Alp, il battelliere

Chi sono

Utente: maqrolldeibattelli

Archivio

oggi
--- 2005 ---
--- 2004 ---

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

>
Contatore

visitato *loading* volte
martedì, marzo 29, 2005

 

“[…] Ognuno di noi ha la propria no man’s land,
in cui è totale padrone di se stesso. C’è una vita a tutti visibile, e ce n’è un’altra che appartiene solo a noi, di cui nessuno sa nulla […] L’uomo di tanto in tanto sfugge a qualsiasi controllo, vive nella libertà e nel mistero, da solo o in compagnia di qualcuno, anche soltanto un’ora al giorno o una sera alla settimana, un giorno al mese […] Queste ore possono essere felicità, necessità, abitudine, ma sono comunque sempre indispensabili per raddrizzare la “linea generale” dell’esistenza. Se un uomo non usufruisce di questo suo diritto o ne viene privato da circostanze esterne, un bel giorno scoprirà con stupore che nella vita non si è mai incontrato con se stesso e c’è qualcosa di malinconico in questo pensiero […]”

             “In questa no man’s land  dove l’uomo vive nella libertà e nel mistero, possono accadere strane cose, si possono incontrare altri esseri simili, si può leggere e capire un libro con particolare intensità o ascoltare musica in modo anch’esso inconsueto oppure nel silenzio e nella solitudine può nascere il pensiero che in seguito ti cambierà la vita, che porterà alla rovina o alla salvezza […]”

             da “Il giunco mormorante” (Nina Berberova) Ed. Adelphi

un racconto scritto in modo bruciante, come per cauterizzare una ferita  aperta 

-scritto con la lucidità di chi ricorda il prima e il poi, quando il durante era negato
Una donna, un uomo, i giochi di potere di un'altra donna, e il territorio che non si puo vendere.

Da leggere. Grazie del regalo.

 

Nina Berberova

Nina Berberova nasce a Pietroburgo nel 1901.
Negli anni venti emigra in Francia dove rimane per circa 25 anni e nel 1950 si trasferisce negli Stati Uniti.
Il suo primo romanzo è Il male nero del 1989 al quale seguono altri incentrati sull'introspezione e la conservazione dei valori.
Nina Berberova diventa popolare per i suoi romanzi solo in tarda età. Muore a Phaladelphia nel 1993.
 

Bibliografia

Il male nero    1989
Il caso Kravcenko    1990
Il ragazzo di vetro    1993
Cajkovskij    1993
Felicità    1994 postumo
Le signore di Pietroburgo    1996 postumo
L'accompagnatrice
Il giunco mormorante

link utili:
biografia

 

 

 

postato da: alp alle ore 18:59 | link | commenti (20)
categorie: libri
giovedì, marzo 24, 2005

News > Arte e Cultura
Internet Culturale, un nuovo portale dedicato al sapere
 

 

All rights reserved to legal owner.Da mercoledì 23 marzo si potrà trovare sul Web un nuovo sito internet di carattere culturale, promosso dalla Direzione Generale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Grazie agli archivi di circa 2300 biblioteche italiane, il portale Internet Culturale consente di effettuare ricerche bibliografiche sia semplici che avanzate dalle opere più antiche a quelle più recenti, così sarà possibile effettuare ricerche nei cataloghi storici.
Inoltre sarà possibile anche visionare le collezioni digitali di biblioteche o altri archivi direttamente on line.

Un’altra importante sezione del portale propone percorsi culturali con fonti inedite e si articola in quattro categorie: Mostre, Viaggi nel testo, Itinerari turistico-culturali e Percorsi 3D.

Tante altre informazioni le potrete trovare direttamente
sul nuovo sito web.


buone vacanze a tutti.. volendo, anche  qui :-)

postato da: alp alle ore 09:44 | link | commenti (27)
categorie: internet
martedì, marzo 22, 2005

Io e Nicola
in onda martedi 22 marzo 2005 su Rai Tre

Un viaggio dettagliato, con foto inedite: le fasi del rilascio di Giuliana Sgrena
A  "Primo Piano", Sandro Ruotolo, attraverso la testimonianza del maggiore
dei carabinieri che era al volante al momento della sparatoria
postato da: alp alle ore 10:51 | link | commenti (7)
categorie: segnalazioni
lunedì, marzo 21, 2005

 Compriamo questi prodotti alla Coop..è un piccolo, importante, personale gesto contro le mafie

  X Giornata della Memoria e dell'Impegno

lettura dei nomi delle vittime delle mafie

"Vogliamo dire grazie a tutti coloro che con Libera si sono adoperati affinché nel primo giorno di primavera tante storie di uomini, di donne, di bimbi che non ci sono più, diventassero memoria di comunità. Grazie all'informazione, grazie alle coscienze che hanno contribuito a fissare un appuntamento da rispettare ogni anno".

“Placido Rizzotto-Libera Terra”

La Cooperativa Placido Rizzotto Libera Terra,
ha presentato a Roma i prodotti di un anno di attività
sui terreni confiscati alla mafia.

 

Pasta, vino, olio miele, meloni: dalle terre confiscate a Cosa Nostra fino alla tavola degli italiani; passando per il lavoro di giovani che hanno creduto in questo progetto, di associazioni come Libera, di cooperative sociali, di enti locali, di istituzioni, di agenzie dello Stato, di realtà del commercio e della distribuzione.

Di tutto questo si è parlato a Roma, in una conferenza stampa, nella quale la Cooperativa sociale "Placido Rizzotto - Libera Terra", ha presentato il primo anno di attività sui terreni confiscati alle mafie, nei comuni del Consorzio Sviluppo e Legalità:
Altofonte, Camporeale, Corleone, Monreale, Piana degli Albanesi, Roccamena, San Cipirello, San Giuseppe Jato, nell'ambito del progetto Libera Terra.

Il programma (formato doc)

Guarda lo spot della Giornata, realizzato per Libera dal "Marano Ragazzi Spot Festival" nel corso dello Stage/gemellaggio a Lentini (SR) 24-29 gennaio 2005

postato da: alp alle ore 09:23 | link | commenti (8)
categorie: manifestazioni
domenica, marzo 20, 2005

Ohé!
Chi sente?
E chi mo canta appriesso a me?
ohé,
pe' tramente
s'affaccia 'a luna pe' vedé!
Pe' tutta 'sta marina
'a Pròceda a Resína,
se dice: "Guarda llá,
na femmena che fa!"

Maruzzella, Maruzzè'...
t'hê miso dint'a ll'uocchie 'o mare
e mm'hê miso 'mpiett'a me
nu dispiacere...
Stu core mme faje sbattere
cchiù forte 'e ll'onne
quanno 'o cielo è scuro...
Primma me dice "sí",
po', doce doce, mme faje murí...
Maruzzella, Maruzzé'...

II

Ohé!
Chi mm'ajuta?
Si tu nun viene a mm'ajutá?
Ohé,
mm'è venuta
na voglia ardente 'e te vasá.
E vieneténne oje bella...
e damme 'sta vucchella
ca, pe' mm'avvelená,
'e zùccaro se fa...


Maruzzella, Maruzzè'...
......................................


Bonagura - Carosone


postato da: alp alle ore 07:21 | link | commenti (13)
categorie: canzoni
giovedì, marzo 17, 2005

 Un corso  di lettori appassionati:

dalla Tanzania, Romania, Albania, Brasile, Portogallo, Argentina

l'articolo è qui

postato da: alp alle ore 06:46 | link | commenti (14)
categorie: manifestazioni, lettura
lunedì, marzo 14, 2005

Arthur Rimbaud - "Sognato per l'inverno a... lei"

 

Andremo, d'inverno, in un vagoncino rosa
con tanti cuscini blu.
Sarà dolce. Un nido di baci folli posa
nei cantucci molli. Tu

chiuderai gli occhi, per non vedere dai vetri
smorfiare l'ombre delle sere,
la plebaglia di démoni e di lupi tetri,
mostruosità arcigne e nere.

Poi la tua guancia graffiare si sentirà...
un bacetto, un ragno matto, ti correrà
sul collo... Intanto

tu mi dirai: "Cerca!", chinando a me la testa
- prenderemo tempo a scovare quella bestia
- che viaggia così tanto...

 

postato da: alp alle ore 11:12 | link | commenti (13)
categorie: poesia
domenica, marzo 13, 2005

"Mia nonna, per esempio, ritiene che le streghe esistano
e che di notte si radunino sui grandi alberi isolati in mezzo ai campi"
"Ma tua nonna le ha mai viste? chiesi.
"Impossibile" rispose lui, convinto.

"Di notte le streghe avvolgono la terra in una grande ragnatela: un capo del filo lo tengono in mano,
l'altro passa su tutti gli alberi del mondo.
Se una persona prova ad aprire la porta per uscire, urta la ragnatela:
le streghe se ne accorgono e si dileguano spaventate nelle tenebre.
La mattina si possono vedere brandelli di ragnatele
penzolare dai rami e dalle maniglie delle porte"

da Ryszard Kapuscinski "Ebano" Universale Economica Feltrinelli

postato da: alp alle ore 09:27 | link | commenti (7)
categorie: viaggi intorno al giardino
sabato, marzo 12, 2005

Istanbul, la polizia carica una manifestazione per l'8 marzo
La polizia turca ha caricato con violenza i manifestanti a Istanbul. La gente, soprattutto donne, era in piazza per l'8 marzo
 
altre foto qui
 
postato da: alp alle ore 07:16 | link | commenti (4)
categorie: manifestazioni
venerdì, marzo 11, 2005

L'edificio si trovava alla periferia nord della citta'

Torino, 7 marzo 2005
Una bimba di appena due anni e sua madre, una donna rumena sui 30, sono morte ieri sera nel crollo di una palazzina occupata abusivamente alla periferia nord di Torino. I soccorritori le hanno trovate vicine, seppellite dalle macerie. Nell' edificio, una struttura fatiscente da anni e più svolte sgomberata, vivevano anche due uomini, un rumeno e un ucraino, rimasti entrambi feriti. 
  
Ancora incerte le cause della tragedia. Inizialmente i vigili del fuoco hanno ipotizzato un crollo strutturale, ma successivamente si è fatta strada l' ipotesi dello scoppio di una stufetta. Madre e figlia, che alcuni stranieri abitanti nelle vicinanze hanno descritto come da poco giunte in Italia, vivevano senza energia elettrica né acqua corrente, scaldandosi con mezzi di fortuna. Fra le rovine della palazzina sono stati trovati pezzi di legno ancora fumanti. Non è stato ancora chiarito però se si tratti di travi andate a fuoco a causa di una esplosione, oppure di legno bruciato per scaldarsi. 
  
L' area, un tempo zona di industrie operose, è oggi luogo di degrado e di abbandono. Capannoni ed ex palazzine di uffici sono diventate rifugio di immigrati disperati. Nella vicinanze si trova anche un grande campo nomadi. E apparentemente zingari sarebbero una quindicina di slavi, fra cui sette adolescenti, scampati al crollo. All' arrivo delle forze dell' ordine i nomadi si erano rifugiati in edificio di fronte alla palazzina crollata, forse anche per evitare i controlli di polizia. L' assessore alla Polizia Municipale e alla Protezione Civile del Comune di Torino, Gian Luigi Bonino, giunto sul posto, si è occupato di trovare agli stranieri ospitalità per la notte. 
  
L' allarme è scattato poco dopo le 19. Sul luogo sono intervenute otto squadre dei vigili del fuoco, con quindici mezzi, oltre a polizia e carabinieri. Immediatamente sono stati tratti in salvo i due uomini. Uno era riuscito a liberarsi da solo, il secondo era bloccato ma visibile ai soccorritori. I corpi di madre e figlia sono state trovati poco dopo, scavando fra le macerie. I due feriti, sono stati trasportati in ospedale. Hanno riportato fratture, ma non sono in pericolo di vita.    

I vigili del fuoco hanno continuato a scavare fino a tarda ora, aiutati anche dai cani, per essere certi che sotto i mattoni, gli intonaci, i vetri, i blocchi di cemento e le povere suppellettili devastate non fossero rimaste seppellite altre persone. Ancora in corso, invece, gli accertamenti per stabilire la causa dell' incidente. Dell' edificio, in passato sede degli uffici delle ex Acciaierie Ferrero, sono rimasti in piedi due tronconi laterali.

Mi risulta che il Comune di Torino aspettasse la bonifica  dalle ex Acciaierie Ferrero
Mi risulta che le salme saranno rimpatriate grazie a una sottoscrizione del Gruppo Abele di Don Ciotti e della Chiesa Ortodossa Rumena
Mi risulta che il Comune di Torino è gestito da una maggioranza di centro sinistra
Mi risulta che una amministrazione comunale potrebbe essere accusata di incuria dolosa di patrimonio pubblico
Mi risulta che dovrebbe sentirsi almeno in dovere di pagare le spese di un funerale che, forse, ha contribuito a creare
Ma poi..i cittadini..vuoi mettere non pensare alle Olimpiadi 2006?

postato da: alp alle ore 21:20 | link | commenti (2)
categorie: cronache del dopo bomba
martedì, marzo 08, 2005

 Arneis, Calicanto, Aleppo
una donna rumena e una bambina di due anni
arrivate da due mesi a Torino, morte in una stanza della fabbrica dismessa- cedimento strutturale

Arneis, Bunet, Giuda faus
si, Giuliana si è fatta rapire, poi ha inscenato il rientro in auto, affinchè dei poveri soldati americani,terrorizzati, sparassero
e la colpa ricadesse sul governo italiano. Si, bisogna chiedere scusa, la colpa è dei comunisti

Aleppo, Gagnu malefic, scem-n gin-n
Ritirarsi dall'Iraq ? Ma scherzi? E le commesse, la ricostruzione, u petroliu, cumbà..stu sfaccimm e'merd
Oh, basta là..madamina, gradisse un otto marzo?
NOu, nou, grassie, mica è San Valentino, neh..
Già, regaliamo un mon cherie alla mimosa, alle donne turche bastonate
che credevano di poter entrare in Europa..

Arneis, Calicanto, Aleppo, che s'adda fà..ppè campà..

(Haiku del tiramisù, a cura di Barbapinen)

 

postato da: alp alle ore 14:44 | link | commenti (17)
categorie: cronache del dopo bomba
giovedì, marzo 03, 2005

Era sui quarant'anni

Paolo Pietrangeli

Era sui quarant'anni
e non se n'era accorto
tutta la vita lui stata a pensar
cosa dovesse far
"Vale la pena
vale la pena
vale la pena o no
ora lo chiedo a qualcheduno
e poi deciderò".

Si camminava in tre
restava sempre indietro
meglio la pasta od il bignè
perdeva sempre il treno.
No che non era fesso
le cose le capiva
e se ne dispiaceva
e se ne dispiaceva
ma non serviva più.

Era sui quarant'anni
e si trovò lì in mezzo
oh che gran colpi, che confusione
era la rivoluzione.
"Vale la pena
vale la pena"
gli altri dicevan no
"vale la pena
vale la pena"
e intanto lui ci andò.

Era sui quarant'anni
e non se n'era accorto
non ebbe il tempo di fiatar
che si ritrovò morto.
E tutti i suoi compagni
ch'eran sempre sicuri
ora gli fanno omaggi
e lapidi sui muri.

Gran rivoluzionario
tempra di combattente
il suo dovere ebbe
sempre presente e in mente
e si sacrificò.
"Vale la pena
vale la pena
vale la pena o no
vale la pena
vale la pena"
e intanto lui ci andò.

"Vale la pena
vale la pena"
gli altri dicevan no
"vale la pena
vale la pena"
e intanto lui ci andò.

postato da: alp alle ore 21:37 | link | commenti (20)
categorie: canzoni
martedì, marzo 01, 2005

E improvvisa, inattesa,
fortuita, l'allegria.
Da sola, perché volle,
è venuta. Così verticale,
così grazia insperata,
così dono a sorpresa,
che non posso credere
che sia per me.
Mi guardo intorno,
cerco. Di chi sarà?
Sarà di quell'isola
sfuggita dall'atlante,
che mi è passata accanto
vestita da ragazza,
con spume al collo,
abito verde e un grande
spruzzo di avventure?
Non sarà forse caduta
a un tre, a un nove, a un cinque
di questo agosto che inizia?
Oppure è quella che ho visto tremare
di là dalla speranza,
nel fondo di una voce
che mi diceva : "No" ?
 
Ma non importa, ormai.
Sta con me, mi trascina.
Mi sradica dal dubbio.
Sorride, possibile;
prende forma di baci,
di braccia, verso me;
finge d'esser mia.
Andrò, andrò con lei
ad amarci, a vivere
tremando di futuro,
a sentirla veloce,
secondi, secoli, eternità,
niente. E l'amerò
tanto, che quando verrà
qualcuno
- e non lo si vedrà,
non si potranno udire i suoi
passi - a richiederla
(è il suo padrone, era sua),
quando la condurranno,
docile, al suo destimo,
lei si volterà indietro
a guardarmi. E vedrò
che ora è mia, finalmente.
 
Pedro Salinas
 
postato da: alp alle ore 16:21 | link | commenti (12)
categorie: poesia