il vostro,
se vi divertirà.
E dica pure ai suoi,
se vengono a cercarmi,
che possono spararmi,
io armi non ne ho.

clicca qui






















































postato da: alp alle ore 19:17 | link | commenti (7)
categorie: cronache del dopo bomba
lunedì, settembre 27, 2004

Strani giorni...

Il tempo manca, manca per fare molte cose.
Ma intanto, attorno, i fatti non si fermano.
Difficile parlare, come se fosse una bolla di sapone, di come è andato il seminario sulla lettura. Rimandero'..

Per intanto una segnalazione, di quelle che non puoi farne a meno.Questa, che non passi inosservata:

Mafia, l' ultima beffa: condanna per Impastato


Il legale di Badalamenti fa pignorare la pizzeria del fratello della vittima: «Mi ha diffamato» Per salvare il locale dei «Cento passi» ha pagato 5.000 euro. Il boss fu condannato per l' omicidio, ma solo in primo grado

Ho letto che era stato aperto un c/c per aiutare a pagare questi soldi..qualcuno lo trova, e me lo indica? Dai, fosse anche pochi euro, spediamoli..come gesto di vicinanza e gesto di sfregio alla mafia..

Per chi volesse approfondire la conoscenza della biografia di Peppino Impastato: qui

qui..un'intervista al fratello

Mi piace riportare qui una sua poesia, che accompagni come musica la nostra lettura

E venne da noi un adolescente
dagli occhi trasparenti
e dalle labra carnose,
alla nostra giovinezza
consunta nel paese e nei bordelli.
Non disse una sola parola
nè fece gesto alcuno:
questo suo silenzio
e questa sua immobilità
hanno aperto una ferita mortale
nella nostra consunta giovinezza.
Nessuno ci vendicherà:
la nostra pena non ha testimoni.

Ringrazio molto La Sirenetta per il suo aiuto : ecco il suo messaggio

notizie fresche fresche, confermate da telefonata al centro impastato:
si può contribuire alla causa con un versamento sul conto corrente postale numero 10690907 intestato a:
Centro Siciliano di Documentazione "Giuseppe Impastato", Via Villa Sperlinga 15,-90144 Palermo, Italia
causale: Solidarietà alla famiglia Impastato
splash!























postato da: alp alle ore 18:04 | link | commenti (25)
categorie: cronache del dopo bomba
martedì, settembre 14, 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Quando Est non è luminoso, c'è Ovest

quando il Nord è oscuro, c'è sempre il Sud"

 

postato da: maqrolldeibattelli alle ore 20:59 | link | commenti (7)
categorie: cronache del dopo bomba
giovedì, settembre 09, 2004

 

segnalo un articolo molto interessante di Giulietto Chiesa  su Putin e la questione cecena

postato da: maqrolldeibattelli alle ore 06:42 | link | commenti (7)
categorie: cronache del dopo bomba
lunedì, settembre 06, 2004

MIGRANTI E PESCATORI
ALT

Pescatori di uomini

Senza pace neanche dopo morti. Decine e decine di migranti, nel tentativo di raggiungere l'Europa attraverso la Sicilia, perdono la vita a causa del maltempo e della precarieta' delle imbarcazioni. Qualche servizio al tg e, poi, l'oblio. E invece il Mediterraneo, impietoso cimitero subacqueo, ce lo ricorda e restituisce i corpi, o quello che ne resta, a modo suo.
Da due anni, infatti, nella zona del Mammellone (cosi' e' chiamato il tratto di mare tra la Libia e Lampedusa, a 300 miglia da Mazara del vallo), i pescatori siciliani tra le loro reti per la pesca al traino trovano, insieme a pesci e molluschi, cadaveri di uomini e donne. Brandelli di corpi distrutti dai naufragi causati, soprattutto, dalle mareggiate invernali riaffiorano dopo mesi nell'indifferenza totale.
E ai pescatori, che si trovano a fare i conti con questa tragedia del mare, non resta che avvertire le autorita' costiere che, a detta loro, attivano le "procedure per il rimpatrio delle salme". Come si rimpatriano i resti di un corpo, pero', non e' dato sapere.

Appuntamenti: 11 e 12 settembre sit-in a piazza della Repubblica - Mazara del vallo

 

http://italy.indymedia.org/





postato da: maqrolldeibattelli alle ore 17:56 | link | commenti
categorie: cronache del dopo bomba

Non vado più da nessuna parte

“Io a scuola non ci vado più, non vado più da nessuna parte. Starò a casa con la mamma”.
Queste le parole di una bambina, Marina Hudanova, scampata al massacro nella scuola russa. Parole che anticipano un comportamento di evitamento.
Gli stimoli ambientali che fino a poco prima non destavano alcuna preoccupazione, dopo l’intenso trauma si trasformano in ganci con i quali la memoria richiama le immagini, gli odori, i rumori e le sensazioni vissute. Evitarli significa minimizzare il forte malessere psicologico, l’ansia e gli episodi di flashbacks attraverso i quali, le persone più sensibili, rivivono aspetti della vicenda.

La condotta di evitamento, se protratta per lungo tempo, può arrivare ad interferire con le normali relazioni sociali e interpersonali dell’individuo. Si pensi, ad esempio, alle conseguenze per la piccola Marina se nei prossimi mesi si rifiutasse di tornare a scuola e uscire di casa.

I bambini più piccoli, rivivono il trauma attraverso giochi ripetitivi nei quali compaiono aspetti della vicenda ed alterazione dell’equilibrio affettivo: sensazione di pericolo costante, di inutilità e di vergogna; associati, talvolta, a fastidiosi dolori di testa e di stomaco.

Questo è quello che sta accadendo in Ossezia, in Uganda, in Liberia, ad Haiti, in Palestina, in Sahara Occidentale.
La strage degli innocenti si è compiuta per l’ennesima volta. Erode domina il mondo.

 Cecenia

cecenia.gif

Con l'indipendenza della Cecenia nel 1991 la Russia aveva perso il controllo su un'area di enorme importanza strategica, in quanto ricca di giacimenti petroliferi e di gas naturale e soprattutto attraversata da importanitissimi oleodotti e gasodotti. La sua riconquista, anche per non perdere un importante avamposto nell'Asia centrale (sempre più in mano a leadership musulmane filoccidentali), era un imperativo per Mosca. Le sue truppe invasero la Cecenia nel 1994, ma la resistenza delle milizie guidate da Basayef non venne piegata. Nel 1996 i russi presero atto della sconfitta, costata loro migliaia di vittime, e si ritirarono. 100mila i morti ceceni.

Il nuovo premier russo Putin, voglioso di rivincita, reinvade la Cecenia nell'ottobre del 1999. Il pretesto è che i Ceceni appoggiano gli indipendentisti islamici in Dagestan, altra repubblica strategica ancora sotto il controllo di Mosca. Gli attacchi russi sono questa volta violentissimi. La capitale Grozny viene bombardata fino alla distruzione. L'aviazione russa utilizza anche armi chimiche e le truppe di terra commettono atroci violenze contro la popolazione civile. I ribelli ceceni resistono nella parte meridionale del Paese, dove ora si concentrano le operazioni belliche delle forze armate russe.

http://www.warnews.it/


postato da: maqrolldeibattelli alle ore 17:09 | link | commenti
categorie: cronache del dopo bomba
domenica, settembre 05, 2004

Svetlana, 15 anni

"Quando c'è stato il secondo scoppio, il tetto della palestra ha cominciato a crollare.Irina si è stesa sopra i suoi figli e ha tirato sotto anche me: Mi ha spinto tra lei e il muro, in modo che i calcinacci non mi colpissero. E mentre tutto crollava ci ha cantato una canzoncina. Quella donna è un'eroina che nessuno ricorderà, ma che ci riscatta dall'abisso di questi giorni. E' morta senza un lamento, senza un grido, per non spaventarci"

La repubblica 5-9-04

 

postato da: maqrolldeibattelli alle ore 12:39 | link | commenti (6)
categorie: cronache del dopo bomba
martedì, agosto 31, 2004

 

 

 

 

 

 

Per capire, per ricordare..leggete l'articolo che Enzo Baldoni aveva scritto su Marcos (qui)

Marcos: culo e carisma.

Chiapas: il Messico sull’orlo della guerra civile. La rivolta dei Maya sul filo del Kalashnikov e della poesia. La prima rivoluzione del Terzo Millennio. Marcos: per fare la rivoluzione ci vuole carisma, ma un po’ di culo non guasta. La comunicazione è più potente delle armi. La fola della guerriglia via Inernet: Linus rivela - per la prima volta in Europa - la verità. Dai comunicati funerei del XX secolo a quelli poetici del XXI secolo. I giovani ribelli di oggi: saranno il Messico di domani?


postato da: maqrolldeibattelli alle ore 11:43 | link | commenti (5)
categorie: cronache del dopo bomba
venerdì, agosto 20, 2004

 

 

 

 

 

 

 

Cronache del dopobomba

Un uomo, muratore, senegalese, si tuffa e muore per salvare un turista,italiano, che sparisce senza ringraziare:i vivi e i morti ,nelle coscienze, cambiano di segno.

Un ministro denuncia che le visite dei deputati nelle carceri provocano rivolte: ma lui vigila,tre indizi fanno una prova, dice. Difatti lui si è sposato con rito celtico, non ha competenze professionali nel settore giustizia, e ha dichiarato che gli intellettuali di sinistra hanno prodotto una cultura filoislamica,antisemita e anticristiana,globalizzatrice e massonica.
Tre indizi fanno una prova, si, è incompetente, pericoloso e deve andarsene.

Mentre dei carabinieri in Iraq si accorgono della trappola mortale in cui li hanno cacciati, dicendo loro che era per una missione di pace, il Cavalier Bandana, pensa a rinfoltirsi i capelli, trapiantandoli..da altre parti del corpo.
In Sardegna è stata segnalata una notevole intensificazione degli scarichi nel depuratore vicino alla villa del cavaliere.Anche i turisti locali collaborano, anche soffiando in direzione della villa gli effluvi del prodotto non lavorato.Quando si dice che l'unione fa la forza..

La futura moglie di Hugh Grant, tale Jemina,ha fatto mettere nel contratto prematrimoniale l'obbligo per il futuro marito di girare col videofonino sempre acceso.
Sono state altresi precisate tariffe per il prezzo dei tradimenti, legate al reddito dei protagonisti..

E' bello sapere che aveva ragione il preside di Starnone, quando diceva" Qui, mica facciamo poesia..."




postato da: maqrolldeibattelli alle ore 11:54 | link | commenti (3)
categorie: cronache del dopo bomba