"Nella regione dove si concentra tanta ricchezza, la notte è troppo piccola
per chi si vuole divertire.Come testimonia una donna, separata e benestante
che con la sua auto gira dal ristorante alla discoteca, in cerca di qualcosa che non trova:
un maschio capace di non scappare
" Prima se la tirano, poi scappano perchè sei troppo impegnativa"
Il rapporto tra i sessi è dettato dai codici dei soldi, come spiega un'altra ragazza
che abbozza una specie di autocritica(" Qui le donne guardano solo i ricchi:
macchinone, fabbrica e poi non gliene frega niente se è sposato"
E' lo stesso Far-Est che proprio ieri tornava nelle pagine di cronaca
per la tragica storia di un ragazzo che si è ucciso dopo aver ammaccato
la macchina di papà, presa di nascosto.
Il macchinone, pagato al prezzo della vita.
(norma rangeri- il manifesto- 31 maggio 2005
segnalazione della trasmissione
Così è la vita, su La7, sabato terza serata
L'aborto si tocca
I. D.
L'aborto non si tocca, sentenziano su tutti i giornali le donne della Casa della libertà unendosi al coro di quelle del centrosinistra e del comitato per il sì. Domanda: e perché mai? Diciamocelo con franchezza: se la legge 40 resta quella che è, coerenza ideologica, politica e giuridica vuole che la 194 si tocchi e come. Detto più crudemente: se l'embrione è un essere umano, a maggior ragione lo è il feto di uno, due, tre mesi. Se i diritti dell'embrione esistono e stanno sullo stesso piano di quelli della madre, non possono valere nel caso della procreazione assistita e non valere nel caso dell'aborto. Smettiamo di innalzare orgogliose trincee e rendiamoci conto della posta in gioco: stiamo andando a votare sulla legge 40 e sulla 194. Centrodestra e teocon lo sanno ed è per questo che abbassano i toni delle dichiarazioni di Gasparri: la minaccia di intervenire sulla 194 è uno di quegli imprevisti che potrebbe far salire la curva del quorum e illimpidire improvvisamente il dibattito referendario. Il quale rimane oscuro e confuso per i più, come osserva sul Corsera di ieri Dacia Maraini collegandolo al carattere «criptico e poco democratico» di tutto il linguaggio politico nostrano. Mentre diventerebbe chiarissimo se allo scontro sulla procreazione assistita si aggiungesse, papale papale, quello sull'aborto. E a quel punto sarebbero in molti e soiprattutto in molte a precipitarsi alle urne. A proposito. Su Liberazione di ieri Letizia Paolozzi prende di petto la posizione di una femminista «messa in ansia» dalle tecnologie riproduttive e dai rischi dell'onnipotenza della scienza, e perciò decisa ad astenersi, e le dà il consiglio giusto: se la pensa così, non si astenga ma voti scheda bianca. In questo modo non contribuirà a far mancare il quorum, esprimerà il suo dissenso dagli argomenti del sì, e testimonierà che le opzioni di voto possibili non sono tre ma quattro: sì, no, astensione, scheda bianca. Ottimo consiglio, lo giriamo ad altre/i eventuali interessate/i.
Se aprite le casse, potete sentire questa canzone
della cui segnalazione ringrazio Lam e a lei la dedico
(Vecchioni - Paoluzzi - Vecchioni))
La tua intelligenza non ha limiti
è fuori discussione:
io però con quella, amore, scusami,
non ci faccio una canzone,
preferisco quel tuo modo unico
di piangere e sognare,
ma confesserò che non sottovaluto
di vederti camminare.
Più del portamento
è quel modo di sgabbiare
più che l'indumento
è quel modo di ondeggiare
lento...lento... lento... lento...
E tu ci sei, e tu mi fai
e passano negli occhi tuoi
paesi lontanissimi
e un posto per sorriderti
guardatela la sua allegria
di questa grande donna mia
lasciatemela vivere
la gioia del suo culo e del suo cuore.
Qando tu cammini sembri un angelo
d'incerta tradizione,
quando tu ti inchini è insostenibile
disumana tentazione;
ci son notti che starei a guardartelo
per ore ed ore, ed ore,
altre notti che vorrei farmi piccolo
tra le pieghe del tuo cuore
e guardarci dentro
per capire il tuo dolore
il tuo sentimento
quella voglia di sognare
dimmi... dimmi... dimmi... dimmi...
Che tu ci sei, che tu non vai
e passano negli occhi tuoi
malinconie brevissime
e fuggitivo ridere
ragazza mia
grande donna mia
non farti mai portare via
la gioia del tuo culo e del tuo cuore.
Cosa avrò fatto mai di tanto strano
perché tu capitassi proprio a me?
o sono
di un gran bello io
o si era un po' distratto Dio
quel giorno...
abbracciami...
insegnami...
malinconie brevissime
e fuggitivo ridere
ragazza mia...
grande donna mia...
non farti mai portare via
la gioia del tuo culo e del tuo cuore.
![]()
Autore Izzo Jean-Claude
Prezzo€ 8,00
277 p.,
Anno 2004
Editore E/O
Collana Tascabili E/O
Il libro
La storia parla di tre marinai, tre navigatori del Mediterraneo, tre "Ulisse" contemporanei: il libanese Abdul Aziz, il greco Diamantis e il turco Nedim. La loro nave, l'Aldebaran (Abdul è il capitano, Diamantis è il suo secondo, Nedim è il marconista), è una vecchia carretta abbandonata nel porto di Marsiglia a causa del fallimento dell'armatore. I tre sono così costretti a un'immobilità forzata, terribile per dei marinai, che però consente alle loro avventurose storie di emergere e di fondersi l'una con l'altra.
Hanno alle spalle delle storie piene di misteri, di donne che li attendono per anni oppure che li hanno abbandonati, storie di violenze e d'ingiustizie. Diamantis è alla ricerca di una donna amata in gioventù e che forse vive ancora a Marsiglia. E questo porto mediterraneo, città di accoglienza per gli esiliati di tutto il mondo e per i loro misteri, diventa il teatro dell'ultima avventura di questi tre uomini perduti.
Il Mediterraneo - racconta Izzo -, dietro la sua apparenza solare e il colore blu del mare, nasconde una crudeltà, un destino tragico che riserva a molti dei suoi figli.
L'autore
Jean-Claude Izzo, per metà italiano e per metà spagnolo, è stato libraio, bibliotecario, venditore ambulante, giornalista, inviato per La Marseillaise e autore per il cinema e la televisione. Ha esordito come poeta con una raccolta dal titolo Le réel au plus vif. Ha ottenuto il successo letterario con la trilogia dei noir marsigliesi. L'autore è scomparso nel gennaio 2000.
ps.
"Soldato O'Neal, agli ordini, Comandante"
"Come è la situazione col prigioniero?"
"Come al solito, Comandante, parla solo tibetano- e ride.."
"Sti barbari, che se ne stessero a casa loro.."
"E mi raccomando, niente libri per la truppa.."
"Soldato O'Neal, agli ordini, Comandante"
"Come è la situazione alle frontiere?"
"Come al solito, Comandante, chiatte e barconi- li respingiamo tutti"
"Sti barbari, che se ne stessero a casa loro.."
"E mi raccomando, niente film per la truppa.."
Se vi capita, che tanto non lo distribuiscono( se lo fanno da soli,dove possono)
cercate e vedete questo film, e passate parola.
Entrate dentro una storia tra Lisbona e La Valtellina, tra un uomo-padre
e una figlia quattordicenne, tra la madre abbandonante e l'amante richiedente,
ma, soprattutto, suoni, immagini, parole
vi regaleranno una poesia cantata, suonata e accarezzata lunga un'ora e mezza.
Atti di resistenza poetica, Soldato Onil, riposo..
Tu devi essere il Lupo
Trama:
Vale non ha più una madre. Quattordici anni, desideri, dubbi, domande; la sua vita ruota intorno a Carlo, il padre, giovane tassista con la passione per la fotografia. Hanno un rapporto forte, gioioso ma così esclusivo da non permetterne altri. Ora il loro equilibrio vacilla, Carlo è costretto a fare delle scelte e per Vale l’istinto di ribellarsi si scontra giorno dopo giorno con la paura di rimanere sola. A Lisbona una donna sembra inaspettatamente pronta ad aprirsi ad una convivenza, all’ipotesi di un figlio, ma quando questa possibilità si fa concreta lei scompare. Un giorno Carlo riceve una busta dal Portogallo…
Senza denaro e con il mercato congestionato da una concorrenza straniera aggressiva e da un'industria italiana in crisi, il film ha rischiato di non uscire nelle sale. Ha rischiato, ma non è accaduto.
"Per noi questo progetto - raccontano gli autori del film - rappresenta troppo in termini di amore e impegno perché possiamo accontentarci di tenerlo in un cassetto e lamentarci della situazione generale. Così abbiamo deciso di fondare l'associazione culturale MYSELF".
Grazie a coloro che hanno creduto nel progetto, la Myself ha raggiunto la cifra di 50.000 Euro - il minimo indispensabile per le spese di lancio - e si è associata alla PABLO distribuzione di Gianluca Arcopinto.
Queste risorse economiche non permettono di contare su una promozione pubblicitaria ufficiale, per questo la nostra promozione intende agire nelle realtà locali, creando eventi, usando tutti i canali possibili per far sapere che questo film c'è.
Vi invitiamo a sostenere questa promozione, a credere in questa avventura, all'ideale della Myself, una forma di resistenza civile e culturale.
Su www.tudeviessereillupo.it troverete altre curiosità e l'elenco delle città in cui uscirà il film.
sito ufficiale

Uno sfinimento si insinua , tenue
come un battente aperto
Monto a cavallo su di un monaco tibetano
che ride per ogni cosa e
mormora parole come sgranasse un rosario
dentro di me, in circolo, cadenze argentine
ballano improbabili tanghi con cio' che resta
di parole abbaiate, dialetti od onomatopee
Bevo acqua minerale cercando di trascinarle giù.
Quanto tempo è passato da quando gridavo
di passarmi il pallone, di tuffarmi per vanto
di accompagnarla a casa stringendola troppo forte?
Sono nelle pianure dell'Alentejo, con le parole che si stringono
come i covoni nel giallo ocra e nel blue maren
della risacca erbosa.
Lei guarda intimidita e se ne svola
come un passero con l'appiglio sbagliato
perso un verbo, un accento, una doppia.
Mi arroto come un serpente mambo
nella pelle scura del Sertao,che una brasiliana
sembri africana, non è insolito
Che io mi senta come il Barone Samedì
ad officiare un voodo, forse lo è di più
Ancora una volta, mi chiedo: come sono finito, qui?
vanno, vengono come sguardi interrotti
un po' ascoltano,sembrano assorti
mi chiedono.Non rispondo.
Vero, falso, tu uomo, lei donna
non non come birra, questo non c'entra.
Mi guarda, come fossi uno Yak
lo guardo, mastico una palla di betel
per non sentire l'altura
mi porta verso le cime
gli dico raccogli almeno le vocali.
L'altra abbassa la voce
e con riguardo, indicandolo, mi chiede
lui viene per chiesa? Quanto resta?
Ma perchè non glielo chiedi tu, dicoio,
che vedi mai che tra thai e tibet
scoppi la pace?
lui la guarda erride, dice Buddah,china e Cha

Vuoi fare un giro, in questa città?
Mm, quanto tempo hai?
Un giro breve, diciamo che duri 105 anni, dal 1900 ad oggi..
O alcuni battitti di ciglia, ripetuti, sospesi..scavalcando tempi e spazi della memoria?
Per conoscere questa città, devi entrare dentro
le sue città.
Le città dei ferramiù, del Borgo del fumo, dei canaletti delle bialere
che scorrono bastardi e cementati sotto il Balon
Devi entrare nei cortili della Cavallerizza accanto a via Po,
vedi i lillà arrampicarsi, uscire gli stallieri di cento anni fa, passare un corteo di studenti del 68.
Entra ai quattro scalini, in piola, prenditi un sanguis con pane peperoni e acciughe al verde.
Cosa? il cartello "Qui non possono entrare cani e meridionali"?
Dai , cose vecchie, oggi i Rocco e Salvatore si chiamano Rachid e Said
Sei stato al bar di Pavese, in Via PO ?
All'Hotel dove si è suicidato, col biglietto " Non fate pettegolezzi?..
Ecco, appunto..preferisci vedere la Crocetta, dove ormai ci stanno solo i bottegai
che la Torino-Bene se n'è andata in Collina, come il diavolo degli sfollati di Cesare
o vuoi vedere la porta 15, Mirafiori Presse, dove i Barot piemontesi e i terroni del Sud
si univano nella lotta, e coltivavano insieme il Basilico sui tetti di Mirafiori?
Città fredda, questa?Mm, non sai cosa dici
Devi solo farti dare un indirizzo:
per il cuore segreto dell'orologio.
Ismael
Richiamò l'eco del primo sorgere del sole
riprese l'ansito della rugiada incerta
e si distese, con la fronte verso le montagne,
come se dovesse delimitare il punto di caduta del vento.
"Spingi- Ismael- spingi
buttalo nel gran fragore del mondo
fai che il primo guaito suo si confonda
(aggrappato al fiato trattenuto).
Troverà Primavera, forse
e sorriso ne avrà, come d'abitudine
Ismael fermò lo sbuffo del Leviatano
nell'attimo stesso in cui l'arco
si preparava a cadere
e un'unica goccia fu,
prisma, ago duro d'acqua nell'asola celestre
sutura dimessa, pistillo fiorito in bocca.
Grandangolo
Dentro, intorno, accanto
come una voce di dentro
mise gli occhiali scuri, guardò dritto verso il sole
e disse "Ora".
Sopra, sotto, di traverso
la gente non si accorse di niente,
gli uccelli continuarono il volo,
le lancette non mancarono il punto.
A quel momento esatto
lui sapeva che la storia stava lì.
Dentro, sotto, prima
come un cane annegato
o l'aria ripresa dopo che il cuore
ha perso il ritmo.
L'uomo prese l'unica rosa
presente in quella stanza
guardò in un punto impreciso alle sue spalle
e dichiarò il suo amore:
le lancette si fermarono nel punto esatto
del bordo del giorno
e la statua, si animò.
Certi giorni, qualcuno è assente dai gruppi-classe.
Magari se n'è andato un attimo in Argentina, perchè incinta
o In Brasile, per sposarsi a 50 anni
o in Thailandia, a riprendersi la figlia, e portarla al nuovo padre italiano.
Certi giorni, accadono miracoli: Najat ha imparato a leggere..
Ma va, dai- dicono le altre marocchine, e chi ci crede
Figurati, pensano che s'è imparata a memoria le sillabe.
E quella furbona, 120 kg x 47 anni, lì che gli conta: Fu-mo, ca-sa, to-po
E vualà..ecco una ex analfabeta in lingua madre:-)
Il più incredulo, sono io
( come avrà fatto..dove avro' sbagliato?(mi dico guardandomi le mani:-)
Le altre marocchine giovani, che si portano i cinque bambini a scuola nei passeggini,
adesso fanno a gara, mi credono una specie di santone:-)
Il santone invece ce l'ho davvero, un monaco buddista che parla solo tibetano
Eh..e che sarà mai..
E' alto unoeottanta, sorride e mi dà le caramelle mou..
Rimpoche, piace carne?si? strano..piace pesce? no..
mah..mi sa che devo rivedere le mie conoscenze del buddismo tibetano..
ps. per la Moratti: gentile signIGNORA, l'altro giorno, durante la lezione,
ci è caduto un mattone in testa, staccatosi dal soffitto dell'aula..(scuola media superiore)
ci saprebbe dire qualcosa per non
sputtanarc..ehm.. per non fare brutta figura
di fronte a persone
del Marocco, Argentina,Brasile,Romania,Portogallo,Thailandia,Albania, Tibet, Cina,Tanzania?
Aspettando i barbari
«Dove è un tribunale è l’ingiustizia». Lo scrisse Tolstoj. Dove è il potere è l’ingiustizia, avrebbe aggiunto il magistrato protagonista di Aspettando i barbari, uno dei più importanti romanzi di John M. Coetzee. Premio Nobel per la letteratura 2003, è il secondo scrittore sudafricano a esserne insignito, dopo Nadine Gordimer. Nella motivazione ufficiale dell’Accademia svedese si legge: «i suoi romanzi sono caratterizzati da una buona costruzione, un dialogo ricco d’inventiva e un talento per l’analisi». Ed è proprio quest’ultimo l’elemento più rappresentativo della letteratura di Coetzee. I suoi personaggi sono inquieti, insoddisfatti, in continua ricerca delle ragioni che spingono l’uomo a muoversi e a colmare i propri bisogni. È così anche il protagonista di Aspettando i barbari. Un uomo che si ribella all’ordine costituito e che rifiuta di appartenere a un mondo dominato dalla violenza. (fonte)

altro libro dello stesso autore che ho letto "Infanzia"