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lunedì, febbraio 21, 2005

 

Borges
 il tempo  l'eternità
 la morte  la pazzia
 il doppio  il destino

Una letteratura del paradosso.

Borges ammette ciò che tutti gli idealisti ammettono, il carattere allucinatorio del mondo, ma fa ciò che nessun idealista ha fatto:

 I paradossi non sono  per lui problemi da risolvere, come furono ancora per Russell, bensì indizi da usare, come saranno da Gödel in avanti


Naturalmente, l'uso che Borges fa dei paradossi è paradossale esso stesso.
In essi un sogno così ben sognato da sembrare realtà si tradisce, e ci permette di svelarne la finzione:

 "Noi (la indivisa divinità che opera in noi) abbiamo sognato il mondo. Lo abbiamo sognato resistente, misterioso, visibile, ubiquo nello spazio e fermo nel tempo; ma abbiamo ammesso nella sua architettura tenui ed eterni interstizi di assurdità, per sapere che è finto" (I.399).

Una tale posizione è sorprendente non tanto per il suo contenuto filosofico, quanto per il suo contesto geografico: essa si situa infatti in una linea di pensiero orientale.

Pensiamo, ad esempio, al cantonese Huineng (638-713), sesto patriarca del Buddismo Zen, e fondatore di una scuola che fu molto popolare nella Cina del sud: la sua via per l'eliminazione dell'io e della realtà passava appunto attraverso i paradossi (integrati da bastonate).

Oppure alla scuola Rinzai, una della due principali dello Zen giapponese, che a tutt'oggi usa il paradosso nella forma del koan (anch'esso non disgiunto da pratiche shock), per raggiungere il risveglio, o satori.
 

 la miglior presentazione a noi nota del Paradosso di Borges, che riportiamo nella traduzione letterale di Piero Menardi:

 

X scocca una freccia da un arco, ed essa si perde fra gli alberi.
X la cerca e riesce a ritrovarla.

E' assurdo immaginare che la freccia non sia esistita durante il periodo fra i momenti in cui X l'ha persa di vista e l'ha ritrovata.

E' logico pensare che essa sia esistita - anche se in un certo modo segreto, di comprensione vietata agli uomini - in tutti i momenti di questo periodo.

Un'altra versione del paradosso di Borges appare in Tlön, Uqbar, Orbis Tertius, sotto il nome di sofisma delle nove monete di rame, "di scandalosa rinomanza":

"Il martedì X, tornando a casa per un sentiero deserto, perde nove monete di rame. Il giovedì, Y trova sul sentiero quattro monete, un poco arrugginite per la pioggia del mercoledì. Il venerdì, Z scopre tre monete sullo stesso sentiero e lo stesso venerdì, di mattina, X ne ritrova due sulla soglia di casa sua.

E' assurdo immaginare che quattro delle monete non siano esistite dal martedì al venerdì pomeriggio, e due dal martedì al venerdì mattina.

E' logico pensare che esse siano esistite - anche se in un modo segreto, di comprensione vietata agli uomini - in tutti quei momenti di questi tre periodi" (I.632-633).

Opere di Borges citate
Le citazioni nel testo si riferiscono ai due volumi Tutte le opere di Borges, pubblicati dalla Mondadori nella collezione I Meridiani, rispettivamente nel 1984 (I) e 1985 (II). Riportiamo qui i titoli delle opere da cui esse sono tratte.
Inquisizioni, 1925.
Evaristo Carriego, 1930.
Discussione, 1931.
Storia universale dell'infamia, 1935.
Storia dell'eternità, 1936.
Finzioni, 1944.
Altre inquisizioni, 1952.
L'artefice, 1960.
L'altro, lo stesso, 1964.
Il manoscritto di Brodie, 1970.
L'oro delle tigri, 1972.
La cifra, 1981.
Conversazioni, 1985 (Nuovo portico, Bompiani).
Altre conversazioni, 1986 (Nuovo portico, Bompiani).
Ultime conversazioni, 1987 (Nuovo portico, Bompiani).

estratti da: 
http://www.vialattea.net/odifreddi/borges1.htm 

Borges fu un gran sacerdote del culto dei libri, la sua vita fu "consacrata meno a vivere che a leggere", e la sua memoria registrò più i libri che lesse che le cose accadutegli. Egli si spinse al punto di affermare che l'uomo è ciò che legge, non ciò che scrive.
Tale affermazione rivela una vera e propria mistica della lettura: essa si manifestò nelle credenze che la differenza fra autori e lettori sia "banale e fortuita", che fra di essi si instauri "un dialogo, una forma di relazione", "una collaborazione e quasi una complicità", e che "i buoni lettori siano cigni anche più tenebrosi e rari che i buoni autori". In una parola, che la lettura sia un atto creativo. 

http://www.riflessioni.it/enciclopedia/borges.htm


postato da: alp alle ore 08:54 | link | commenti (30)
categorie: libri
sabato, febbraio 19, 2005

sette giorni e settantotto notti
hybris dell'auto-da-fè


Si narra che il venerabile Beda, Thanòs dell'ultima Thule
un giorno di ritorno sulla strada di Damasco,
incontrasse un mendicante fermo ai bordi della strada
intento a fissare un albero

Il venerabile Beda,che non per niente aveva decifrato gli ultimi
manoscritti in sanscrito trasmessi in forma di domande
a lui si rivolse come se avesse smarrito la linea dell'orizzonte

per sette giorni e settantotto notti
attese la risposta
Fino a che, al cadere di una foglia
il Thanòs dell'Ultima Thule
comprese di aver sbagliato tutto
nella decifrazione.

Solo allora, il mendicante, riprese il suo peregrinare
verso Oriente, lasciando il Venerabile
sul bordo della strada

 
postato da: alp alle ore 11:14 | link | commenti (13)
categorie: scrittura
venerdì, febbraio 18, 2005

 

batti la pentola, shivtzel
che vedrai la gamba matta
muoversi da sola
le mucche cadere
dal cielo
e i gagji dell'imbianchino folle
spegnere  i mille soli che ci torturano 

postato da: alp alle ore 23:44 | link | commenti (2)
categorie: viaggi intorno al giardino

Il Congresso degli Stati uniti ha detto che la guerra gli era costata fino a qualche settimana fa 152 miliardi di dollari, aggiungiamo i soldi che costa agli inglesi, ai polacchi e anche alla nostra modesta spedizione.
Con un decimo di quella spesa si sarebbe alimentato un Iraq che dal saddamismo, già mezzo in frantumi, si sarebbe liberato senza invasioni.

La guerra è maledizione e morte e, sotto il profilo di un trapianto di democrazia, peggio che inutile.

Home > F > Fabrizio De Andrè > Volume I (1967) > La Canzone Di Barbara

Chi cerca una bocca infedele
che sappia di fragola e miele
in lei la troverà
Barbara
in lei la bacerà
Barbara.

Lei sa che ogni letto di sposa
è fatto di ortiche e mimosa
per questo ad un'alta età
Barbara
l'amore vero rimanderà
Barbara.

E intanto lei gioca all'amore
scherzando con gli occhi ed il cuore
di chi forse la odierà
Barbara
ma poi la perdonerà
Barbara.

E il vento di sera la invita
a sfogliare la sua margherita
per ogni amore che se ne va
lei lo sa
un altro petalo fiorirà
per Barbara. 
 

postato da: alp alle ore 17:38 | link | commenti (4)
categorie: canzoni

La nostra voce
"Chiedo a tutti quelli che hanno lottato con me di aiutarmi La mia vita dipende da voi, il popolo italiano deve aiutarmi. Fate pressioni sul governo per il ritiro delle truppe dall'Iraq. Questo popolo non vuole occupazione, non vuole truppe La situazione è veramente insopportabile per gli iracheni. Aiutatemi tutti voi a salvarmi. Ho sempre lottato con voi."
E' il drammatico messaggio della nostra Giuliana Sgrena In un video le prime immagini dopo 14 giorni di sequestro Giuliana piange e chiede aiuto alla famiglia e al compagno Parla da prigioniera, ma trova parole di pace: le sue Sono anche le nostre parole. E il nostro grido: salviamola

Giuliana Sgrena rapita in Iraq


Febbraio 17 18 19

Le iniziative del 17/02/2005

MASERA
» Il Comune di Masera promuove per questa sera un incontro-assemblea sulla figura di Giuliana e sul suo lavoro. L'appuntamento è alle 21 presso il Tendone del Centro fiera di Masera. Saranno presenti Luciana Castellina, per il manifesto, e un giornalista de Il Giorno
ROMA
» La Casa internazionale delle donne ha organizzato una fiaccolata per questa sera alle 19 davanti a Palazzo Chigi
TORINO
» Il “Comitato contro la guerra” , un folto cartello di associazioni e forze politiche e l’Associazione Stampa Subalpina, il sindacato piemontese dei giornalisti, hanno indetto a Torino per giovedì 17 febbraio dalle 18,30 alle 22 davanti alla Prefettura, in Piazza Castello, un presidio per la pace e la liberazione di Giuliana Sgrena. “Crediamo sia nostro dovere - e' scritto nella convocazione - testimoniare solidarietà a chi sta pagando un alto prezzo umano per assicurare ai cittadini il diritto ad essere informati. Ci sentiamo vicini alla famiglia, agli amici di Giuliana ed ai nostri colleghi del Manifesto che stanno vivendo ore terribili. Siamo con loro, prosegue la nota, come siamo al fianco dei colleghi francesi di Liberation che attendono notizia di Florence Aubenas, perché la libertà di stampa non conosce confini”.


Le iniziative del 18/02/2005

BOLOGNA
» Venerdì 18 febbraio 2005 alle ore 20,30 nella Sala del Baraccano a Bologna in Via Santo Stefano119, si terrà un importante convegno sulla legge delega per la revisione dei codici militari di pace e di guerra e l’adeguamento dell’ordinamento giudiziario. Ne discutono le onorevoli Elettra Deiana (gruppo Prc) e Silvana Pisa (gruppo Ds), della Commissione difesa della camera, Sara Menafra, giornalista del manifesto e Maria Carla Biavati, dei Berretti Bianchi e Donne in Nero. Al convegno era stata invitata anche Giuliana Sgrena, “una delle prime giornaliste a segnalare quanto stava avvenendo con questa legge”, si legge nella convocazione, e per questo “vogliamo dedicare a lei la serata con l’augurio che sia già tornata a casa”. Promosso da Donne in Nero di Bologna, con Arcilesbica, Associazione Orlando, Donne CGIL, Donne DS, Forum Donne di Rifondazione, il convegno vuole richiamare l’attenzione su una “ legge, che sta passando nel quasi totale silenzio, e che cerca di imbavagliare l’informazione ma anche l’opposizione alla guerra. Infatti chiunque faccia illecita raccolta, pubblicazione e diffusione di notizie militari, potrà essere sottoposto alla legge penale militare di guerra con conseguente applicazione di pesanti pene carcerarie”. “Se questa legge – spiegano ancora - fosse stata in vigore non si sarebbero potute dare notizie su Nassiriya, ma neanche sull’uranio impoverito e sulle conseguenze sullo stato di salute dei militari italiani: si parla infatti anche di notizie sullo stato sanitario delle forze armate”.
CECINA
» Venerdì 18 febbraio alle 11 si terrà un sit in mobile intorno al Comune di Cecina, in Piazza Carducci 18, dal quale partirà una delegazione che sarà ricevuta dal sindaco a nome dei cittadini a comunicare questa presa di posizione e la partecipazione unitaria alla manifestazione di sabato. Per informazioni anche per raggiungere Roma sabato: jeff hoffman 328 8077994 jeffhoffman@arci.it
LA SPEZIA
» Il Comune e la Provincia di La spezia, insieme a Cgil, Cisl e Uil e alle Associazioni del movimento pacifista hanno organizzato per oggi alle 18 una fiaccolata per Giuliana Sgrena e Florence Aubenas. L'appuntamento è a piazza del Bastione. "Florence e Giuliana - si legge nel volantino di convocazione - sono testimoni di un giornalismo di cultura e di indagine, con determinazione operano a favore della pace, del rispetto della vita umana e per il diritto dei popoli ad esistere". "Il rapimento dei giornalisti in Iraq alimenta il dibattito sull'opportunità di avere inviati in Iraq - continua il volantino - A nostro parere è giusto avere dei giornalisti in Iraq, giornalisti liberi, testimoni della realtà"
ROMA
» Il Comitato per la pace di Cinecittà invita i cittadini e le forze politiche e sociali a partecipare al sit in e all'incontro che si terrà a Roma Venerdì 18 febbraio alle ore 18 nella Sala consiliare del X Municipio, in Piazza di Cinecittà. “Il Comitato per la Pace di Cinecittà – si legge nell’appello - si schiera con tutti coloro che richiedono la liberazione immediata di Giuliana Sgrena, chiede il non proseguimento di una missione oramai dannosa e il ritiro immediato delle nostre truppe” e invita tutti ad appendere le bandiere della pace alle finestre e ai balconi


Le iniziative del 19/02/2005

TARANTO
» Sono decine le associazioni e i singoli cittadini che hanno promosso, in concomitanza con la manifestazione nazionale di Roma, un presidio da tenersi a Taranto, sotto la Prefettura, a partire dalle ore 16,30 di sabato 19, per chiedere la liberazione di Giuliana, di Florence e Hussein e per ribadire un secco ‘no’ alla guerra unitamente alla richiesta di ritiro del contingente italiano dall’Iraq. “La convocazione del presidio a Taranto nasce dal desiderio di partecipazione ampiamente diffuso anche tra quanti non potranno recarsi a Roma per partecipare al corteo nazionale”, scrivono sulla convocazione. Infoline: 338.7043878 - 328.2675296 – 347 8709696
TRIESTE
» Per tutti coloro che non potranno partecipare alla manifestazione di Roma l'appuntamento a Trieste è per sabato 19 alle 18.00 in piazza della Borsa per un fiaccolata. Per la liberazione di Giuliana; il ritiro del contingente italiano dall'Iraq, come è stato fatto da Paesi che inizialmente hanno partecipato all'occupazione
VARESE
» In concomitanza con la manifestazione nazionale a Roma indetta dal Manifesto per richiedere la liberazione di Giuliana Sgrena, sabato 19 febbraio 2005, a partire dalle ore 15,30 in Piazza Monte Grappa a Varese, le Donne in nero promuovono una manifestazione “per offrire a tutti/e un luogo per chiedere anche da qui la liberazione di Giuliana”. Nell’appello si chiede anche “alle associazioni, movimenti, sindacati e partiti del territorio di partecipare con significativa presenza , inviando le adesioni al seguente indirizzo donneinnerovarese@yahoo.it “
 Vi invitiamo a firmare e linkare ai vostri siti l’appello per la liberazione di Giuliana Sgrena e Florence Aubenas.

 

L’appello è tradotto in inglese, francese e spagnolo.

 

http://www.petitionspot.com/petitions/freevoicesfreedom

postato da: alp alle ore 06:11 | link | commenti (2)
categorie: manifestazioni
mercoledì, febbraio 16, 2005

 

Giuliana Sgrena rapita in Iraq

da "il manifesto" del 28 Settembre 2004

Per l'epatite e il tifo è strage di bambini
I grandi alleati Usa non demordono: dissidenti perseguiti, donne cancellate, nell'indifferenza dell'amministrazione Bush Ma arrivano i raid aerei Sadr City e Mahmudya: fogne a cielo aperto. Non c'è acqua che è fornita al 42% del fabbisogno. Nel 2003 l'epatite è aumentata del 70%
G. SGR., INVIATA A BAGHDAD    continua qui

da "il manifesto" del 01 Luglio 2004

INTERVISTA
Io, una donna torturata a Abu Ghraib
Incontro con Mithal, trascinata via insieme al figlio nel cuore della notte dai soldati americani, dopo un'irruzione nella sua casa, che verrà razziata. Una denuncia nata da una vendetta la condanna, senza processo, a ottanta giorni di orrore fra altre prigioniere, come lei torturate e seviziate. Nelle immagini su Internet, ha rivisto gli aguzzini     continua qui

GIULIANA SGRENA, INVIATA A BAGHDAD


postato da: alp alle ore 18:22 | link | commenti (4)
categorie: manifestazioni

LIBERIAMO LA PACE
Giuliana, Florence, Hussein
tutti gli ostaggi e il popolo iracheno

Manifestazione nazionale del 19 febbraio 2005


Centinaia le adesioni alla manifestazione proposta da il manifesto, si mobilitano anche gli operatori dell’informazione

Sono ormai centinaia le adesioni alla manifestazione proposta dal quotidiano il manifesto per il 19 febbraio. Associazioni e reti laiche e cattoliche (dall’Arci ad Emergency, dall’Agesci alla Tavola della pace, dal Forum del Terzo Settore all’Assopace, dal Gruppo Abele a Pax Christi, dai vari Fori Sociali alle Donne in Nero, dalle Acli a Legambiente, da Rete Lilliput ai francescani del Sacro Convento di Assisi….), testate (da L’Unità a Diario, da Europa a Liberazione, da Testimonianze a Carta…), sindacati (Cgil, Cisl e Uil, Fiom, sindacati di base, Rsu), partiti (l’Unione e molti dei partiti che ne fanno parte, con le loro organizzazioni giovanili), Enti locali (gli Enti locali per la pace, la rete del nuovo Municipio, singoli comuni), Ong (da un Ponte per… a Mani Tese a Save the Children…), organizzazioni di studenti.

E inoltre centinaia di singoli cittadini, politici, intellettuali, artisti e tantissimi operatori dell’informazione, che hanno sottoscritto un appello specifico e che sfileranno con un loro striscione.

L’appuntamento è quindi peril prossimo 19 febbraio a Roma, per dar vita aun corteo che partirà alle 14 da piazza della Repubblica, e si concluderàal Colosseo. Sono previsti gli interventi di Gabriele Polo, direttore de il manifesto, Giovanni Di Lorenzo, direttore di Die Zeit (la rivista a cui Giuliana collaborava) e Serge July, direttore di Liberation, il quotidiano di Florence Aubenas.

La manifestazione verrà chiusa da un concerto, per il quale hanno già dato la loro disponibilità Caparezza, Assalti Frontali, Tetes di Bois, Richi Gianco e Maurizio Camardi, Enzo Avitabile, Folkabestia, Jamal Ouassini, Noureddine, Rashmi Bhat, e probabilmente altre adesioni arriveranno nelle prossime ore.

Il sito del Comitato fermiamo la guerra (www.fermiamolaguerra.it) ospiteràle informazioni sulla manifestazione, i materiali di promozione,l’elenco delle adesioni, gli appelli internazionali. Sul sito, nella sezione “Documenti di adesione” è presente il testo dell’appello rivolto ai giornalisti con le prime adesioni.

E’ attiva una segreteria organizzativa (segreteria@mow.it) che dalle 9.30 alle 16 risponderà al numero 0641609503. Le adesioni vanno inviate a adesioni@mow.it.

 
postato da: alp alle ore 06:51 | link | commenti (4)
categorie: manifestazioni
martedì, febbraio 15, 2005

Intervista ad Alberto Garlini - Leggere negli occhi
"Alberto Garlini, nato a Parma nel 1969, è friulano d'adozione, vivendo ormai da diverso tempo a Pordenone. Ha esordito con il romanzo "Una timida santità", presso l'editore Sironi, vincitore di alcuni premi. In questa intervista ci parla del suo nuovo magnifico romanzo, "Futbol bailado", uscito per lo stesso editore: un affresco corale della vita italiana dal 1975 al 1982, con personaggi eccellenti quali Pasolini, Bertolucci, il mondo del calcio scommesse, San Francesco... Un romanzo di intensità straordinaria e bellezza profonda, che permette all'autore di raccontare la storia di allora come germe della storia di oggi".

Per vedere il filmato clicca qui!


 

postato da: alp alle ore 16:19 | link | commenti (1)
categorie: libri
domenica, febbraio 13, 2005


Home > G > Giuni Russo > Se Fossi Più Simpatica Sarei Meno Antipatica (1994) > Strade Parallele (Aria Siciliana)

(feat. Franco Battiato)

Duminica jurnata di sciroccu
Fora nan si pò stari
Pi ffari un pocu ‘i friscu
Mettu ‘a finestra a vanedduzza
E mi vaju a ripusari
Ah! Ah! ‘A stissa aria ca so putenza strogghi ‘u mo pinzeri
Ah! Ah! ‘U cori vola s’all’umbra pigghi forma e ti prisenti
nan pozzu ripusari.
‘U suli ora trasi dintr’o mari
e fannu l’amuri
‘un c’è cosa cchiù granni
tu si la vera surgenti
chi sazia i sentimenti
Ah! Ah! ‘A stissa aria ca so calura crisci e mi turmenta
Ah! Ah! ‘U cori vola sintennu sbrizzi d’acqua di funtana
‘ndo mo’ jardineddu mi piaci stari sula.
Ah! Ah! ‘A stissa aria ca so calura crisci e mi tormenta
Ah! Ah! ‘U cori vola sintennu sbrizzi d’acqua di funtana
‘ndo mo jardineddu mi piaci stari sulu
mi piaci stari sula

domenica, giornata di scirocco
fuori non si può stare
per fare un po' di fresco
chiudo gli scuri della finestra
e mi vado a riposare
ah ah la stessa aria con la sua forza scioglie il mio pensiero
ah ah il cuore vola se nella penombra prendi forma e mi appari
non posso riposare
il sole ora entra nel mare
e fanno l'amore
non c'è niente di più grande
tu sei la vera sorgente
che sazia i sentimenti
ah ah la stessa aria col suo calore cresce e mi tormenta
ah ah il cuore vola sentendo schizzi d'acqua di fontana
nel mio giardinetto mi piace stare solo
mi piace stare sola

(traduzione by sirenetta )

La sua figura
“Sai che la sofferenza d’amore non si cura, se non con la presenza della sua figura”: con la sua voce inconfondibile e lucente come limone sull’acciaio, Giuni Russo aveva interpretato tante volte questi versi struggenti di San Giovanni della Croce.
Oggi Giuni Russo è morta.
Malata da tempo, spesso sola, sempre enigmatica: Giuni aveva consacrato gli ultimi anni della sua vita, segnati dalla malattia e da un volontario esilio dal mondo, alla ricerca di una spiritualità rarefatta ed elevata, espressa da Santa Teresa d’Avila e dalla sua fede passionale e poetica: “e tanta è l’ansia d’uscir dal mio martòro, che mi sento morir perché non mòro”, diceva infatti la santa carmelitana.
Ora Giuni si è ricongiunta alla figura cui anelava, è uscita dal martirio che da tanti anni la tormentava: e il panorama musicale italiano, che spesso come una Medea divora i suoi figli, rimpiangerà la mancanza di questo usignolo da combattimento, di questa donna così piccola che sapeva interpretare i canti dell’Opera di Pechino, le tradizionali melodie giapponesi, le canzonette da Discoring e i più tenebrosi testi quaresimali.
“Io, nulla - dinanzi a te - oso fiorire”.
Ciao, Giuni. Noi non dimenticheremo.
Vanderbilt | 13:13
 
postato da: alp alle ore 16:11 | link | commenti (21)
categorie: canzoni

Da "La Beltà"
 
Sì, ancora la neve
 
 
"Ti piace essere venuto a questo mondo?"
 
Bamb.: Sì, perché c'è la STANDA".
 
Che sarà della neve
che sarà di noi?
Una curva sul ghiaccio
e poi e poi... ma i pini, i pini
tutti uscenti alla neve, e fin l'ultima età
circondata da pini. Sic et simpliciter?
E perché si è - il mondo pinoso il mondo nevoso -
perché si è fatto bambucci-ucci, odore di cristianucci,
perché si è fatto noi, roba per noi?
E questo valere in persona ed ex-persona
un solo possibile ed ex-possibile?
Hölderlin: "siamo un segno senza significato":
ma dove le due serie entrano in contatto?
Ma è vero? E che sarà di noi?
E tu perché, perché tu?
E perché e che fanno i grandi oggetti
e tutte le cose-cause
e il radiante e il radioso?
Il nucleo stellare
là in fondo alla curva di ghiaccio,
versi inventive calligrammi ricchezze, sì,
ma che sarà della neve dei pini
di quello che non sta e sta là, in fondo?
Non c'è noi eppure la neve si affisa a noi
e quello che scotta
e l'immancabilmente evaso o morto
evasa o morta.
Buona neve, buone ombre, glissate glissate.
Ma c'è chi non si stanca di riavviticchiarsi
graffignare sgranocchiare solleticare,
di scoiattolizzare le scene che abbiamo pronte,
non si stanca di riassestarsi
- l'ho, sempre, molto, saputo -
al luogo al bello al bel modulo
a cieli arcaici aciduli come slambròt cimbrici
al seminato d'immagini
all'ingorgo di tenebrelle e stelle edelweiss
al tutto ch'è tutto bianco tutto nobile:
e la volpazza di gran coda e l'autobus
quello rosso sul campo nevato.
Biancaneve biancosole biancume del mio vecchio io.
Ma presto i bambucci-ucci
vanno al grande magazzino
- ai piedi della grande selva -
dove c'è pappa bonissima e a maraviglia
per voi bimbi bambi con diritto
e programma di pappa, per tutti
ferocemente tutti, voi (sniff sniff
gran gnam yum yum slurp slurp:
perché sempre si continui l'"umbra fuimus fumo e fumetto"):
ma qui
ahi colorini più o meno truffaldini
plasmon nipiol auxol lustrine e figurine
più o meno truffaldine:
meglio là, sottomano nevata sottofelce nevata...
O luna, ormai,
e perfino magnolia e perfino
cometa di neve in afflusso, la neve.
Ma che sarà di noi?
Che sarà della neve, del giardino,
che sarà del libero arbitrio e del destino
e di chi ha perso nella neve il cammino
(e la neve saliva saliva - e lei moriva)?
E che si dice là nella vita?
E che messaggi ha la fonte di messaggi?
Ed esiste la fonte, o non sono
che io-tu-questi-quaggiù
questi cloffete clocchete ch ch
più che incomunicante scomunicato tutti scomunicati?
Eppure negli alti livelli
sopra il coma e il semicoma e il limine
si brusisce e si ronza e si cicala-ciàcola
- ancora - per una minima e semiminima
biscroma semibiscroma nanobiscroma
cose e cosine
scienze lingue e profezie
cronaca bianca nera azzurra
di stimoli anime e dèi,
libido e cupìdo e la loro
prestidigitazione finissima;
è così, scoiattoli afrori e fiordineve in frescura
e "acqua che devia
si dispera si scioglie s'allontana"
oltre il grande magazzino ai piedi della selva
dove i bambucci piluccano zizzole...
E le falci e le mezzelune e i martelli
e le croci e i designs-disegni
e la nube filata di zucchero che alla psiche ne vie?
E la tradizione tramanda tramanda fa passamano?
E l'avanguardia ha trovato, ha trovato?
E dove il fru-fruire dei fruitori
nel truogolo nel buio bugliolo nel disincanto,
dove, invece, l'entusiasmo l'empireirsi l'incanto?
Che si dice lassù nella vita,
là da quelle parti là in parte;
che si cova si sbuccia si spampana
in quel poco in quel fioco
dentro la nocciolina dentro la mandorletta?
E i mille dentini che la minano?
E il pino. E i pini-ini-ini per profili
e profili mai scissi mai cuciti
ini-ini a fianco davanti
dietro l'eterno l'esterno l'interno (il paesaggio)
dietro davanti da tutti i lati,
i pini come stanno, stanno bene?
 
Detto alla neve: "Non mi abbandonerai mai, vero?"
 
E una pinzetta, ora, una graffetta.


Andrea Zanzotto
   

postato da: alp alle ore 06:35 | link | commenti (2)
categorie: poesia
venerdì, febbraio 11, 2005

 

" Con quanta cura, allor che mi misi in viaggio.
riposi le mie povere cose sotto chiave
al sicuro, per poterle riavere
non toccate da truffaldine mani!

Ma tu, per cui i miei gioielli son bagatelle,
tu, mia massima consolazione e ora mio affanno,
mio più caro amore e dominante idea,
sei lasciato preda di ogni volgare ladro.

Io non ti ho serrato a chiave in nessun forziere
se non in quello dove non sei ( ma sento la tua presenza)
nel gentile serraglio del mio cuore,
dove puoi venire e andartene a tuo piacere.
 E anche là temo tu mi sia rubato,
perchè l'onestà stessa si fa ladra per tale palio:"

Sonetti. 48. Shakespeare

postato da: alp alle ore 20:25 | link | commenti (11)
categorie: poesia
giovedì, febbraio 10, 2005

Cronache

10 feb 21:48   Torino: autopsia per il clochard morto


TORINO - Sara' l'autopsia a chiarire le ragioni della morte di Luigi Troiano, il clochard 49enne originario di San Severo (Foggia), morto a Torino l'altra notte dopo un' iniezione fatta per calmarlo dagli operatori del 118. L'uomo, 49 anni, aveva trovato riparo dal freddo in un condominio e aveva dato in escandescenze all'arrivo prima del 113 e poi del 118. Con il sedativo si e' calmato del tutto, morendo. Il corpo senza vita del clochard si trova ora all' obitorio in attesa dell' autopsia. (Agr)

ci sono notizie che passano , che durano meno di uno spot televiso,e a loro nessuno dedicherà giornate della memoria, nè del ricordo

Se siamo tutti d'accordo nel sostenere che il valore della vita e  quello della non violenza devono essere affermati sopra e contro le ideologie
non di meno è necessario vedere la coerenza di chi difende cosa, perchè le parole sono pietre, e dietro al ricordo dei morti da rispettare
ci sono ragioni, complesse, da apprendere.
Perchè è la paura che, ovunque, porta alla chiusura di porte, alla guerra, alla violenza.
Questo mio modesto piccolo scritto vuole essere il mio contributo alla giornata del ricordo
per le cui spiegazioni rimando al bellissimo articolo di magris, pubblicato da harmonia, che condivido.

postato da: alp alle ore 22:15 | link | commenti (10)
categorie: memoria
mercoledì, febbraio 09, 2005

 mm, najat
vabbeh, le lettere non te le ricordi
di sillabe manco parlarne

Memoria, ce n'hai memoria?
no, dico, qua- dobbiamo capirci

Eh no,carina, uno dei due deve cambiare.

Si, lo so, tua figlia di nove anni mi telefona la sera per dirmi di
guardare la sua mamma, che lei c'ha tanto bisogno di imparare

Ma cara, le dico io, quella è ciuccia,capisci, ciuccia, mi farà venire i capelli bianchi..

Najat, Najattina..che ti costa, dai..ecchesarà mai cinque vocali, no?
Poi una sillabuccia, ops, e ci facciamo tutto l'italiano in un mese

lemuna, si, va beh, lemuna è come limone
la L, najat, L come li-mo-neeee
La-tte

 e lei che mi dice" bixlet..si najattona, come bicicletta
B, biro, biroooo

Naa, non è cossa, custa l'on ca custa, Savoia,
proviamo a cambiare tutto

Facciamo disegni geroglifici,eh..pane, casa, omo. no uo, uomo- omo
vabehh, Najat come vuoi tu

omo, ok, si be-ene, mi arrendo lo imparo io  il DeriJia, eh Najottina centoventichilidi tenerezza
Cosi poi ci parliamo, e non ci pensiamo piu..

Oddio, dimenticavo che per le lingue, non sono portato
Najat, se ti facessi dei disegnini, per spiegarmi?

postato da: alp alle ore 21:06 | link | commenti (7)
categorie:
sabato, febbraio 05, 2005

 avevo sentito parlare di un libro che. udite udite, era letto e preferito dai ragazzi 16/18enni.
Potevo evitare di leggerlo, sentendone parlare nel programma di radio3, guardando il libro, pensando, ecco, cosa ci sarà dentro, come avrà fatto
a farsi leggere dagli adolescenti, che magari tutto fanno, meno che passare il tempo a covarsi il piacere della lettura?

Allora mi sono deciso, l'ho comprato, l'ho quasi letto tutto, con estrema sofferenza, a cominciare dalle prime pagine, andando avanti, quasi finito.
No, io salvo tutto, se si legge, ma questo libro è per disarticolati mentali, questo libro è scrtitto per chi vuole fare una sceneggiatura di un film dei fratelli Vanzina..eh veramente, anche se lo leggessero, gli adolescenti, questo libro, non farebbe venire loro la voglia e il piacere della lettura.

Solo quello di comprarsi una vespa, una maglietta, un gelato..di vedersi una trasmissione tv,ascoltarsi un mp3..ma leggere,leggere

è altro.( ps. per la prima volta ho rischiato il coma da lettura irritante, ho bisogno di un antidoto efficace, rileggero' Pavese)

copertina
Tre metri sopra il cielo

Collana: Super Universale Economica
Pagine: 320
Prezzo: Euro 10


Premio Torre di Castruccio, sezione Narrativa e Saggistica 2004
Premio Insula Romana - Sezione giovani adulti 2004
In breve
Un libro di culto che è circolato in versione fotocopiata fra i giovani romani. Una grande storia d’amore. Da una parte i giovani, la vita di gruppo, le moto, le sfide, dall’altra i vuoti e i silenzi di famiglie infelici. Giulietta e Romeo, Gioventù bruciata, Love story. Un microcosmo di vite arrabbiate che cerca di staccarsi da terra. Un libro che è diventato un film (distribuzione Warner Bros).
Il libro
Le ragazze vestono Onyx, o qualunque sia l’ultima marca in fatto di body, parlano di Avant, di Marsan e delle mode dell’ultimo minuto. I ragazzi invece girano con il loro "Vitarino" o meglio con la Bmw lunga, magari fregata al papà. Le ragazze si preparano a incontrare il ragazzo della loro vita. I ragazzi si sfidano in prove di resistenza fisica, di velocità, di rischio. Fino all’ultimo respiro. Sullo sfondo di una frenetica vita di clan, di banda (il mitico gruppo dei budokani: Schello, Pollo, Lucone), Step e Babi si incontrano. Babi è un’ottima studentessa, Step (Stefano) è un violento, un picchiatore, uno che passa i pomeriggi in piazza davanti al bar con gli amici o in palestra e la sera sulla moto o nella bisca dove si gioca a biliardo. Appartengono a due mondi diversi, ma finiscono per innamorarsi. Non è un rapporto facile perché nessuno dei due cede facilmente. Eppure si trasformano. Babi sembra irriconoscibile agli occhi dei genitori. Step rivela aspetti che ben poco collimano con la sua immagine – faticosamente costruita – da superduro. E in effetti muscoli palestra e violenza nascondono un trauma, un nodo irrisolto che getta un’ombra scura sulla vita familiare di Step e sulla tormentata love story con Baby.
Tre metri sopra il cielo è un romanzo di vite quotidiane. C’è la noia, la fatica, la banalità dell’esistenza metropolitana. C’è l’adrenalina, la drammaticità dello scontro fisico, della prova di forza maschile. C’è un universo che da una parte guarda alle commedie romantiche adolescenziali e dall’altra al ritratto di giovinezze allo sbando così come le racconterebbe un Paolo Crepet.

postato da: alp alle ore 18:53 | link | commenti (18)
categorie: libri
venerdì, febbraio 04, 2005

 
Su Splinder Journal!!!!! (hanno accolto la mia/nostra segnalazione!)
da Ipanema | 17:00 | commenti (1) Torna su
Qualcosa di un po' più serio

Più di 40 blogger l'hanno già fatto: partecipa anche tu al gruppo spontaneo sulle adozioni a distanza!

Postato da: Redazione a 11:36 | link | |


Argomenti: Blog, Iniziative

 
postato da: alp alle ore 17:25 | link | commenti (2)
categorie: opinioni degli altri

desidero regalarti questa cosa, l'appoggio qui nei commenti, senza clamore, è roba da custodire:
Valore
Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finche' dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si e' risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varra' piu' niente e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordare di che.>br>Considero valore sapere in una stanza dov'e' il nord, qual'e' il nome del vento che sta asciugando il bucato,
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.
notte :)
...Erri De Luca ovviamente :)

Fiorile
00:22, 04 febbraio, 2005
Fio' questa è una delle prime poesie che regalai ad Alp quando aprii il blog...che bello sapere che piace anche a te :)
colfavoredellenebbie
00:44, 04 febbraio, 2005
 
postato da: alp alle ore 07:27 | link | commenti (1)
categorie: poesia
mercoledì, febbraio 02, 2005

Lettera di Erri De Luca
a Gianmaria Testa
per il suo album Altre latitudini

Per Gianmaria,
La tua voce s’arrampica a un balcone, soffia all’amato le parole da dire all’ affacciata. La tua voce è Cyrano nascosto nel giardino che insegna al maschile smemorato come bussare a un bacio di ragazza. Sono sillabe di pioggia, da levarsi la giacca e appoggiarla sulle spalle scoperte di una donna, una delle poche mosse sacre in dote a un uomo.
Le tue canzoni servono a un ragazzo per improvvisarsi uomo, servono a un uomo per tornare ragazzo. Una donna sospira : fosse vero. Finché canti è vero e poi per altri cinque minuti dura l’effetto di raccolta dei frantumi maschili ; stanno di nuovo insieme l’adulto e il rompicollo. Finché canti ecco di nuova una sagoma d’uomo nella stanza, al bavero ha messo il fiore dell’ortica, in cima alla camicia una farfalla vera. Allaccia il braccio attorno alla ragazza, accenna a un valzer, lo rigira in tango, splende la coppia, numero chiuso sigillato a musica.
Profumo di balli di una volta la tua canzone di oggi. Uomo e donna accostano gli zigomi per fingere di dirsi una parola, si odorano i capelli, accostano il respiro alla curva del collo. I balli di una volta permettevano abbracci con la scusa di una danza in pista.
Niente altro che amori, polpa scoperchiata da un coltello che scortica, sbuccia, e sotto, il frutto è bianco. Solo amori, il loro passo a due disturba, distoglie : due innamorati vanno, dietro a loro si accodano le occhiate di noi altri soldati costretti dentro i ranghi, invece di sbandare, sbottonare il colletto e darsi da correre.
Niente altro che fiori, compratene un mazzetto, portatelo sudati, trafelati, alla creatura preferita, amata.

Erri De luca

 La

Un transatlantico di carta ti regalerò

Mi                    La

quando dovrai partire

                        Mi            La            Mi

e un capitano con le mani lo navigherà

                                    La

da questo ad un altro mare

 

La

un transatlantico di carta ti regalerò

Mi                    La

e un aeroplano a vela

                        Mi            La            Mi

ed un pilota con gli occhiali lo piloterà

                                    La

da questo a un altro cielo

 

Mi

E un canarino canterino addomesticherò

                        La

per le giornate scure

                                    Mi     La      Mi

di quando il mare e il cielo dicono di no

                             La

e non si può viaggiare

 

Mi

E un canarino canterino addomesticherò

                        La

per le giornate scure

                                    Mi     La      Mi

di quando il mare e il cielo dicono di no

                             La

e non si può viaggiare

 

La

Una bandiera senza segni ti regalerò

Mi                    La

quando dovrai partire

                        Mi            La            Mi

e il vento forte di levante la sventolerà

                        La

che si potrà vedere

 

La

una bandiera senza segni ti regalerò

Mi                    La

e una clessidra d'oro

                        Mi            La            Mi

quando la sabbia del deserto la trascorrerà

                        La

ti potrai riposare

 

Mi

E un canarino canterino addomesticherò

                        La

per le giornate scure

                                    Mi     La      Mi

di quando il vento e il tempo dicono di no e non si   

    La

può tornare
 Mi

E un canarino canterino addomesticherò

                        La

per le giornate scure

                                    Mi     La      Mi

di quando il vento e il tempo dicono di no e non si       

      La

può più tornare

 

La

Un transatlantico di carta ti regalerò

Mi                    La

quando dovrai partire

                        Mi            La            Mi

e un capitano con le mani lo navigherà

                                    La

da questo ad un altro mare

 

Mi

E un canarino canterino addomesticherò

                        La

per le giornate scure

                                    Mi     La      Mi

di quando il mare e il cielo dicono di no

                             La

e non si può viaggiare

 

Mi

E un canarino canterino addomesticherò

                        La

per le giornate scure

                                    Mi     La      Mi

di quando il vento e il tempo dicono di no e non si    

  La

può tornare

 

Mi

E un canarino canterino addomesticherò

                        La

per le giornate scure

                                    Mi     La      Mi

di quando il mare e il cielo dicono di no

                             La

e non si può viaggiare
 
Trascritta da Mattew - spartiti@mbutozone.it 
 

postato da: alp alle ore 19:26 | link | commenti (17)
categorie: canzoni