Alp, il battelliere

Chi sono

Utente: maqrolldeibattelli

Archivio

oggi
--- 2005 ---
--- 2004 ---

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

>
Contatore

visitato *loading* volte
martedì, agosto 30, 2005

Matteo Salvatore ci ha lasciato
 
Matteo SalvatoreE' morto senza clamore, quasi senza saperlo, il 27 agosto.
E' morto a casa sua a Foggia, quella che da qualche anno, grazie ad alcuni amici, era riuscito ad avere sulla testa, anche se di casa proprio non si poteva parlare.
Pubblichiamo di nuovo volentieri la lettera (e il nostro commento) che il suo amico fraterno Angelo Cavallo lancio' nella Rete lo scorso anno e che ci giunse spezzandoci il cuore. La messa di addio e' stata celebrata ieri, domenica 28 agosto, e la salma e' stata traslata nel cimitero di Apricena, suo paese natale, oggi.

DUE CAVALLI BIANCHI
Viviamo un'epoca particolarmente ingrata, in cui il benessere ci illude di potere tutto, in cui ognuno di noi vive una vita spesso non sua, imposta da qualcuno che vuol farci credere che il denaro oltre all'avere possa darci la dignita' dell'essere. A meno di notevoli sforzi piscologici e di scelte di vita forti e traumatiche, non abbiamo possibilita' alcuna, di emanciparsi da questa situazione, di aprire gli occhi.
In una situazione del genere gli idioti appaiono sempre piu' spesso e in alto (messi lì da qualcuno per propria comodita'), mentre gli intelligenti, i capaci, i valorosi, i dignitosi rimangono sempre piu' relegati nell'ombra; i primi onorificati, glorificati in vita e dimenticati presto, prestissimo dopo la morte (anzi spesso appena scomparsi dal teleschermo); i secondi raramente considerati in vita, compaiono post mortem quali alfieri di valori portati avanti per tutta la vita, una vita magari vissuta solo per quello scopo, oscuro ai piu'.
Matteo SalvatoreMatteo Salvatore (foto) definito da Italo Calvino unica fonte di cultura popolare nel mondo e nel suo genere e da Beppe Lopez su Repubblica il solo, l’unico vero cantante popolare italiano ha ottant'anni suonati e una situazione di vita che ha dell'incredibile, con una malattia come il diabete mellito e costretto in carrozzella, vive in un indigente pian terreno a Foggia, con il solo ausilio di una pensione sociale, pochi, pochissimi diritti d'autore e qualche concerto ogni tanto.
Qui di seguito pubblichiamo volentieri la lettera che il suo amico Angelo Cavallo (col quale la nostra associazione ha collaborato in passato) ha scritto in occasione... del concerto che Matteo Salvatore avrebbe dovuto tenere al Folk Club di Torino il 21 di Febbraio.
Gentile Franco Luca', con rammarico comunico la seconda disdetta del concerto di Matteo Salvatore. Le condizioni di salute non permettono di affrontare un impegno artistico. Questo, sarebbe il minimo, se fosse un malanno passeggero. Purtroppo Matteo sta facendo una brutta vecchiaia. La chitarra e il canto sarebbero per lui antidoti contro la solitudine, la povertà e i malanni. Personalmente mi vergogno di non poter fare di più di quello che io, Ninni Maina, Nicola Briolo, Mimmo Rendine, Gennarino Arbore, gli amici fraterni, stiamo facendo. Ogni concerto che il maestro regala a questo Paese è un momento di grande crescita, coscienza, cultura. Ci sono pero' ostacoli insormontabili come la forte carenza di affetto che porta alla somministrazione di psicofarmaci, il diabete mellito che lo sta logorando. Lui sorride, non l'ho mai visto piangere. Si rammarica e dice che un giorno rivedremo i due cavalli bianchi. E' il nostro segnale di fortuna.
Faccio invece appello a tutti gli amici del folk club ai soci, a quanti vorrebbero assistere al suo concerto affinche' gli enti locali della capitanata, la regione Puglia, decidano: visto che un grande artista, padre della cultura popolare musicale italiana, vive in condizioni disagiate, sia che economicamente che assistenzialmente, visto che non puo' usufruire della legge Baghelli (Bachelli ?) per problemi giudiziari legati al suo passato, facciano qualcosa per quest'uomo, non targhe e trofei da depositare nei cartoni, ma un protocollo di intesa dove venga stabilito assistenza sanitaria, sussidio per valori artistici, qualsiasi cosa purche' non debba ossessionarsi per la insicurezza del futuro, che puo' affannare un giovane disoccupato italiano, ma non un uomo stanco, sulla sedia a rotelle e con grandi disagi, alla eta' di ottanta anni. Paghiamo un grande scotto, noi pugliesi... quello di arrivare sempre tardi.
Angelo Cavallo

P.S. - Divulgate questa e mail e agite Voi, perche' qui, nel Sud, nessuno e' profeta in patria, a noi non ci ascoltano.
Matteo Salvatore vive solo, in un pianterreno a Foggia, ha la pensione sociale, pochi diritti di autore all'anno e vorrebbe fare concerti per pagarsi la assistenza sanitaria. Il 20 febbraio passera' l'ultima visita per l'invalidita' permanente. Questo gli permettera' di avere una tranquillita' economica per affrontare le spese sanitarie. Spero di non essere stato patetico, ma qui la situazione è drastica!


Ogni commento e' superfluo.

(Articolo pubblicato su www.habanera.it il giorno 20 febbraio 2004)
 
postato da: alp alle ore 07:58 | link | commenti (17)
categorie: canzoni, memoria
venerdì, agosto 26, 2005

Ciau, Enzo

Iraq - 26.8.2005
Ricordando due ficcanaso
Un anno fa morivano Enzo Baldoni e il suo amico Ghareeb. Oggi nasce una fondazione per le vittime dell'occupazione
 

""Guardando il cielo stellato ho pensato che magari morirò anch'io in Mesopotamia, e che non me ne importa un baffo, tutto fa parte di un gigantesco divertente minestrone cosmico, e tanto vale affidarsi al vento, a questa brezza fresca da occidente e al tepore della Terra che mi riscalda il culo. L'indispensabile culo che, finora, mi ha sempre accompagnato". (Enzo G. Baldoni, agosto 2004)

Ho letto in questi giorni "Piombo e tenerezza" sul primo viaggio in Colombia di Enzo Baldoni dell'estate 2001 (lo consiglio a tutti, è in edicola allegato alla rivista "Diario"), e davvero leggendolo pareva di essere lì, portati per mano da quella voglia di scoprire e di capire la vita della cose e degli uomini che animava Enzo G. in ogni cosa che faceva. Enzo Baldoni, pubblicitario, scrittore, traduttore di fumetti satirici americani, giornalista freelance, blogger, fu rapito e ucciso un anno fa in Iraq, mentre guidava un convoglio della Croce Rossa. fonte

Firmate per Enzo Baldoni
Articolo 21 lancia un appello al presidente della Repubblica perché conferisca la medaglia d'oro al valor civile alla memoria a "un giornalista rigoroso e coraggioso"
di Diario
 
 

  Una medaglia al valor civile a Enzo Baldoni. Enrico Deaglio, il direttore di Diario, lo ha recentemente proposto al presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.
L'associazione Articolo 21, impegnata sul fronte della libertà di stampa, ha deciso di sposare l'iniziativa e ha avviato una raccolta di firme on line, certa che "il Presidente della Repubblica troverà i modi e le forme più opportune per ricordare una persona leale e generosa ed un giornalista rigoroso e coraggioso".

In molti hanno già sottoscritto l'appello. Tra loro Federico Orlando, Enzo Biagi, Giuseppe Giulietti, Paolo Serventi Longhi, Antonio Di Bella, Pino Scaccia, Giovanna Botteri, Maria Cuffaro, Toni Capuozzo...

Clicca qui per sottoscrivere l'appello.

Clicca qui per vedere chi lo ha già firmato.



Baldoni e Zonker

postato da: alp alle ore 23:00 | link | commenti (17)
categorie: memoria