Alp, il battelliere

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mercoledì, dicembre 29, 2004

preghiera a mezza voce, per un enigma in forma di mare.

Dunque, qualsiasi parola, è di troppo
Pero' c'erano quelli che depredavano i cadaveri

Dunque, qualsiasi parola è superflua
pero', se le assicurazioni trovassero interesse
a costruire una rete di monitoraggio

Dunque, non si parli di Uomo, Natura, Dio
per favore
anche se qualche vip c'era com'è che non si ha notizia della loro..cattiva sorte

Dunque, 2/3 dell'umanità non ha mai usato il telefono
e un terzo non sa che cosa sia l'elettricità
per favore, dunque, non si parli di..

E dopo Il potere salvifico a cui ci affidiamo
sempre quando la paura è così grande
da non saper trovar parola
e solo il definirla ci richiama immagini
di una moviola - terrifica

2 terzi delle vittime
erano bambini

Dunque, qualsiasi paragone è di troppo
e continuiamo a vivere dimezzati
e dopo le immagini di guerra
le immagini dell'arca travolta

Dunque, che si aspetta, da parte di qualcuno
a dimettersi dal genere umano?

No, da soli non smetteranno, e saranno li'
a dichiarare l'ennesima guerra umanitaria

Non ci resta che sperare che le assicurazioni
aumentino i loro affari
risparmiando qualche vita in più

Oppure..smettere di accettare
di trovare normale
di parlare dimessi e non rinunciare
a una pubblicità, a una serata veglione
senza sentirti un coglione.

aggiornamenti del 30-12-04:

Blair resta in vacanza in Egitto, ha diritto a un pò di riposo

Alcuni comuni italiani e la Germania hanno deciso di sospendere i festeggiamenti del Capodanno e devolvere i soldi

alle vittime del maremoto

Donazioni per l'Oceano Indiano


Unicef; Islamic Relief; Cidi; Croce Rossa; Save the Children; Caritas; Medici senza Frontiere.

 

























postato da: alp alle ore 23:01 | link | commenti (26)
categorie: cronache del dopo bomba
martedì, dicembre 28, 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

l'ultimapoesia di Rachel Corrie

l'ultimo dell'anno, dedicato a lei

Questo è un momento perfetto/è un momento
perfetto per molte ragioni/ma soprattutto
perchè tu ed io/ ci stiamo svegliando
dalla nostra complicità sonnambula, tonta, ciucciadito
con i maestri dell'illusione e della distruzione.

Grazie a loro, da cui fluiscono queste benedizioni
dolorose,/ ci stiamo svegliando. (¡­)
Le loro guerre e torture,/ i loro diavoli e confini
estinzioni di specie/e malattie nuove di zecca
il loro spiare e mentire/ in nome del padre,

sterilizzando semi/ e brevettando l'acqua,
rubando i nostri sogni e/ cambiando i nostri
nomi,/i
loro brillanti spot pubblicitari,/ le loro
continue prove generali/ per la fine del mondo. (¡­)

Grazie a loro, da cui trasudano questi spaventosi
insegnamenti,/ ci stiamo svegliando. (¡­)
E come il cielo e la terra si incontrano,/ come il
sogno e la veglia si mescolano,/come il paradiso
e gli inferi si intersecano
,/ notiamo il fatto
esilarante e scioccante/ che
tocca a noi decidere
-tocca a noi decidere, a me e a te come
costruire un mondo nuovo di zecca.

Non in qualche lontano futuro o luogo distante

ma proprio qui ed ora

Così sono radicalmente curiosa, compagni miei
creatori sul serio in delirio: visto che tocca
a noi/ costruire un Mondo Nuovo di zecca,

da dove cominciamo? (¡­)

Quali domande ci alimenteranno?

Eccotene una:/ nel Mondo Nuovo/ saprai
con tutto te stesso/ che la vita è pazzamente
innamorata di te-/ la vita è selvaggiamente
e innocentemente innamorata di te.

Nel Nuovo Mondo/ saprai al di là di ogni dubbio
che migliaia di alleati nascosti/ stanno dandosi
da fare per farti diventare/ quella bellissima
curiosa creatura/ cui sei destinato per nascita.

Ma poi arriva la domanda fatale:/ l'amore con
cui la vita eternamente ti inonda/ non è stato
corrisposto al suo meglio,/ ma c'è ancora modo
per mostrarsi più´ espansivi,/ se la vita è selvaggiamente
e innocentemente innamorata di te,
sei pronto a cominciare ad amare la vita così
come essa ti ama?

Nel Nuovo Mondo, lo farai

































postato da: alp alle ore 14:22 | link | commenti (12)
categorie: poesia
lunedì, dicembre 27, 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Negra? Non si vede?
Cantante? Ascoltami e vedrai
Puttana? Sì, ho fatto anche quello
E bevo anche come quattro uomini
Non mi fai paura, ho suonato in posti peggiori di questo
In bar di cow boys nel sud dove mi sputavano addosso
In una città dove il giorno stesso avevano linciato un nero
A New Orleans dove un diavolo alla moda
Ogni sera mi regalava fiori di droga
E a Chicago mi innamorai di un trombettista sifilitico
E all’uscita del night mi hanno spaccato la bocca
Sotto la pioggia da una stazione all’altra
Lady sings the blues

Negra? Sì, ma ci sono abituata
Cantante? Canto come una gabbia di uccelli
Note gravi e alte, e tutto il repertorio
Posso svolazzare come quelle belle cantanti dei film
E poi posso piantarti una ballata nel cuore
Vuoi strange fruit? Vuoi midnight train?
Posso cantartela anche da ubriaca
O con un coltello nella schiena
O piena di whisky e altro, perché sono una santa
E il mio altare è nel fumo di questo palco
Dove Lady sings the blues

Negra? Negra e bellissima, amico
Cantante? Non so fare altro
Puttana? Beh sì ho fatto anche quello
E bevo come quattro uomini
Non toccarmi o ti graffio quella bella bianca faccia
Posate il bicchiere, aprite quel poco che avete di cuore
State zitti e ascoltate io canto
Come se fosse l’ultima volta
Fate silenzio, bastardi e inchinatevi
Lady sings the blues

E quando tornerete a casa dite
Ho sentito cantare un angelo
Con le ali di marmo e raso
Puzzava di whisky era negra puttana e malata
Dite il mio nome a tutti, non mi dimenticate
Sono la regina di un reame di stracci
Sono la voce del sole sui campi di cotone
Sono la voce nera piena di luce
Sono la lady che canta il blues
Ah, dimenticavo... e mi chiamo Billie

Billie Holiday (Stefano Benni)









































postato da: alp alle ore 18:48 | link | commenti (9)
categorie: canzoni

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SUMMERTIME

Summertime an' the living is easy,
Fish are jumpin' an' the cotton is high.
Oh yo' daddy's rich, an' yo' ma is good lookin',
So hush, little baby, don' yo' cry.


One of these mornings you goin' to rise up singin'
Then you'll spread yo' wings an' you'II take the sky.
But till that mornin' there's a nothin' can harm you
With Daddy and Mammy standin' by.
TEMPO D'ESTATE

Tempo d'estate e la vita è facile,
I pesci saltano e il cotone è alto.
Ah il tuo papà è ricco e la tua mamma è bella,
Dunque taci piccolino e non piangere.


Una di queste mattine ti sveglierai cantando,
Poi aprirai le tue ali e ti alzerai in cielo.
Ma fino a quella mattina non c'è nulla che ti possa nuocere
Con il papà e la mamma vicini a te.


G. Gershwin: Summertime. Scritto da Gershwin per l'opera " Porgy and Bess "
è diventato un classico del Repertorio jazzistico.

Chi canta qui..è Billie Holliday



















postato da: alp alle ore 18:21 | link | commenti
categorie: canzoni
domenica, dicembre 26, 2004

Via del Campo
Fabrizio de André

Via del Campo c'è una graziosa
gli occhi grandi color di foglia
tutta notte sta sulla soglia
vende a tutti la stessa rosa.

Via del Campo c'è una bambina
con le labbra color rugiada
gli occhi grigi come la strada
nascon fiori dove cammina.

Via del Campo c'è una puttana
gli occhi grandi color di foglia
se di amarla ti vien la voglia
basta prenderla per la mano

e ti sembra di andar lontano
lei ti guarda con un sorriso
non credevi che il paradiso
fosse solo lì al primo piano.

Via del Campo ci va un illuso
a pregarla di maritare
a vederla salir le scale
fino a quando il balcone ha chiuso.

Ama e ridi se amor risponde
piangi forte se non ti sente
dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior
dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior.


 
























postato da: alp alle ore 23:26 | link | commenti (6)
categorie: canzoni
mercoledì, dicembre 22, 2004

NON INSEGNATE AI BAMBINI

Non insegnate ai bambini
non insegnate la vostra morale
è così stanca e malata
potrebbe far male
forse una grave imprudenza
è lasciarli in balia
di una falsa coscienza.

Non elogiate il pensiero
che è sempre più raro
non indicate per loro
una via conosciuta
ma se proprio volete
insegnate soltanto la magia della vita.

Giro giro tondo cambia il mondo.

Non insegnate ai bambini
non divulgate illusioni sociali
non gli riempite il futuro
di vecchi ideali
l' unica cosa sicura
è tenerli lontano
dalla nostra cultura.

Non esaltate il talento
che è sempre più spento
non li avviate al bel canto,
al teatro alla danza
ma se proprio volete
raccontategli il sogno di
un' antica speranza.

Non insegnate ai bambini
ma coltivate voi stessi
il cuore e la mente
stategli sempre vicini
date fiducia all' amore
il resto è niente.

Giro giro tondo cambia il mondo
giro giro tondo cambia il mondo.

Giorgio Gaber






























postato da: alp alle ore 22:58 | link | commenti (29)
categorie: canzoni

1973» Storia di un impiegato «Al ballo mascheratoFabrizio De André

Cristo drogato da troppe sconfitte
cede alla complicità
di Nobel che gli espone la praticità
di un eventuale premio della bontà.
Maria ignorata da un Edipo ormai scaltro
mima una sua nostalgia di natività,
io con la mia bomba porto la novità,
la bomba che debutta in società,
al ballo mascherato della celebrità.
Dante alla porta di Paolo e Francesca
spia chi fa meglio di lui:
lì dietro si racconta un amore normale
ma lui saprà poi renderlo tanto geniale.
E il viaggio all'inferno ora fallo da solo
con l'ultima invidia lasciata là sotto un lenzuolo,
sorpresa sulla porta d'una felicità
la bomba ha risparmiato la normalità,
al ballo mascherato della celebrità.
La bomba non ha una natura gentile
ma spinta da imparzialità
sconvolge l'improbabile intimità
di un'apparente statua della Pietà.
Grimilde di Manhattan, statua della libertà,
adesso non ha più rivali la tua vanità
e il gioco dello specchio non si ripeterà
"sono più bella io o la statua della Pietà"
dopo il ballo mascherato della celebrità.
Nelson strappato al suo carnevale
rincorre la sua identità
e cerca la sua maschera, l'orgoglio, lo stile,
impegnati sempre a vincere e mai a morire.
Poi dalla feluca ormai a brandelli
tenta di estrarre il coniglio della sua Trafalgar
e nella sua agonia, sparsa di qua, di là,
implora una Sant'Elena anche in comproprietà,
al ballo mascherato della celebrità.
Mio padre pretende aspirina ed affetto
e inciampa nella sua autorità,
affida a una vestaglia il suo ultimo ruolo
ma lui esplode dopo, prima il suo decoro.
Mia madre si approva in frantumi di specchio,
dovrebbe accettare la bomba con serenità,
il martirio è il suo mestiere, la sua vanità,
ma ora accetta di morire soltanto a metà,
la sua parte ancora viva le fa tanta pietà,
al ballo mascherato della celebrità.
Qualcuno ha lasciato la luna nel bagno
accesa soltanto a metà
quel poco che mi basta per contare i caduti,
stupirmi della loro fragilità,
e adesso puoi togliermi i piedi dal collo
amico che mi hai insegnato il "come si fa"
se no ti porto indietro di qualche minuto
ti metto a conversare, ti ci metto seduto
tra Nelson e la statua della Pietà,
al ballo mascherato della celebrità.



























































postato da: alp alle ore 22:17 | link | commenti (1)
categorie: canzoni


Modena City Ramblers > ¡Viva La Vida, Muera La Muerte! (2004) > I Cento Passi

"Sei andato a scuola, sai contare?" "si so contare"
"E sai camminare?" "so camminare" "E contare e camminare insieme lo sai fare?"

"credo di si"
"Allora forza, conta e cammina.. 1,2,3,4.." "ma dove stiamo andando?" "..conta e

cammina..95,96,97,98,99,100..lo sai chi ci abita qui?
U zu Tano ci abita qui.. cento passi ci sono da casa nostra, cento passi"
(dal film I Cento Passi di M.T. Giordana sulla storia di Peppino Impastato)

Nato nella terra dei vespri e degli aranci, tra Cinisi e Palermo parlava alla sua radio..
Negli occhi si leggeva la voglia di cambiare, la voglia di Giustizia che lo portò a

lottare..
Aveva un cognome ingombrante e rispettato, di certo in quell'ambiente da lui poco

onorato..
Si sa dove si nasce ma non come si muore e non se un'ideale ti porterà dolore..
"Ma la tua vita adesso puoi cambiare solo se sei disposto a camminare, gridando

forte senza aver paura
contando cento passi lungo la tua strada"..
Allora.. 1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!

"Noi ci dobbiamo ribellare" (dal film)

Poteva come tanti scegliere e partire, invece lui decise di restare..
Gli amici, la politica, la lotta del partito.. alle elezioni si era candidato..
Diceva da vicino li avrebbe controllati, ma poi non ebbe tempo perchè venne

ammazzato..
Il nome di suo padre nella notte non è servito, gli amici disperati non l'hanno più

trovato..
"Allora dimmi se tu sai contare, dimmi se sai anche camminare, contare, camminare

insieme a cantare
la storia di Peppino e degli amici siciliani"..
Allora.. 1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!

Era la notte buia dello Stato Italiano, quella del nove maggio settantotto..
La notte di via Caetani, del corpo di Aldo Moro, l'alba dei funerali di uno stato..
"Allora dimmi se tu sai contare, dimmi se sai anche camminare, contare, camminare

insieme a cantare
la storia di Peppino e degli amici siciliani"..
Allora.. 1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!

"E' solo un mafioso, uno dei tanti"
"E' nostro padre" "mio padre, la mia famiglia, il mio paese.. ma io voglio fotter.. mene
io voglio scrivere che la mafia è una montagna di m.. erda, io vog
























postato da: alp alle ore 20:08 | link | commenti (2)
categorie: memoria
martedì, dicembre 21, 2004

 agli amici incontrati..(alp)

 

 

 

 

 

Amore a prima vista

Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
E' bella una tale certezza
ma l'incertezza è più bella.

Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?

Vorrei chiedere loro
se non ricordano -
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole?
uno "scusi" nella ressa?
un "ha sbagliato numero" nella cornetta?
- ma conosco la risposta.
No, non ricordano.

Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.

Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.

Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla all'altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla
tra i cespugli dell'infanzia?

Vi furono maniglie e campanelli
in cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.

Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.

(Wislawa Szymborska, La fine e l'inizio, Scheiwiller)









































postato da: alp alle ore 11:01 | link | commenti (26)
categorie: poesia
sabato, dicembre 18, 2004

Kafka voleva essere annoverato tra gli uomini comuni. Il limite della comprensione gli si parava dinanzi ad ogni piè sospinto. E a lui piaceva farlo sentire agli altri. Talvolta non pare molto lontano dall’affermare insieme col grande inquisitore di Dostoevskij: “Ci troviamo dunque davanti a un mistero che non possiamo comprendere. E appunto perché è un enigma avevamo il diritto di predicarlo, di insegnare agli uomini che quel che conta non è la libertà né l’amore, bensì l’enigma, il segreto, il mistero, cui devono assoggettarsi… senza riflettere e anche contro la loro coscienza”.
 

(W. BENJAMIN, Angelus Novus).



postato da: alp alle ore 13:08 | link | commenti (17)
categorie: libri
venerdì, dicembre 17, 2004

'La nina santa' e la claustrofobia dei sentimenti

Lucrecia Martel, già autrice de "La Cienaga", racconta di una coppia di adolescenti che fa i conti con l'età, con Dio e il diavolo. La pellicola argentina prodotta da Almodovar esce nelle sale italiane il 10 dicembre


Ne 'La nina santa' - pellicola argentina prodotta nientemento che da Almodovar - di Lucrecia Martel, gia' autrice de 'La Cienaga' racconta di una coppia di adolescenti di La Cienaga, un paese del nordest, fa i conti con l'eta', con Dio e il diavolo; con la vocazione mandata a memoria, insegnata * ma non e' un controsenso... * e con la sodomia, praticata come 'rimedio' alle relazioni prematrimoniali, queste si' assolutamente da evitare * e vai coi controsensi... - .
Amalia, una delle due, cerca qualcosa, cerca di capirci qualcosa, al di la' della tempesta ormonale, ma restera' delusa dall'uomo che le si struscia addosso in strada, corteggia sua madre * sulla quarantina con tanti rimorsi e qualche taboo * e poi torna al menage familiare.
Claustrofobia dei sentimenti quella della Martel, che quando trasforma in immagini questo concetto, perde di vitalita' dietro un ordito di inquadrature studiate e perfette, stilisticamente parlando, ma che poco lasciano al pathos - quello vero - che uno scontro generazional-sessuale, richiederebbe, soprattutto se rapportato ad un bigottismo galoppante e ad un totale vuoto sentimentale. Che la pellicola sfiora non si sa bene se volutamente. E la voglia di comunicare?

fonte: http://redazione.romaone.it/4Daction/Web_RubricaNuova?ID=61377&doc=si

non mi è piaciuto, nella mia personale recensione usante solo tre simboli, si. ma e no..questo è un film No

lento, aggrovigliato, con due sole scene da salvare..ma non salvano il film: Brava la ragazza.








postato da: alp alle ore 06:46 | link | commenti (7)
categorie: cinema
mercoledì, dicembre 15, 2004

*°*   JOHN DONNE   *°*

 

My face in thine eye, thine in mune appears,
    And true plain hearts do in the faces rest;
Where can we find two better hemispheres
Without sharp North, without declining West?
What ever dies, was not mixt equally;
If our two loves be one, or thou and I
    Love so alike that none do slacken, none can die.

P. VALDUGA (ed. SE 1985)

 

Nei tuoi occhi il mio volto e il tuo nei miei,

e nei volti riposano cuori leali e puri.

Dove emisferi migliori troverei

senza Ovest calanti, senza Nord duri?

Non fu unito equamente ciò che muore;

se i nostri amori sono un solo amore

o uguali durano, dei due nessuno muore.

C. CAMPO (ed. Einaudi 1971)

Nel tuo occhio il mio volto, il tuo nel mio

si specchia e cuori semplici e fedeli

riposano nei nostri volti: dove

trovare due più limpidi emisferi

senza Nord affilato, Ovest caduco?

Equamente non fu mischiato ciò che muore,

se i nostri amori sono uno e tu

ed io così fratelli nell'amore

che né l'uno né l'altro può mancare o morire







postato da: alp alle ore 23:23 | link | commenti (10)
categorie: poesia

L'autore del libro porta lo stesso nome di chi scrisse "chi rinuncia alla libertà per raggiungere la sicurezza non merita nè la libertà nè la sicurezza".
Nel titolo c'è qualcosa di quotidiano,di non portato a termine,di non conseguimento di un risultato positivo.
Pochini questi indizi, per raggiungere il risultato della giusta soluzione!...appunto in linea con la storia stessa del libro...può considerarsi un altro indizio?
A presto
Pami





postato da: rogermifflin alle ore 20:49 | link | commenti (1)
categorie: opinioni degli altri
martedì, dicembre 14, 2004

Allora, si batte la fiacca nel carrozzone, eh?

Oggi vi ho portato un bel libro, ma mica posso dirvi il titolo così..
Non sarebbe neanche giusto,  a persone così preparate.

Il suo autore non è un minimo, e piu' che Carlo, diciamolo familiare.
nel titolo del libro c'è qualcosa di molto vasto, e duro e definitivo.

Che dite, tre indizi non fanno una prova..già il genere del libro s'avvicina..E fanno quattro.

Di che libro parlo, orsù..chi ci prova?

(fa una riverenza, e scompare.)



postato da: rogermifflin alle ore 23:59 | link | commenti (1)
categorie: opinioni degli altri

" Cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno,e farlo durare, e dargli spazio" I.Calvino. Le città invisibili.

MILANO, LA NOMADE CERCAVA VESTITI NEL CONTENITORE CARITAS
Schiacciata dal coperchio del cassonetto
Aveva 15 anni. L’ha scoperta un passante: sembrava un manichino




postato da: alp alle ore 12:49 | link | commenti (7)
categorie: cronache del dopo bomba
lunedì, dicembre 13, 2004

Un progetto di Circolo dei Lettori
"Leggere.. che passione"


Un progetto che è stato realizzato da alcune associazioni e sperimentato in alcuni
Centri territoriali Permanenti per la formazione continua degli adulti, italiani e stranieri.
Riunire alcune persone e leggere insieme uno o più libri, arrivando alla scelta dei testi sulla base degli interessi del gruppo.

Credo sia importante diffondere la passione della lettura, innzanzituttto creando occasioni di incontro tra le persone e i libri..e poi scoprendo strade di accesso all'interno del bosco narrativo, in modo che le persone non si perdano.

Giovedi dovro' andare a parlare del progetto all'assesore alla cultura e alla sindaco di una cittadina in provincia di Torino, i locali ci sarebbero, vedremo le disponibilità.

Odio scrivere relazioni, se avete voglia di aiutarmi potete partecipare in molti modi:

segnalandomi progetti sulla lettura( concreti, di base, per adulti) basati su la lettura come passione da accendere e alimentare. Non amo la cultura come dovere, sforzo, sacrificio.

La lettura può essere la costruzione di una relazione, tra due persone attraverso un libro.
Guardare, ascoltare..riflettere.

Ah..un libro segnalato da voi per accendere l'attrazione fatale?
Grazie, a chi vorrà farlo..

documentazione progetti reperiti
http://www.romamultietnica.it/inside.asp?id=147 (grazie, ziganka)

http://www.comune.roma.it/cultura/biblioteche/concorsi/biblioteche_di_roma/home.htm( i lettori in biblioteca scelgono i libri)






















postato da: alp alle ore 10:52 | link | commenti (18)
categorie: libri
venerdì, dicembre 10, 2004

LE INTERVISTE POSSIBILI:

(Interviste sulla passione della lettura a persone
tra 0 e 20 anni
tra 20 e 40 anni
oltre i 40 anni)

ALP a Stazitta donna, italiana, oltre i 40 anni

domanda: In genere come riesci a scegliere un libro che ti "cattura"?
risposta: Non ho nessuna capacità specifica. Di solito l'incontro è casuale, ma una volta avvenuto non me ne stacco più, dall'autore intendo.
d.: Va beh, ci sono trame particolari che ti catturano più di altre?
r.: Sì, per esempio i romanzi introspettivi.
d.: Puoi citarmene uno, come esempio?
r.: Vedi, ho cominciato leggendo Pirandello e sono rimasta fissata lì, ho fatto viaggi avanti e indietro nel tempo, ma è l'intimo dell'uomo che mi interessa, vuoi gli autori?
d.: No, io non ho letto quasi niente di Pirandello, secondo te cosa mi sono perso?
r.: Il viaggio nella pazzia.
d.: Adesso una domanda difficile. Io ho trovato una donna, la Yourcenar, che nelle Memorie di Adriano e nell'Opera al nero ha dimostrato di saper rappresentare in modo molto sottile il punto di vista maschile. Secondo te, Pirandello che punto di vista ha rappresentato nelle sue opere?
r.: A mio parere entrambi, comunque sì, forse era più attratto dalla rappresentazione del mondo mentale della donna. No, non saprei fare distinzioni. Ripeto, entrambi.
d.: Domanda facile facile, adesso....Sai quando uno dice "eh, non ho tempo, riesco a leggere solo d'estate" com'è che invece, quando un libro ti acchiappa, poi il tempo lo trova?
r.: ....domanda che contiene già la risposta...per me, quando il tempo del quotidiano ti soffia sul collo, l'unica possibilità è essere invasi da un'ansia superiore (andare avanti a leggere), che la spunta.

(Sentiti ringraziamenti a Stazitta per la disponibilità....)(ovviamente l'intervista è reale, e i suoi contenuti anche)

altre interviste a melusina, colfavoredellenebbie, lam, momi. flor, sirenetta, spuma, augusta, gardenia, dolittle, lainus















postato da: alp alle ore 17:40 | link | commenti (11)
categorie: libri
mercoledì, dicembre 08, 2004

Gli aironi


Sotto un portico di casermone popolare
due vecchi camminano, tenendo a braccetto
l'abitudine e le strade

Lei ha un'impermeabile grosso a sembrare cappotto
lui una giacca bastante, e per il freddo calzerotti di lana
di lei, ultima moda, olè.

Ricco menù, la sera, gallette nel latte
o formaggio e fette di pane.

"Oggi abbiamo mangiato proprio come si usava alla vigilia,
pasta e broccoli con le acciughe"

Quando ha aperto la finestra, per cambiare l'aria
ho visto uscire le masserie del sud, la loro gioventù
come se stessero su una gamba, quella non malata,
aironi in attesa di svernare, nei ricordi.

 











postato da: alp alle ore 09:29 | link | commenti (16)
categorie: poesia
martedì, dicembre 07, 2004

Un'occasione di vento

Vento, negli occhi dei gufi, come vecchi Sufi
veggente cieca di un gioco datato

Vento, largo in cerchi,abbracci nelle fessure
delle persone invisibili, senza poteri, senza linguaggi
che escono di notte, dormono di giorno, spirano
ricordati dai pochi

Vento stretto, difficoltà di parlarsi
difficile a capirsi
pure con sue ragioni da cercare
pochi ingressi, difficili a dirsi

Vento incerto, carico di incendi
non sa se levarsi
attende
misconosce orizzonti, cieli, proclami
s'alza per uno scherzo, si cheta con un sorriso,
sfuggito.

 













postato da: alp alle ore 21:52 | link | commenti (2)
categorie: poesia

Cuccuruccù Paloma...

Circondato da inconsuete carezze
l'albero distese i suoi rami
fino a toccare suolo con zampe di gufi e barbagianni

Si guardarono attorno, fissarono la luna
un ranocchio finse di scappare

A quel momento ,cerimonia imprevista, dai rami si porse
finissima tela, argentea odorosa

Ritrasse: i suoi rami, la collana, la gemma
impreziositi dal pasto di uccelli, rapaci

Inghiottita la luna, tornò
un nuovo canto.







postato da: alp alle ore 08:18 | link | commenti (4)
categorie: poesia
domenica, dicembre 05, 2004

" O giorno, sorgi!

Gli atomi danzano,

le anime, perse nell'estasi,

danzano;

sussurrerò alla tua orecchia

dove trascina la danza.

Gli atomi dell'aria

e del deserto, tutti

sappilo, sono come

degl'insegnanti.

Ogni atomo, felice o miserabile,

è folle, di quel Sole

di cui nulla si può dire.

[RÛMÎ,Odi]

Lam

Un ponte tra cielo e terra

La trance (wajd) raggiunta attraverso la musica ha un ruolo importantissimo nella ricerca di Dio, scopo ultimo della pratica religiosa del Sufismo.

Possiamo infatti considerare il Sufismo come la tendenza che “mira alla comunione diretta tra Dio e l’uomo” (Trimingham 1971), dove, attraverso il sama (“ascolto”) la cerimonia religiosa fatta di preghiera musica e danza, si raggiunge il wajd (lo stato di trance) consistente nell’ispirazione e nella rivelazione della Verità.

Il sama dei Mevlevi, una delle più celebri confraternite sufi, viene effettuato da dervisci rotanti che danzano accompagnati da musica strumentale e vocale corale.
L’orchestra, formata da strumenti tradizionali, fra cui spicca il flauto per il suo ruolo principale, esegue brani in forme ritmiche chiamate pesrev (introduzione orientale composta da quattro frasi musicali) e semai (opera strumentale a tre tempi).

Ovviamente i timpani rivestono un importante funzione ritmica ma mantengono sempre un carattere moderato che contraddistingue tutta la cerimonia. Il ruoli dei partecipanti sono rigidamente divisi fra i danzatori che, ascoltando la musica e volteggiando, aspettano la trance e i musicisti che eseguono la musica senza venirne influenzati.

L’ estremo controllo che permea tutta la cerimonia rispecchia la simbologia del rito, dove la rotazione dei dervisci rappresenta il grande meccanismo celeste nel suo incessante movimento e le braccia aperte, una in direzione del cielo, e l’altra in direzione della terra, creano un ponte immaginario fra il divino (il cielo) e l’umano (la terra).

http://digilander.libero.it/initlabor/musica-trance/musica-sufi.html

http://www.riflessioni.it/enciclopedia/dervisci.htm

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Prologo

L'uomo è un flauto di canna, sospeso sugli abissi, tra i lamenti.
Poichè è la strada di casa che ha smarrito, e la cerca.
Udendolo, il mio cuore è mosso a pietà.
E vorrebbe aiutarlo, ma non osa, perchè sa che il compito è suo, di lui solo.
e l'amore è una dolce follia, che riesce a guarirci dal peccato.
Gli innamorati si incontrano, senza parlare, e ciascuno di essi dice poprio ciò che deve dire, ciò che l'altro si aspetta (....)

da: "Il cantico del derviscio, parabole della sapienza sufi" a cura di Leonardo Arena, Arnoldo Mondadori, 1993, pag.15

ziganka










postato da: alp alle ore 13:10 | link | commenti (11)
categorie: opinioni degli altri
sabato, dicembre 04, 2004

Baci rubati/ la "trance" del grillo.

Quando
la luna ghiaccia le stelle e saracinesche nere
sono ancora strette sui muri
mentre
ancora spente sono le luci dentro le menti
opache e ossidate dal fare

faccio il conto dei soldi che mancano, dei lavori arretrati, dei dolori rimandati
penso ai pacchi da consegnare, alle pagine da scrivere, ai pavimenti da lavare
agli uomini invisibili, ai morti senza essere nemmeno stati nominati,
alle guerre non dichiarate, alle paci spezzate : rime ancora dentro di noi.

Ma.

Ma forse non è un caso che
ci abbiano messo in case di cemento
impilati in un letto sull'altro
ci facciano muovere in scatole di latta
pronti ad uccidere per una evidenza

Se

la luna ghiaccia le stelle e saracinesche nere
sono ancora strette sui muri
io compulso lento
per decifrare segni
di inafferabili storie
nella mia trance
da canto del grillo






















postato da: alp alle ore 06:34 | link | commenti (8)
categorie: poesia
venerdì, dicembre 03, 2004

Tony Gatlif presenta Exils



Fresco vincitore del premio per la miglior regia all’ultimo festival di Cannes, Tony Gatlif presenta a Roma il suo film più appassionato, Exils, il viaggio di due figli dell’esilio alla riscoperta delle proprie radici.

Il film racconta di due ragazzi francesi, figli di immigrati algerini, che intraprendono un viaggio alla ricerca delle proprie origini. Lei ha impiegato 43 anni per ritornare nella terra della sua infanzia, l’Algeria. I protagonisti del film sono perciò una sorta di suo alter ego?

Tony Gatlif: Ogni volta che faccio un film mi chiedo sempre quale sia la ragione che mi spinge a farlo. La domanda che mi pongo all’inizio è: per quale motivo faccio questo film? La cosa certa è che non lo faccio per avere successo, come molti miei colleghi. E in questo film la risposta viene data subito, all’inizio. I due protagonisti sono lì per raccontare che c’è gente come me, gente in esilio. Il mondo attuale è il mondo dell’esilio, ma anche della commistione di popoli. Il cinema sta cambiando, sta diventando altro, così come sta cambiando tutto il mondo. Noi stessi siamo diversi e perciò anche le storie lo sono. Ci sono sempre più cineasti figli di esiliati che sentono l’esigenza di raccontare questo tipo di storie e che cominceranno a fare film che presentano un contenuto nuovo.

Il suo film è un incontro di culture. Cosa salverebbe della sua cultura nella possibilità di un’integrazione tra i popoli nell’Occidente?

Tony Gatlif: Io appartengo a culture diverse, quella gitana e quella maghrebina. La cultura gitana, che cerco di salvare da 25 anni, non ha mai fatto male a nessuno. Quella maghrebina sì perché fa parte dell’Islam. Attualmente c’è un forte conflitto tra Islam e Stati Uniti, ma è alimentato unicamente dagli estremisti. In Europa la situazione è diversa, ma l’Islam viene comunque messo in discussione. Non è certo colpa dell’Islam o della cultura araba se vengono fatte delle guerre nel loro nome. E’ la stupidità delle persone che ci governano che fa sì che l’Islam diventi il pretesto per una guerra, sono gli estremisti a manipolare la povera gente che ingenuamente crede loro. La cultura maghrebina non dovrebbe essere respinta, ma salvata perché forte, secolare, fatta di musica e gioia di vivere.

Il loro è un viaggio contromano, un incontro continuo con persone che vanno nell’altra direzione. L’unica cosa che segue i personaggi è la musica.

Tony Gatlif: Zano è figlio di francesi del Maghreb, gente che la lasciato l’Algeria nel 60. In quell’anno un milione di persone ha lasciato quei paesi. Popolazioni costrette ad abbandonare le proprie terre esistono anche oggi. Pensiamo alla Jugoslavia, alla Cecenia, all’Iraq. Tutta gente che fugge una guerra o una carestia. Oggi tante piccole guerriglie spingono all’esilio. In un film che si chiama Esili non potevo non mostrare questa situazione.
Anche la musica è andata in esilio. Quando si lascia un paese non si porta via nulla a parte la musica. Negli ultimi anni la musica di queste genti costrette all’esilio sta diventando sempre più popolare. Prima non la si sentiva mai, oggi è ovunque. La gente la ascolta e la balla nelle discoteche. E’ una musica che è giunta a noi attraverso gli esiliati e si è mescolata con altri ritmi, ma questa è una commistione positiva. All’inizio del film ascoltiamo una musica urbana, techno. La musica segue i due ragazzi durante tutto il viaggio e alla fine capisci da dove viene. La musica techno è binaria, è sintetizzata col pc. La musica che si sente alla fine è ternaria, impossibile da fare al pc. E’ la musica delle origini. Zano e Naima quando andranno via avranno capito il paese attraverso l’anima delle cose e non attraverso questioni complicate come la politica. Se si vede dietro le cose si vede altro, come nel caso della musica.

Come mai la scena della trance è così lunga?

Tony Gatlif: La scena della trance è fondamentale. I due giovani fanno un viaggio per ritrovare i ricordi, ma anche per liberarsi dai loro malesseri. Qui l’esorcismo avviene attraverso la trance e la musica, una liberazione autentica, non superficiale come quella che può venire dalla droga. La trance è un fenomeno di alta spiritualità, diffuso in Sud Africa e in Maghreb, che si raggiunge quando il cuore diventa tachicardico, non segue più la musica e il corpo non sente la sofferenza. Volevo che lo spettatore potesse vedere e sentire lo stato della trance e questo richiede molto tempo.

Perché il personaggio femminile, rispetto a quello maschile, è più negativo?

Tony Gatlif: E’ stato proprio il personaggio femminile che mi ha fatto venire voglia di fare il film. Questa giovane donna, per poter vivere tranquillamente è fuggita dai propri genitori e da una cultura che non le permetteva di essere libera, di vivere una storia d’amore con un ragazzo e di uscire con lui. Nel tempo ha acquisito una mentalità maschile, mettendo da parte quei tratti femminili che volevano invece enfatizzare i suoi genitori. E’ per questo che la vedo in modo negativo: egoista, aggressiva, traditrice. In fondo però in lei c’è molta umanità, come simboleggiano le ferite che ha sulla pelle. Alla fine del film lei scopre la gioia di condividere qualcosa con un’altra persona e sorride, sorride davvero, per la prima volta, e di fronte a questo ragazzo straordinario capisce che è possibile lasciar scivolare via le cose negative del suo passato.

Questo film oltre a raccontare un esilio di popoli costretti ad abbandonare la propria terra, sembra rappresentare anche un esilio da se stessi. E’ forse questa la chiave di lettura che può permettere ad un occidentale di sentirsi partecipe e non solo spettatore del suo film?

Tony Gatlif: Sì, però i due personaggi hanno delle radici ben precise e in questo sta la differenza. All’inizio sono esiliati nel loro stesso corpo: lui nudo proteso verso il vuoto, lei in totale decadimento che mangia formaggio sul letto. Dovranno quindi riappropriarsi di se stessi, del loro spirito e perché ciò avvenga è stato necessario raccontare la ricerca delle loro radici. Io credo che sia così dappertutto nel mondo. Oggi ci sono mescolanze di popolazioni in esilio in ogni luogo. Siamo tutti in qualche modo profughi di un paese o di una regione.

Di cosa parlerà il suo prossimo film e dove sarà girato?

Tony Gatlif: Sarà una storia d’amore, un amore vero. Si chiamerà probabilmente Canto d'amore e sarà girato in Transilvania.

commento mio: é un film da vedere. Perchè ha delle immagini vere, delle storie che sono come un viaggio speciale, delle musiche che incantano e torcono la pancia.

Non arriva nella vostra città? E compratevi il Dvd allora..magari su internet

(per ringraziarmi...dopo averlo visto..:-) sottoscrivete per Emergency)






postato da: alp alle ore 05:50 | link | commenti (6)
categorie: cinema
mercoledì, dicembre 01, 2004

 

 

 

 

 

 

dal 2005 i paesi poveri non potranno più produrre antiretrovirali fuori copyright.Se non cambia qualcosa, l'accesso alle terapie sarà drasticamente ridotto..

Un trattamento antiretrovirale costa tra i 7 e i 10.000 dollari l'anno. gonfiati a dismisura da politiche commerciali dell'industria farmaceutica europea e americana, che fa enormi profitti sull'Aids,garantendo ai suoi top-managers stipendi pari a 21 milioni di dollari l'anno

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il governo italiano si è "dimenticato" di versare al Fondo Globale per la lotta all'Aids i cento milioni di euro promessi per il 2004

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Circa 40 milioni di persone sono infette da HIV nel mondo.

Ci sono 13.700 nuove infezioni da HIV al giorno, il 90% delle quali sono nel mondo in via di sviluppo.

Oltre il 50% delle nuove infezioni sono fra i giovani fra i 15 e i 24 anni di età.

Giornalmente, almeno 7.000 persone fra i 10 e i 24 anni vengono infette da HIV/AIDS.

3,4 milioni di persone in Africa vengono infette ogni anno.

800.000 giovani vengono infetti ogni anno in Asia e Pacifico.

Il 90% delle persone non sanno di essere positivi all'HIV.

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le vittime innocenti dell'AIDS epidemico sono i bambini. La Avert, ente di beneficienza per le vittime dell'AIDS, ha calcolato che in Sudafrica 1.5 milioni di bambini rimarranno orfani entro il 2015.(traduzione. grazie a lasirenetta)

















postato da: alp alle ore 17:48 | link | commenti (9)
categorie: manifestazioni