| il tempo | l'eternità |
| la morte | la pazzia |
| il doppio | il destino |
Una letteratura del paradosso.
Borges ammette ciò che tutti gli idealisti ammettono, il carattere allucinatorio del mondo, ma fa ciò che nessun idealista ha fatto:
I paradossi non sono per lui problemi da risolvere, come furono ancora per Russell, bensì indizi da usare, come saranno da Gödel in avanti
Naturalmente, l'uso che Borges fa dei paradossi è paradossale esso stesso.
In essi un sogno così ben sognato da sembrare realtà si tradisce, e ci permette di svelarne la finzione:
"Noi (la indivisa divinità che opera in noi) abbiamo sognato il mondo. Lo abbiamo sognato resistente, misterioso, visibile, ubiquo nello spazio e fermo nel tempo; ma abbiamo ammesso nella sua architettura tenui ed eterni interstizi di assurdità, per sapere che è finto" (I.399).
Una tale posizione è sorprendente non tanto per il suo contenuto filosofico, quanto per il suo contesto geografico: essa si situa infatti in una linea di pensiero orientale.
Pensiamo, ad esempio, al cantonese Huineng (638-713), sesto patriarca del Buddismo Zen, e fondatore di una scuola che fu molto popolare nella Cina del sud: la sua via per l'eliminazione dell'io e della realtà passava appunto attraverso i paradossi (integrati da bastonate).
Oppure alla scuola Rinzai, una della due principali dello Zen giapponese, che a tutt'oggi usa il paradosso nella forma del koan (anch'esso non disgiunto da pratiche shock), per raggiungere il risveglio, o satori.
la miglior presentazione a noi nota del Paradosso di Borges, che riportiamo nella traduzione letterale di Piero Menardi:
X scocca una freccia da un arco, ed essa si perde fra gli alberi.
X la cerca e riesce a ritrovarla.
E' assurdo immaginare che la freccia non sia esistita durante il periodo fra i momenti in cui X l'ha persa di vista e l'ha ritrovata.
E' logico pensare che essa sia esistita - anche se in un certo modo segreto, di comprensione vietata agli uomini - in tutti i momenti di questo periodo.
Un'altra versione del paradosso di Borges appare in Tlön, Uqbar, Orbis Tertius, sotto il nome di sofisma delle nove monete di rame, "di scandalosa rinomanza":
"Il martedì X, tornando a casa per un sentiero deserto, perde nove monete di rame. Il giovedì, Y trova sul sentiero quattro monete, un poco arrugginite per la pioggia del mercoledì. Il venerdì, Z scopre tre monete sullo stesso sentiero e lo stesso venerdì, di mattina, X ne ritrova due sulla soglia di casa sua.
E' assurdo immaginare che quattro delle monete non siano esistite dal martedì al venerdì pomeriggio, e due dal martedì al venerdì mattina.
E' logico pensare che esse siano esistite - anche se in un modo segreto, di comprensione vietata agli uomini - in tutti quei momenti di questi tre periodi" (I.632-633).
Opere di Borges citate
Le citazioni nel testo si riferiscono ai due volumi Tutte le opere di Borges, pubblicati dalla Mondadori nella collezione I Meridiani, rispettivamente nel 1984 (I) e 1985 (II). Riportiamo qui i titoli delle opere da cui esse sono tratte.
Inquisizioni, 1925.
Evaristo Carriego, 1930.
Discussione, 1931.
Storia universale dell'infamia, 1935.
Storia dell'eternità, 1936.
Finzioni, 1944.
Altre inquisizioni, 1952.
L'artefice, 1960.
L'altro, lo stesso, 1964.
Il manoscritto di Brodie, 1970.
L'oro delle tigri, 1972.
La cifra, 1981.
Conversazioni, 1985 (Nuovo portico, Bompiani).
Altre conversazioni, 1986 (Nuovo portico, Bompiani).
Ultime conversazioni, 1987 (Nuovo portico, Bompiani).
estratti da:
http://www.vialattea.net/odifreddi/borges1.htm
Borges fu un gran sacerdote del culto dei libri, la sua vita fu "consacrata meno a vivere che a leggere", e la sua memoria registrò più i libri che lesse che le cose accadutegli. Egli si spinse al punto di affermare che l'uomo è ciò che legge, non ciò che scrive.
Tale affermazione rivela una vera e propria mistica della lettura: essa si manifestò nelle credenze che la differenza fra autori e lettori sia "banale e fortuita", che fra di essi si instauri "un dialogo, una forma di relazione", "una collaborazione e quasi una complicità", e che "i buoni lettori siano cigni anche più tenebrosi e rari che i buoni autori". In una parola, che la lettura sia un atto creativo.
http://www.riflessioni.it/enciclopedia/borges.htm
sette giorni e settantotto notti
hybris dell'auto-da-fè
Si narra che il venerabile Beda, Thanòs dell'ultima Thule
un giorno di ritorno sulla strada di Damasco,
incontrasse un mendicante fermo ai bordi della strada
intento a fissare un albero
Il venerabile Beda,che non per niente aveva decifrato gli ultimi
manoscritti in sanscrito trasmessi in forma di domande
a lui si rivolse come se avesse smarrito la linea dell'orizzonte
per sette giorni e settantotto notti
attese la risposta
Fino a che, al cadere di una foglia
il Thanòs dell'Ultima Thule
comprese di aver sbagliato tutto
nella decifrazione.
Solo allora, il mendicante, riprese il suo peregrinare
verso Oriente, lasciando il Venerabile
sul bordo della strada
batti la pentola, shivtzel
che vedrai la gamba matta
muoversi da sola
le mucche cadere
dal cielo
e i gagji dell'imbianchino folle
spegnere i mille soli che ci torturano
Il Congresso degli Stati uniti ha detto che la guerra gli era costata fino a qualche settimana fa 152 miliardi di dollari, aggiungiamo i soldi che costa agli inglesi, ai polacchi e anche alla nostra modesta spedizione.
Con un decimo di quella spesa si sarebbe alimentato un Iraq che dal saddamismo, già mezzo in frantumi, si sarebbe liberato senza invasioni.
La guerra è maledizione e morte e, sotto il profilo di un trapianto di democrazia, peggio che inutile.
Home > F > Fabrizio De Andrè > Volume I (1967) > La Canzone Di Barbara
Chi cerca una bocca infedele
che sappia di fragola e miele
in lei la troverà
Barbara
in lei la bacerà
Barbara.
Lei sa che ogni letto di sposa
è fatto di ortiche e mimosa
per questo ad un'alta età
Barbara
l'amore vero rimanderà
Barbara.
E intanto lei gioca all'amore
scherzando con gli occhi ed il cuore
di chi forse la odierà
Barbara
ma poi la perdonerà
Barbara.
E il vento di sera la invita
a sfogliare la sua margherita
per ogni amore che se ne va
lei lo sa
un altro petalo fiorirà
per Barbara.
|
L’appello è tradotto in inglese, francese e spagnolo.
Giuliana Sgrena rapita in Iraq
Per l'epatite e il tifo è strage di bambini
I grandi alleati Usa non demordono: dissidenti perseguiti, donne cancellate, nell'indifferenza dell'amministrazione Bush Ma arrivano i raid aerei Sadr City e Mahmudya: fogne a cielo aperto. Non c'è acqua che è fornita al 42% del fabbisogno. Nel 2003 l'epatite è aumentata del 70%
G. SGR., INVIATA A BAGHDAD continua qui
INTERVISTA
Io, una donna torturata a Abu Ghraib
Incontro con Mithal, trascinata via insieme al figlio nel cuore della notte dai soldati americani, dopo un'irruzione nella sua casa, che verrà razziata. Una denuncia nata da una vendetta la condanna, senza processo, a ottanta giorni di orrore fra altre prigioniere, come lei torturate e seviziate. Nelle immagini su Internet, ha rivisto gli aguzzini continua qui
GIULIANA SGRENA, INVIATA A BAGHDAD
|
Intervista ad Alberto Garlini - Leggere negli occhi
"Alberto Garlini, nato a Parma nel 1969, è friulano d'adozione, vivendo ormai da diverso tempo a Pordenone. Ha esordito con il romanzo "Una timida santità", presso l'editore Sironi, vincitore di alcuni premi. In questa intervista ci parla del suo nuovo magnifico romanzo, "Futbol bailado", uscito per lo stesso editore: un affresco corale della vita italiana dal 1975 al 1982, con personaggi eccellenti quali Pasolini, Bertolucci, il mondo del calcio scommesse, San Francesco... Un romanzo di intensità straordinaria e bellezza profonda, che permette all'autore di raccontare la storia di allora come germe della storia di oggi".
Per vedere il filmato clicca qui!
Home > G > Giuni Russo > Se Fossi Più Simpatica Sarei Meno Antipatica (1994) > Strade Parallele (Aria Siciliana)
(feat. Franco Battiato)
Duminica jurnata di sciroccu
Fora nan si pò stari
Pi ffari un pocu ‘i friscu
Mettu ‘a finestra a vanedduzza
E mi vaju a ripusari
Ah! Ah! ‘A stissa aria ca so putenza strogghi ‘u mo pinzeri
Ah! Ah! ‘U cori vola s’all’umbra pigghi forma e ti prisenti
nan pozzu ripusari.
‘U suli ora trasi dintr’o mari
e fannu l’amuri
‘un c’è cosa cchiù granni
tu si la vera surgenti
chi sazia i sentimenti
Ah! Ah! ‘A stissa aria ca so calura crisci e mi turmenta
Ah! Ah! ‘U cori vola sintennu sbrizzi d’acqua di funtana
‘ndo mo’ jardineddu mi piaci stari sula.
Ah! Ah! ‘A stissa aria ca so calura crisci e mi tormenta
Ah! Ah! ‘U cori vola sintennu sbrizzi d’acqua di funtana
‘ndo mo jardineddu mi piaci stari sulu
mi piaci stari sula
(traduzione by sirenetta )
Da "La Beltà"
Sì, ancora la neve
"Ti piace essere venuto a questo mondo?"
Bamb.: Sì, perché c'è la STANDA".
Che sarà della neve
che sarà di noi?
Una curva sul ghiaccio
e poi e poi... ma i pini, i pini
tutti uscenti alla neve, e fin l'ultima età
circondata da pini. Sic et simpliciter?
E perché si è - il mondo pinoso il mondo nevoso -
perché si è fatto bambucci-ucci, odore di cristianucci,
perché si è fatto noi, roba per noi?
E questo valere in persona ed ex-persona
un solo possibile ed ex-possibile?
Hölderlin: "siamo un segno senza significato":
ma dove le due serie entrano in contatto?
Ma è vero? E che sarà di noi?
E tu perché, perché tu?
E perché e che fanno i grandi oggetti
e tutte le cose-cause
e il radiante e il radioso?
Il nucleo stellare
là in fondo alla curva di ghiaccio,
versi inventive calligrammi ricchezze, sì,
ma che sarà della neve dei pini
di quello che non sta e sta là, in fondo?
Non c'è noi eppure la neve si affisa a noi
e quello che scotta
e l'immancabilmente evaso o morto
evasa o morta.
Buona neve, buone ombre, glissate glissate.
Ma c'è chi non si stanca di riavviticchiarsi
graffignare sgranocchiare solleticare,
di scoiattolizzare le scene che abbiamo pronte,
non si stanca di riassestarsi
- l'ho, sempre, molto, saputo -
al luogo al bello al bel modulo
a cieli arcaici aciduli come slambròt cimbrici
al seminato d'immagini
all'ingorgo di tenebrelle e stelle edelweiss
al tutto ch'è tutto bianco tutto nobile:
e la volpazza di gran coda e l'autobus
quello rosso sul campo nevato.
Biancaneve biancosole biancume del mio vecchio io.
Ma presto i bambucci-ucci
vanno al grande magazzino
- ai piedi della grande selva -
dove c'è pappa bonissima e a maraviglia
per voi bimbi bambi con diritto
e programma di pappa, per tutti
ferocemente tutti, voi (sniff sniff
gran gnam yum yum slurp slurp:
perché sempre si continui l'"umbra fuimus fumo e fumetto"):
ma qui
ahi colorini più o meno truffaldini
plasmon nipiol auxol lustrine e figurine
più o meno truffaldine:
meglio là, sottomano nevata sottofelce nevata...
O luna, ormai,
e perfino magnolia e perfino
cometa di neve in afflusso, la neve.
Ma che sarà di noi?
Che sarà della neve, del giardino,
che sarà del libero arbitrio e del destino
e di chi ha perso nella neve il cammino
(e la neve saliva saliva - e lei moriva)?
E che si dice là nella vita?
E che messaggi ha la fonte di messaggi?
Ed esiste la fonte, o non sono
che io-tu-questi-quaggiù
questi cloffete clocchete ch ch
più che incomunicante scomunicato tutti scomunicati?
Eppure negli alti livelli
sopra il coma e il semicoma e il limine
si brusisce e si ronza e si cicala-ciàcola
- ancora - per una minima e semiminima
biscroma semibiscroma nanobiscroma
cose e cosine
scienze lingue e profezie
cronaca bianca nera azzurra
di stimoli anime e dèi,
libido e cupìdo e la loro
prestidigitazione finissima;
è così, scoiattoli afrori e fiordineve in frescura
e "acqua che devia
si dispera si scioglie s'allontana"
oltre il grande magazzino ai piedi della selva
dove i bambucci piluccano zizzole...
E le falci e le mezzelune e i martelli
e le croci e i designs-disegni
e la nube filata di zucchero che alla psiche ne vie?
E la tradizione tramanda tramanda fa passamano?
E l'avanguardia ha trovato, ha trovato?
E dove il fru-fruire dei fruitori
nel truogolo nel buio bugliolo nel disincanto,
dove, invece, l'entusiasmo l'empireirsi l'incanto?
Che si dice lassù nella vita,
là da quelle parti là in parte;
che si cova si sbuccia si spampana
in quel poco in quel fioco
dentro la nocciolina dentro la mandorletta?
E i mille dentini che la minano?
E il pino. E i pini-ini-ini per profili
e profili mai scissi mai cuciti
ini-ini a fianco davanti
dietro l'eterno l'esterno l'interno (il paesaggio)
dietro davanti da tutti i lati,
i pini come stanno, stanno bene?
Detto alla neve: "Non mi abbandonerai mai, vero?"
E una pinzetta, ora, una graffetta.
Andrea Zanzotto
" Con quanta cura, allor che mi misi in viaggio.
riposi le mie povere cose sotto chiave
al sicuro, per poterle riavere
non toccate da truffaldine mani!
Ma tu, per cui i miei gioielli son bagatelle,
tu, mia massima consolazione e ora mio affanno,
mio più caro amore e dominante idea,
sei lasciato preda di ogni volgare ladro.
Io non ti ho serrato a chiave in nessun forziere
se non in quello dove non sei ( ma sento la tua presenza)
nel gentile serraglio del mio cuore,
dove puoi venire e andartene a tuo piacere.
E anche là temo tu mi sia rubato,
perchè l'onestà stessa si fa ladra per tale palio:"
Sonetti. 48. Shakespeare
TORINO - Sara' l'autopsia a chiarire le ragioni della morte di Luigi Troiano, il clochard 49enne originario di San Severo (Foggia), morto a Torino l'altra notte dopo un' iniezione fatta per calmarlo dagli operatori del 118. L'uomo, 49 anni, aveva trovato riparo dal freddo in un condominio e aveva dato in escandescenze all'arrivo prima del 113 e poi del 118. Con il sedativo si e' calmato del tutto, morendo. Il corpo senza vita del clochard si trova ora all' obitorio in attesa dell' autopsia. (Agr)
ci sono notizie che passano , che durano meno di uno spot televiso,e a loro nessuno dedicherà giornate della memoria, nè del ricordoSe siamo tutti d'accordo nel sostenere che il valore della vita e quello della non violenza devono essere affermati sopra e contro le ideologie
non di meno è necessario vedere la coerenza di chi difende cosa, perchè le parole sono pietre, e dietro al ricordo dei morti da rispettare
ci sono ragioni, complesse, da apprendere.
Perchè è la paura che, ovunque, porta alla chiusura di porte, alla guerra, alla violenza.
Questo mio modesto piccolo scritto vuole essere il mio contributo alla giornata del ricordo
per le cui spiegazioni rimando al bellissimo articolo di magris, pubblicato da harmonia, che condivido.
mm, najat
vabbeh, le lettere non te le ricordi
di sillabe manco parlarne
Memoria, ce n'hai memoria?
no, dico, qua- dobbiamo capirci
Eh no,carina, uno dei due deve cambiare.
Si, lo so, tua figlia di nove anni mi telefona la sera per dirmi di
guardare la sua mamma, che lei c'ha tanto bisogno di imparare
Ma cara, le dico io, quella è ciuccia,capisci, ciuccia, mi farà venire i capelli bianchi..
Najat, Najattina..che ti costa, dai..ecchesarà mai cinque vocali, no?
Poi una sillabuccia, ops, e ci facciamo tutto l'italiano in un mese
lemuna, si, va beh, lemuna è come limone
la L, najat, L come li-mo-neeee
La-tte
e lei che mi dice" bixlet..si najattona, come bicicletta
B, biro, biroooo
Naa, non è cossa, custa l'on ca custa, Savoia,
proviamo a cambiare tutto
Facciamo disegni geroglifici,eh..pane, casa, omo. no uo, uomo- omo
vabehh, Najat come vuoi tu
omo, ok, si be-ene, mi arrendo lo imparo io il DeriJia, eh Najottina centoventichilidi tenerezza
Cosi poi ci parliamo, e non ci pensiamo piu..
Oddio, dimenticavo che per le lingue, non sono portato
Najat, se ti facessi dei disegnini, per spiegarmi?
avevo sentito parlare di un libro che. udite udite, era letto e preferito dai ragazzi 16/18enni.
Potevo evitare di leggerlo, sentendone parlare nel programma di radio3, guardando il libro, pensando, ecco, cosa ci sarà dentro, come avrà fatto
a farsi leggere dagli adolescenti, che magari tutto fanno, meno che passare il tempo a covarsi il piacere della lettura?
Allora mi sono deciso, l'ho comprato, l'ho quasi letto tutto, con estrema sofferenza, a cominciare dalle prime pagine, andando avanti, quasi finito.
No, io salvo tutto, se si legge, ma questo libro è per disarticolati mentali, questo libro è scrtitto per chi vuole fare una sceneggiatura di un film dei fratelli Vanzina..eh veramente, anche se lo leggessero, gli adolescenti, questo libro, non farebbe venire loro la voglia e il piacere della lettura.
Solo quello di comprarsi una vespa, una maglietta, un gelato..di vedersi una trasmissione tv,ascoltarsi un mp3..ma leggere,leggere
è altro.( ps. per la prima volta ho rischiato il coma da lettura irritante, ho bisogno di un antidoto efficace, rileggero' Pavese)
|
Più di 40 blogger l'hanno già fatto: partecipa anche tu al gruppo spontaneo sulle adozioni a distanza!
Postato da: Redazione a 11:36 | link | |
Argomenti: Blog, Iniziative
Lettera di Erri De Luca
a Gianmaria Testa
per il suo album Altre latitudini
Per Gianmaria,
La tua voce s’arrampica a un balcone, soffia all’amato le parole da dire all’ affacciata. La tua voce è Cyrano nascosto nel giardino che insegna al maschile smemorato come bussare a un bacio di ragazza. Sono sillabe di pioggia, da levarsi la giacca e appoggiarla sulle spalle scoperte di una donna, una delle poche mosse sacre in dote a un uomo.
Le tue canzoni servono a un ragazzo per improvvisarsi uomo, servono a un uomo per tornare ragazzo. Una donna sospira : fosse vero. Finché canti è vero e poi per altri cinque minuti dura l’effetto di raccolta dei frantumi maschili ; stanno di nuovo insieme l’adulto e il rompicollo. Finché canti ecco di nuova una sagoma d’uomo nella stanza, al bavero ha messo il fiore dell’ortica, in cima alla camicia una farfalla vera. Allaccia il braccio attorno alla ragazza, accenna a un valzer, lo rigira in tango, splende la coppia, numero chiuso sigillato a musica.
Profumo di balli di una volta la tua canzone di oggi. Uomo e donna accostano gli zigomi per fingere di dirsi una parola, si odorano i capelli, accostano il respiro alla curva del collo. I balli di una volta permettevano abbracci con la scusa di una danza in pista.
Niente altro che amori, polpa scoperchiata da un coltello che scortica, sbuccia, e sotto, il frutto è bianco. Solo amori, il loro passo a due disturba, distoglie : due innamorati vanno, dietro a loro si accodano le occhiate di noi altri soldati costretti dentro i ranghi, invece di sbandare, sbottonare il colletto e darsi da correre.
Niente altro che fiori, compratene un mazzetto, portatelo sudati, trafelati, alla creatura preferita, amata.
Erri De luca
La
Un transatlantico di carta ti regalerò
Mi La
quando dovrai partire
Mi La Mi
e un capitano con le mani lo navigherà
La
da questo ad un altro mare
La
un transatlantico di carta ti regalerò
Mi La
e un aeroplano a vela
Mi La Mi
ed un pilota con gli occhiali lo piloterà
La
da questo a un altro cielo
Mi
E un canarino canterino addomesticherò
La
per le giornate scure
Mi La Mi
di quando il mare e il cielo dicono di no
La
e non si può viaggiare
Mi
E un canarino canterino addomesticherò
La
per le giornate scure
Mi La Mi
di quando il mare e il cielo dicono di no
La
e non si può viaggiare
La
Una bandiera senza segni ti regalerò
Mi La
quando dovrai partire
Mi La Mi
e il vento forte di levante la sventolerà
La
che si potrà vedere
La
una bandiera senza segni ti regalerò
Mi La
e una clessidra d'oro
Mi La Mi
quando la sabbia del deserto la trascorrerà
La
ti potrai riposare
Mi
E un canarino canterino addomesticherò
La
per le giornate scure
Mi La Mi
di quando il vento e il tempo dicono di no e non si
La
può tornare
Mi
E un canarino canterino addomesticherò
La
per le giornate scure
Mi La Mi
di quando il vento e il tempo dicono di no e non si
La
può più tornare
La
Un transatlantico di carta ti regalerò
Mi La
quando dovrai partire
Mi La Mi
e un capitano con le mani lo navigherà
La
da questo ad un altro mare
Mi
E un canarino canterino addomesticherò
La
per le giornate scure
Mi La Mi
di quando il mare e il cielo dicono di no
La
e non si può viaggiare
Mi
E un canarino canterino addomesticherò
La
per le giornate scure
Mi La Mi
di quando il vento e il tempo dicono di no e non si
La
può tornare
Mi
E un canarino canterino addomesticherò
La
per le giornate scure
Mi La Mi
di quando il mare e il cielo dicono di no
La
e non si può viaggiare
Trascritta da Mattew - spartiti@mbutozone.it
Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finche' dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si e' risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varra' piu' niente e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordare di che.>br>Considero valore sapere in una stanza dov'e' il nord, qual'e' il nome del vento che sta asciugando il bucato,
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.
notte :)
Fiorile
00:22, 04 febbraio, 2005
00:44, 04 febbraio, 2005