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sabato, settembre 24, 2005

Alla luce del sole

Questo film, me l'ero perso, al cinema.
Allora me lo sono scaricato da internet, in formato Dvx, e guardato.
Ti fa capire lo spaccato del quartiere Brancaccio a Palermo.
Ti fa conoscere e ammirare un prete scomodo, che ci ha rimesso la vita.
Se potete cercatelo, guardatelo.

Alla luce del sole

Roberto Faenza (già regista di Prendimi l'anima) mette sullo schermo gli ultimi due anni di vita di padre Pino Puglisi (Luca Zingaretti), coraggioso parroco palermitano assassinato il 15 settembre del 1993. Ed è un bene che il cinema italiano torni a parlare di mafia.
Padre Puglisi non solo ebbe il sogno ambizioso, del recupero e dell'avvio ad una autentica cultura della legalità di ragazzi e fanciulli, ma anche il coraggio di realizzarlo in un luogo e in un momento tra i più neri nella storia del Paese. Brancaccio è infatti storicamente il quartiere dei boss, il luogo in cui lo Stato cede il posto alla violenza della mafia. Tale situazione era tanto più grave tra il 1992 ed il 1993, nel momento in cui la mafia sferrava contro lo Stato la peggiore offensiva che la storia d'Italia ricordi, culminata nell'assassinio dei giudici Falcone e Borsellino e negli attentati di Roma, Firenze e Milano. Come Faenza mostra efficacemente, questo è il quadro in cui padre Puglisi svolge la propria opera, in una situazione di profonda solitudine e di isolamento da istituzioni, gerarchia ecclesiastica e dalla stessa gente di Brancaccio che il parroco si era proposto di riscattare. La costruzione di un Centro d'accoglienza è forse uno dei momenti cruciali della vicenda di padre Puglisi ed anche l'evento che lo porterà in rotta di collisione con gli interessi mafiosi del quartiere.
Pino Puglisi è un martire, e Faenza rende il suo martirio un atto di ribellione contro un ordine precostituito apparentemente immutabile, ma anche una testimonianza di fede, grazie anche all'intensa interpretazione di Luca Zingaretti. Comprimari d'eccezione però sono i tanti bambini e ragazzi verso cui il parroco rivolge i propri sforzi: giovani e giovanissimi costretti a vivere sulla propria pelle la frattura tra il nascente bisogno di legalità suscitato da padre Puglisi e la tradizione familiare legata alla criminalità organizzata. Il regista non ha alcuna indulgenza per i cosiddetti uomini d'onore, che anzi vengono mostrati come uomini bestiali, portatori solo di violenza e viltà. Ci sono voluti anni per riconoscere il valore dell'opera di padre Puglisi e questo film testimonia ulteriormente come il suo sacrificio non sia stato vano ma offra anche oggi una scintilla di speranza.

La frase: "Io sono venuto qua per aiutare la gente perbene a camminare a testa alta".

Mauro Corso















postato da: alp alle ore 00:05 | link | commenti (20)
categorie: cinema
giovedì, settembre 22, 2005

Storace blocca la sperimentazione della pillola abortiva.
Bresso, presidente della Regione Piemonte:" Si vergogni"

Luisa, doveva prendere la prima pasticca lunedì: tutto saltato.
"Con il mio compagno abbiamo preso una decisione non facile- ricorda Luisa-
e solo chi non ci è passato può pensare che sia una scelta semplice.
Ho pensato che almeno avrei potuto evitare il dolore fisico di un intervento chirurgico.
Adesso temo che dovro' sottopormi anche a quello.
Sento di subire una cattiveria gratuita..[..]
Queste polemiche mi sembrano venire da un altro mondo
postato da: alp alle ore 10:15 | link | commenti (10)
categorie: sanità
lunedì, settembre 12, 2005



alle 23,40 di stasera, lunedi 12 settembre, su Rai3
c'è un film "Bimbi neri, notti bianche" con Giobbe Covatta
sui bambini soldato dell'Uganda, sui bambini vittime,
realizzato grazie all'Amref.

Se potete guardatelo, registratelo, fate girare la voce.
Questa informazione del cavolo che nasconde in tarda serata film così
che nasconde la marcia per la pace di Assisi, con 200.000 persone
ha bisogno di persone che facciano azioni di contro.informazione
azioni da don chisciotte, certo, per la piccolezza dei mezzi e dei risultati,
Ma, farlo, è già qualcosa.O no?

postato da: alp alle ore 17:35 | link | commenti (24)
categorie:
sabato, settembre 03, 2005

"Marcela- Marcelito- è stato un bambino del Cartucho, il quartiere al centro di Bogotà dove la polizia non entra, il posto dove puoi comprare indifferentemente un etto di coca, un mitra, o una bambina di tre anni da violentare e uccidere"



IL LIBRO
Enzo Baldoni, Piombo e tenerezza. In edicola con Diario dal 5 agosto 2005
di Diario
 
 
enzo baldoni
La copertina del libro di Enzo Baldoni allegato a Diario del 5 agosto 2005.

Clicca per ingrandire



 
 
 
  «È notte, e, in ritardo come al solito, preparo lentamente la valigia. Gli scarponi consumati. I pantaloni strappati nei rovi. Una camicia macchiata. Il distintivo delle Farc strappato al riluttante comandante Julián. E infine il compagno di viaggio più prezioso, il taccuino ormai pieno della mia calligrafia contorta, con la copertina di tela blu un po’ consunta, sporca qua e là del fango del Caguán. Mi sto lasciando un altro pezzo di vita alle spalle, e anche questo va bene così. L’ho vissuto intensamente. Niente rimpianti, me ne vado più ricco».

I VIDEO
(Arcoiris tv)
Pietro Cheli presenta il numero speciale
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Giacomo Papi presenta il libro
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PIOMBO E TENEREZZA, il libro allegato allo speciale di Diario in edicola da venerdì 5 agosto 2005, è il viaggio in Colombia di un reporter molto speciale. Nell’estate 2001, Enzo Baldoni è in Colombia per la prima volta. In sette settimane di «casi e coincidenze», incontra cantanti d’opera, femminielli e tossicodipendenti a Bogotà. Abbandona la capitale per un accampamento delle Farc nella selva colombiana. Descrive la situazione dei sequestrati e incrocia il dolore di alcuni loro parenti. Conosce guerrigliere e comandanti, contadini e tassisti, descrive, appunta, fotografa, senza mai abbandonare quello sguardo divertito, curioso e partecipe che rendeva così speciali i suoi reportage.

ENZO G. BALDONI nasce l’8 ottobre 1948 a Città di Castello, Perugia. Si diploma in agraria, ma fa tutt’altro: «il muratore in Belgio,lo scaricatore alle Halles, il fotografo di nera a Sesto San Giovanni». Capisce «che fare il copy è meglio che lavorare» e nel 1980 fonda l’agenzia Le balene colpiscono ancora. Traduce la striscia Doonesbury di Garry Trudeau. In estate,parte. Nel 2004 è in Iraq dove organizza due missioni umanitarie a Najaf. L’agguato avviene il 20 agosto, mentre guida un convoglio della Croce rossa italiana con l’amico Ghareeb. La notizia della sua morte arriva nella notte del 26 agosto 2004.

  • Sommario
  • Introduzione di Giacomo Papi
  • Modulo di ordinazione (per gli abbonati o per chi non riuscisse a trovarlo in edicola)
  • postato da: alp alle ore 19:56 | link | commenti (23)
    categorie: libri