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segnalato da melusina(che abbraccio) il blog di mirelladeparis(che ringrazio) segnala questo (dal sito http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&id=1678
Lella Costa - Stanca di Guerra
segnalato da maestra anna, grazie molte Per Terzani: qui trovi un file audio di una trasmissione di radio popolare in cui ha partecipatp (e te lo puoi scaricare). maestra-anna (http://maestraanna.iobloggo.com) | ||||
Ricordando Tiziano
29/07 Khartoum, Sudan: Tiziano era apparso come in una visione, nei giardini dell’ospedale di Emergency a Kabul: era l’inverno del 2001. Con la sua veste di cotone bianco come la barba, i sandali e una borsa di cuoio a tracolla, noi con giacche a vento e maglioni. Veniva dal Pakistan.
Ha voluto girare subito per le corsie: salutava, chiedeva "come stai?" a gente sconosciuta, sorrideva ai bambini, ascoltava. Cenammo insieme quella sera, a "casa mia". E parlammo a lungo, dell’India - "dovresti venire a trovarmi nel mio rifugio vicino all’Himalaya", un’altra promessa che non ho mantenuto – del nostro lavoro e delle sofferenze della gente dell’Afghanistan, che lui amava.
E soprattutto parlammo, con molta tristezza, della follia della guerra e dei suoi perché. Ascoltavo i suoi pensieri. Sulla incapacità di molte persone di diventare esseri “umani”, sulla ricchezza talmente ricca da non avere più senso né uso possibile, sul razzismo, anche quello “democratico”, che sembra dilagare ovunque, sulla necessità - per Tiziano un bisogno fisico - di ricominciare a studiare, a pensare, a riconoscere sé stessi per ritrovarci tutti con un qualche sogno, speranza, progetto comune. Quando riuscii a rintracciarlo per telefono, nel settembre 2002, per proporgli di unirsi a noi nel lanciare la campagna “Fuori l’Italia dalla guerra”, Tiziano non esitò un attimo: “Ci sarò, ci vediamo a Roma per la conferenza stampa”.
E per mesi fu un appassionato ambasciatore di pace, con la sua unica capacità di affascinare le coscienze e di riempirle di onestà e di verità. So che a Tiziano è costato molto quel periodo, togliendogli tempo alla meditazione che lo ha sempre accompagnato.
“Per colpa tua – mi disse scherzando un giorno – sono rimasto prigioniero per troppo tempo in Italia. Parto per l’India la settimana prossima, ma sarò lo stesso con voi”. Ed è stato così. In molti momenti, nei più belli e in quelli più difficili dell’impegno di questi anni, Tiziano era lì, è venuto in mente a me e a tantissimi di noi. Un esempio, una certezza, un uomo che sapeva dare umanità, “curare” altri uomini proprio perché si era sempre curato di tutti, nel sua vita e nel suo lavoro di straordinario uomo di pensiero.
Pochi mesi fa ho cercato di contattarlo: avevo bisogno delle sue parole e dei suoi pensieri. Non è stato possibile, e il perché ora lo sappiamo tutti. Stava scrivendo, ancora una volta cose importanti, forse le più importanti. Un giorno mi è arrivato un regalo da Tiziano: il suo ultimo libro. Con una dedica che mi ha fatto piangere allora e non smette di farlo oggi. Finisce così: “…e questo per spiegarti alcune mie assenze. Ma non preoccuparti, io ci sono nella lotta per la pace. Ci sono! E ci sarò sempre!”
Gino Strada
Khartoum, Sudan, 29 luglio 2004
Afganistan :Effetti collaterali -l'Unità
Se potete, se volete..cercate la videocassetta dai giornalai , la davano con l'Unità..
Se dopo aver visto gli effetti collaterali della guerra..nella lorosemplice, spaventosa natura
se vi viene voglia di associarvi a Emergency..o di ricominciare a raccogliere fondi per Emergency, come l'anno scorso
beh, pensiamoci, parliamone..mi sembra che questi gesti
abbiano una loro vita, si incamminano da soli..se solo ci mettiamo in ascolto..
E' impossibile guardare il film, vedere i bambini che hanno raccolto bombe inesplose, a farfalla, e non avere
subito un istinto di ribellione..
La sposa turca
un film su due turchi, moderni, giovani, sballati, che vivono ad Amburgo
che bruciano il presente alla ricerca di una identità
che lottano contro un passato alla ricerca di una tradizione
Molto consigliato..veloce, pieno di ritmo, duro, tenero
qui la trama e una recensione di film up
"Ma la mappa..la mappa non è il territorio"
Robert De Niro nel film " Ronin"
Avvertenza : ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti, è puramente casuale.
Pinin, avrà 50 o 60 anni, timido, gentile, conta e scrive in bella scrittura, col suo sussidiario degli anni 50
Si siede attorno al grosso tavolo da ping pong. Lo segue la mia collega.
Pinin è disabile.
Fatima, avra 50 o 60 anni, deve imparare l'alfabeto italiano, le sillabe...un casino, da 4 anni in italia, le figlie vanno a scuola, ma non hanno tempo per seguirla, e lei non impara..
Weiwei, dalla Thailandia, avra sui 30 anni, ne dimostra 18..ha gia un figlio di 8 anni, un marito che la porta a tutte le partite del Milan..persino a Barcellona..parla male, ma ci capiamo...
Roxy, 16 anni, dalla Romania..alta e sviluppata, l'hanno messa in terza media, perche è appena arrivata e non ha finito le scuole..ma che ci fa coi ragazzini italiani?
Un ingegnere tedesco che parla solo inglese, abbastanza strafottente, un signore marocchino che vuole imparare in fretta per migliorare nel suo lavoro, una donna brasiliana con marito italiano, una ragazza ghanese carina, da parecchio in Italia, che capisce poco e sorride molto con indolenza.
Un rapper marocchino di 18 anni,una cinese da un anno in Italia, che parla gia abbastanza ,che il lunedi non puo, il giovedi nemmeno , solo il mercoledi ma dalle 8 alle 10, che poi c'ha il ristorante...
vado avanti? Loro arrivano..mm, sembra tutti i giorni.
Terzo piano a piedi di scuola media superiore, in aula con termosifoni rotti e finestre bloccate.
Quando siamo in due, con la mia collega, devo andare in biblioteca, con la lavagna di cartone:-) ..sulle spalle.
Il bello è che, in tutto questo, mentre loro vorrebbero insegnarmi qualcosa delle loro lingue
io li ricambio cercando di spiegargliene a stento una..con schede, con scritte(ultimo rimase il gesto:-)
Mah..fa ridere girare, disordinato come sono, con una valigia errante di fotocopie diverse
per diversi livelli linguistici...con questi autori che scrivono" Qui da noi, adesso, l'inverno è .."mite"
Chi glielo dice a quelli venuti in gommone?
ps..mica bastava, una sola sede..un pubblico..naturalmente..per la serie "Fatti non foste per viver come bruti.."
dopo le ore di italiano per stranieri, faccio i corsi di informatica per adulti.. alle prese con le "gioie"
di chi sì avvicina all'elettrodomestico informatico o ai "tremori" di chi vuole la patente europea del computer.
DENUNCIATO BLOGGER PER UN FORUM
Un esposto colpisce Pino Scaccia, celebre giornalista e blogger di primo piano, che venerdi' affrontera' l'Ordine dei giornalisti. L'accusa: il commento di un visitatore viola la legge
URL: http://punto-informatico.it/pi.asp?i=49997 (alp)
14.10.04
Per completezza di informazione voglio ricordare che i punti in questione sono due. Uno e' strettamente personale, cioe' legato al mio status di giornalista professionista, l'altro alla responsabilita' da blogger. Non scrivendo un post ma semplicemente ospitando l'appello di un comitato in difesa di una bambina contesa e dunque anche i successivi commenti avrei favorito l'individuazione della minore (non e' vero ma riguarda la mia linea difensiva dunque me lo tengo) anche - e questo riguarda tutti - per la pubblicazione del link a un sito dedicato alla vicenda. Mi sono spiegato? Colpevole di aver messo un link. E' inutile che fra noi ci spieghiamo i rischi se passasse una linea del genere (anche qui so come rispondere, ovviamente). Parlero' di questo domattina, di questo strano affascinante ma ancora misterioso mondo. Dunque, guai se non tifate per me. Naturalmente sarete i primi a sapere com'e' andata. E' bello non essere soli.
fonte: da pinoscaccia alle ore 23:22
DOMANI, CIOE' OGGI
all'ordine è andato tutto bene!
non c'erano dubbi, ma tant'è!
nemmeno un richiamo..
ovvero: assolto per non aver commesso il fatto!
Postato da: gabriele in data 15.10.04 13:55

La Scuola “Alberto Cremona”, quest’anno ha avuto inizio con quattro classi (due di scuola materna e le prime due classi della Scuola elementare) con 230 bambini. In ogni classe ci sono circa sessanta bambini. Il Madagascar, come tutti i Paesi poveri, è carente di strutture scolastiche, per questo le classi sono molto numerose e, tuttavia, sono tanti i bambini che rimangono esclusi dall’istruzione.

GAZA - Cinque bambini palestinesi uccisi e altri, non si sa ancora quanti, feriti. E' successo in una scuola elementare a Khan Younis, nella parte meridionale della Striscia di Gaza. Le vittime, che prima sembrava fossero quattro, avevano un'età compresa tra i sei e i 14 anni. I ragazzini sono stati travolti dallo scoppio di un proiettile di carro armato che era da giorni, inesploso, nel cortile della scuola. In un primo momento, l'Autorità palestinese aveva detto che era stato un carro armato israeliano a sparare contro la scuola subito dopo l'inizio delle lezioni. Poi, è stata fornita la versione del colpo di cannone inesploso.
Scuola elementare negli Stati Uniti D'America

Se la vita avesse un senso- e non ce l'ha, non il nostro
non ci sarebbero morti di bambini per guerre decise da gruppi di lupi/beoni
non ci sarebbe il pianto senza lacrime in una lingua straniera perfino a se stessa
adesso tu potresti pensare alla tua terra, e non quella per seppellirti
ma, c'è sempre un ma- anzi ce ne sono molti
ma i bambini continuano a vivere in altri, i sorrisi ignorano occhi persi in un vuoto
troppo grande da rimpiangere
ma, forse non c'è un ma, tu devi andare avanti come
come se fossi un piccolo soldatino ubbidiente alla guerra del non-sense
e, e,riempilo tu, come fossi cieca/sorda/stupida
riempilo tu ,quel vuoto che ci separa noi increduli, disperati, affranti
un passo dietro l'altro
avanti,ancora,un po', di nuovo, domani,ancora
Se la vita avesse un senso
sarebbe quello di Fatima, che conta i minuti che mancano
a diventare grande,per andarsene
a diventare sorda, per non ricordare
a diventare..
In memoria di un bambino palestinese di quattro anni, ucciso dai proiettili di un soldatino israeliano, e di una ragazzina crivellata di pallottole, per aver spinto troppo maldestramente la sua borsa. si che i soldati temessero che..
La pratica dell'aikido.
Chiunque può praticare aikido, sia uomini sia donne, di qualsiasi età. L'aikido è un'arte marziale non competitiva. Questo significa che non si pratica aikido per diventare migliori di un altro a sue spese, ma con lui. Infatti nel momento in cui qualcuno esegue una tecnica (tori) nei confronti di qualcun'altro (uke) le sfere spirituali del loro fisico sono intersecate a creare un tutt'uno, così che entrambi possono allargare la propria esperienza. Tori migliora la propria capacità di eseguire la tecnica ed uke impara cosa la tecnica comporta. Oltre agli aspetti filosofici della collaborazione vi sono anche degli aspetti pratici: la minimizzazzione dei rischi di ferimento e l'imparare a cadere, ad uscire dalle tecniche, e a reagire. L'aikido è un'arte e come tale ha bisogno di essere coltivata. Non si può pensare che in un paio di settimane si possa imparare a difendersi. Come per tutte le arti marziali, l'aikido per essere usato efficacemente come tecnica di autodifesa richiede diversi anni di pratica. Quanti? Dipende da voi.
Morihei Ueshiba e la non violenza
O Sensei metteva in luce la profonda diversità dell’aikido dalle arti marziali tradizionali. In un’intervista insieme al figlio Kisshomaru affermava infatti: "Se noi guardiamo indietro nel tempo, noi vediamo come le arti marziali siano state abusate. Durante il Periodo di Sengoku (1482-1558-Sengoku ha il significato di "paesi guerreggianti"), i signori locali usarono le arti marziali come un mezzo di combattimento per servire i loro interessi privati e soddisfare la loro avidità. Io penso che questo sia totalmente improprio. Da quando durante la guerra, istruii soldati nelle arti marziali allo scopo dell’uccisione di altri, alla fine del conflitto attraversai un periodo di profondo turbamento. Questo mi motivò per scoprire sette anni fa [si tenga conto che l’intervista dalla quale è riportato il brano è del 1957] il vero spirito dell’Aikido; a quel tempo pervenni all'idea di un edificio fondato su cielo e terra. La ragione di questa decisione era che sebbene cielo e terra (cioè l'universo fisico) siano arrivati ad uno stato di perfezione relativamente stabile nella sua evoluzione, l’umanità sembra ancora essere in uno stato di agitazione. Prima di tutto occorre cambiare questa situazione. La realizzazione di questa missione è il percorso dell'evoluzione dell’umanità universale. Quando venni a questa realizzazione, conclusi che il vero stato di Aikido è amore e armonia. Così il "bu" (marziale) è in Aikido un'espressione di amore. Stavo studiando Aikido in ordine servire il mio paese. Così, lo spirito di Aikido può essere solamente amore e armonia. L’Aikido è nato in concordanza coi principi e le leggi dell'universo. Perciò, è un budo (arte marziale) di vittoria assoluta.
Diceva ancora Ueshiba: "Se il cuore è aperto e puro, non c'è spazio per il danno; e al livello più profondo, amore e volontà sono una cosa sola".

Il vento
Diego Lòpez compiva quattro anni e quella mattina gli saltavano nel petto l'allegria,
l'allegria era una pulce che saltava su una rana che saltava su un canguro che
saltava su una molla, mentre le strade volavano nel vento e il vento sferzava le finestre.
Diego abbracciò la nonna Gloria e, in segreto, all'orecchio, le ordinò:
" Dai, entriamo nel vento".
E la trascinò via dalla casa.
da " Le labbra del tempo" di Eduardo Galeano
(...) il 31enne regista turco-tedesco Fatih Akin, con accesi colori fassbinderiani, evita la retorica del lieto fine, ha una capacità rara di coinvolgerti nel racconto e di dare a questa passionaccia una sua evidenza concreta e socioculturale, come in Tutti gli altri lo chiamano Alì. Andando al di là dei facili folklorismi del filone dei matrimoni etnici, greci o pakistani che siano, il film è ruvido e indigesto, una ballata post brechtiana di umiliati e offesi ma provvista di dolore autentico. E' un rabbioso, straripante, furibondo kolossal delle passioni ossessive e delle pulsioni sadomasochiste, commentato, mediato da un coro di musici ironicamente immobili sul Bosforo. Sono fantastici gli attori Birol Unel e Sibel Kekilli che offrono alla storia neo realista turca, e al suo pathos d'autore,un'immedesimazione totale (...)