
riga numero uno
Care persone fatene tesoro di questo lenzuolo
Clelia Marchi arrivò a Pieve Santo Stefano un giorno d’inverno del 1986, col suo lenzuolo sotto il braccio. Era venuta in treno fino ad Arezzo. Era scesa dalla corriera, con l’aria compunta e festosa delle donne già avanti negli anni, che hanno trascorso una vita intiera senza mai uscire dal loro comune di nascita. Un viso bello, incorniciato da una capigliatura canuta e ben pettinata, le trecce attorcigliate, gli occhi sfavillanti. Portava l’età indefinita di una capofamiglia contadina vestita bene per una cerimonia.
link
[dalla prefazione di Saverio Tutino a "Gnanca na busia" di Clelia Marchi. Fondazione Mondadori, 1992]
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poesie di a.merini |
l'idea è di visualizzare una mappa dei battelli e degli approdi..con un post scelto..uno alla settimana..che ne dite?
cosa sono gli stati uniti?è vero che il Sud razzista determina l'elezione dei presidenti?un'inchiesta molto interessante,qui
tu li mangeresti i cibi con o.g.m.?ci credi che lo scriveranno sulle etichette? leggi qui .Guarda cosa è successo in argentina nei campi..qui
prosegue il dibattito sui libri prestati..qui.Sui libri che si sono letti..qui..
ti va di mettere nel tuo blog questa gif
oquesta?
se vuoi copiare la gif nel tuo blog copia/incolla nella sezione configura questo codice
<IMG SRC=" http://patti.altervista.org/immagini/BAT/darwinlove.gif" ><br>
per protestare contro l'abolizione di Darwin dai programmi scolastici previsti dalla Moratti firma qui
buone giornate, e grazie della visita..e del tuo tempo.


25 aprile
Albino Albico
Di anni 24 – operaio fonditore – nato a Milano il 24 novembre 1919 -. Prima dell’8 settembre 1943 svolge propaganda e diffonde stampa antifascista – dopo tale data è uno degli organizzatori del GAP, 113a Brigata Garibaldi, di Baggio (Milano), del quale diventa comandante -. Arrestato il 28 agosto 1944 da militi della "Muti", nella casa di un compagno, in seguito a delazione di un collaborazionista infiltratosi nel gruppo partigiano – tradotto nella sede della "Muti" in Via Rovello a Milano – torturato – sommariamente processato -. Fucilato lo stesso 28 agosto 1944, contro il muro di Via Tibaldi 26 a Milano, con Giovanni Aliffi, Bruno Clapiz e Maurizio Del Sale.
Carissimi, mamma, papà, fratello sorella e compagni tutti,
mi trovo senz’altro a breve distanza dall’esecuzione. Mi sento però calmo e muoio sereno e con l’animo tranquillo. Contento di morire per la nostra causa: il comunismo e per la nostra cara e bella Italia.
Il sole risplenderà su noi "domani" perché TUTTI riconosceranno che nulla di male abbiamo fatto noi.
Voi siate forti come lo sono io e non disperate.
Voglio che voi siate fieri ed orgogliosi del vostro Albuni che sempre vi ha voluto bene.
voi li prestate i libri..sapendo che spesso non tornano?
a me piace fare incontrare il libro e il suo lettore..proprio lui..proprio quello
e quando avviene l'incontro..sono contento come se avessi scoperto un segreto di quella persona..grazie al loro incontro..
percio' spesso li presto ai miei amici, anche se poi non mi ricordo a chi..nè loro si ricordano di ridarmeli:-)
La coppia è come la benzina e l'inquinamento, rovina il mondo ma non si è ancora trovato nulla di meglio
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E. Annie Proulx Da leggere mentre fuori infuria la tempesta. Un racconto inusuale per le nostre latitudini. Scandito dall'intreccio di nodi marinareschi che segnano l'inizio di ogni capitolo e anche l'inizio di maledizioni che si perdono nel tempo. La storia di un uomo che torna a Terranova, terra degli avi, dopo una vita distrutta, in cerca di qualcosa che ancora non conosce. Il vento senza tregua, il mare ghiacciato, scogli appuntiti, iceberg che si avvicinano alla costa e poi gli uomini del nord. La vita poco alla volta ritrova la strada e non si perderà più. Una navigazione poetica che riempie le serate buie dell'inverno. Il romanzo ha vinto il premio Pulitzer per la fiction e il National Book Award. Da questo romanzo è stato tratto il film "Shipping News" o
è un piccolo libro magico..leggetelo, io l 'ho ricomprato dopo averlo..prestato..


secondo me qualcuno si è impossessato del blog di Lino .m.

AAA...cercasi querce e aceri( femmine:-)(5 piano..suonare falegname McCruel)
secondo l'antico oroscopo celtico degli alberi
Il Noce, albero solitario, fu glorificato come dispensatore di doni e nutrimento. I nati sotto il segno del Noce si notano per la loro presenza imponente un po' dappertutto; sono amici e protettori dei più saggi. Ma, dopo avere usufruito della protezione e riposo sotto le loro foglie è alquanto pericoloso lasciarsi controllare da un nato sotto questo segno.
Essendo tenebrosi ed eclettici, i noci da un lato saranno attirati da una carriera tendente all'uso della strategia, ma dall'altro preferirebbero dedicarsi completamente al carattere solitario un po' lunatico che li identifica, con un lavoro separato dalla società. Sarà indispensabile stabilire un legame fra queste tendenze dualistiche, estremamente pericolose se vissute separate.
Per evitare il continuo rischio di rinchiudersi in un vita puramente interiore, lontana dalla realtà di tutti i giorni, i nati sotto il segno del Noce avranno dalla loro l'utilizzo della lucidità mentale che è un loro dono ereditario tipico. Consigliamo ai Noci di lasciarsi guidare, in una vita senza troppa affettazione, dalle Querce e dagli Aceri
| L'Enneagramma |
L’enneagramma, antico mezzo di conoscenza di sè e di evoluzione spirituale, pare sia nato in Persia più di duemila anni fa, dove era usato come percorso iniziatico dai maestri Sufi. É uno strumento che aiuta a fare verità su se stessi: da una parte ci rende consapevoli della nostra unicità e dall’altra ci spinge a cogliere le similitudini che ci legano alle altre persone. Permette infatti di rendersi conto che ognuno di noi ha modelli di comportamento, tendenze selettive o filtri che lo condizionano, e che gran parte delle difficoltà umane sono causate dal fatto che siamo ciechi al modo di vedere degli altri. L'enneagramma descrive nove diversi tipi di personalità e il rapporto tra loro. Se siamo in grado di riconoscere il tipo a cui apparteniamo, potremo affrontare meglio i nostri problemi, oltre che conoscere meglio i nostri familiari, amici e colleghi. Ma oltre alla descrizione delle varie caratteristiche umane, l'enneagramma conduce al cambiamento interiore. E’ più di un'indagine psicologica per la conoscenza di sé: ci dà la possibilità di metterci a confronto col nostro io inconscio, invitandoci a prenderne coscienza. |
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Home | Test per individuare l’enneatipo | I 3 centri | I 9 tipi | Significato e scopo Interpretazione degli Arcani: oroscopo cinese SERPENTE Anni del SERPENTE: 1929 - 1941 - 1953 - 1965 - 1977 - 1989 - 2001. I Ching, l' "Oracolo dei mutamenti", il più antico sistema di divinazione conosciuto, risale a 5000 anni fa. Usato da sciamani e sacerdoti Il responso dell'Oracolo... Lo sviluppo deve essere graduale: non procedere se non hai il pieno controllo della situazione. E non lo hai. |
un altro giro di giostra-- tiziano terzani pp 580..longanesi 18,50
Indubbiamente l'omeopatia soffre della sua reputazione di magia, peggio ancora di stregoneria.Nel migliore dei casi la sua pratica viene scartata e derisa, perchè alla fine dei conti, con le sue diluzioni, non sarebbe che acqua fresca.Ma cosa sappiamo noi dell'acqua? Positivisti come siamo diventati, ci pare assurdo che l'acqua possa contenere informazioni su elementi o sostanze che nell'acqua ci sono state,ma non ci sono più.
Sappiamo forse qualcosa su ciò che un evento lascia nel luogo in cui è avvenuto?Su quel che le cose, le sostanze o le molecole possono comunicare?(pp.126)
link al gruppo di lettura del parnaso ambulante su questo libro
| Mappa del parnaso ambulante | |||
| achille pie veloce | |||
| libri che sto leggendo | |||
| un altro giro di giostra | |||
| parnaso ambulante | redazione | sulla lettura | |
| sconsigli di lettura | |||
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proposta:
leggere un libro , nel giro di un mese, e poi discuterne insieme
Chi si aggiunge a noi?
libro di terzani: un altro giro di giostra- lo leggono Alp; Padule..e..
libro di benni :Achille pie veloce- lo leggono Ella, Sirenetta, Spuma..e..
le mille strade che portano ad incontrare ..un libro
di venuta francesco
come piovessero fiamme
mobydick
www.parnasoambulante.splinder.it
In un certo posto.dopo un incontro con altri amici, regalai un libro
ad una nuova amica, come per darle un messaggio che durasse le pagine della lettura.
A distanza di tempo, lei, la nuova amica, vide un libro, che parlava di un insegnante del sud, con un grande amore clandestino, che va a vivere al nord.
La mia nuova amica penso' di chiedere ai genitori lontani di acquistare per me quel libretto..e poi me lo spedì.
E fu cosi che, il viaggio di questo messaggio, dallo scrittore al lettore, ha iniziato a viaggiare ..passato di mano in mano, e io spero
che questo passaparola affettivo continui..per tanti motivi:
-perche è scritto bene, è piacevole, ha il senso delle belle esperienze sconosciute
-perchè e' di una piccola casa editrice, e bisogna sostenerle
-perchè penso di spedirlo a mia volta ad una mia cara amica, in difficoltà di lavoro..pregandola dii far continuare il viaggio, come
un piccolo abbraccio continuato(dedicato..e delicato)


Neanche
Un missile sparato ieri dagli americani ha colpito la casa dove vivevano una donna e i suoi due figli.
Nessuno dei tre ha avuto il tempo di dire qualcosa, neanche «vi faccio vedere come muore un iracheno». (jena)

“Ogni lettura – scrive Pennac - è un atto di resistenza (…) a tutte le contingenze”: attraverso la lettura ci astraiamo dalla nostra quotidianità, dalle nostre miserie e dalle nostre gioie, ci solleviamo dal mondo, gli troviamo un senso, forse lo inventiamo: perché “la lettura è un atto di creazione permanente” e, in fondo, è contro la morte che leggiamo!
date un'occhiata, se vi va, a questo blog..
www.parnasoambulante.splinder.it
magari vi viene voglia di dare una mano..
I Diritti Imperscrittibili Del Lettore
I. Il diritto di non leggere
II. Il diritto di saltare le pagine
III. Il diritto di non finire un libro
IV. Il diritto di rileggere
V. Il diritto di leggere qualsiasi cosa
VI. Il diritto al bovarismo (malattia testualmente contagiosa)
VII. Il diritto di leggere ovunque
VIII. Il diritto di spizzicare
IX. Il diritto di leggere a voce alta
X. Il diritto di tacere
( Pennac, in Come un romanzo)
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Morto critico Cesare Garboli
(ANSA) - VIAREGGIO, 11 APR - E' morto ieri sera a Roma Cesare Garboli, 76 anni, saggista e critico letterario ed uno degli intellettuali piu' prestigiosi del '900.Lo ha reso noto il Comune di Viareggio che gli aveva affidato la presidenza del Premio letterario Viareggio- Repaci 'a cui ha garantito un altissimo livello culturale ed una assoluta autonomia'. 'Cesare Garboli - ricorda l' Amministrazione comunale - e' stato uomo di molte passioni, ideali e culturali, unite ad un fortissimo rigore intellettuale'.
Era un critico "umano"..non ingessato, appassionato degli scritti di Elsa Morante e Sandro Penna, uno dei pochi che seguivo..
""Si scrive quando la gioia o il desiderio di vivere non basta.
E' la triste novità che abbiamo imparato nel secolo appena trascorso.Si scrive quando e perchè si è malati. E se la letteratura nasce dal bisogno di liberarsi dalle passioni, se nasce dall'angoscia, dall'ossessione, dall'incubo,dalla frustrazione, dal rimorso, in quale modo esercitare piu' utilmente una vocazione diagnostica, se non sulla patologia di chi ci è più vicino?"
Cesare Garboli

"Estas fotografías son sólo una continuación de mi vida.
No hago nada excepcional, es sólo una forma de vida. Siempre ha sido mi vida y seguirá siéndolo".
Sebastiao Salgado
Sebastian Salgado nació en 1944, en el estado de Minas Gerais, Brasil.
En 1968, obtuvo la maestría en Economía en las Universidades de San Pablo y Venderbit (EE UU)..
De 1969 a 1971, frecuentó, en París, la Escuela Nacional de Estadística Económica. Obtuvo en 1971 el título de doctor.
La fotografía surgió cuando, desde 1971 a 1973, trabajó en Africa para la Organización Internacional del Café. Renunció, regresó a Paris y comenzó a trabajar como fotógrafo.
Sus primeros trabajos registraron la sequía en el Sahel, África, y trabajadores inmigrantes en Europa. De 1977 a 1983, viajó varias veces a América Latina. El resultado del trabajo fue publicado en el libro "Otras Américas". En 1979, entró en Magnum, agencia que reúne grandes nombres de la fotografía mundial. En 1986, Salgado dio inicio al proyecto sobre la desaparición del trabajo manual, concretado en 1993 en la exposición y en el álbum "Trabajadores".
Ganó premios como el Eugene Smith de Foto Humanista en 1982, el Kodak en 1984, el Oscar Barnack en 1985, el Rey de España en 1988 y el World Press de Periodismo.
Enlaces recomendados:
www.elcatalejo.com/dir/fot/ssa/salgado.html
www.expoexodos.com/pres/expo01.htm
www.nytimes.com/specials/salgado/home
www.terra.com.br/sebastiaosalgado
http://www.the-artists.org/ArtistView.cfm?id=6783C783-D032-11D4-A93A00D0B7069B40

TERZANI
Articolo del: 09/11/2000
E’ un mito, per i giovani giornalisti. Tutti sognano di avere un percorso professionale simile al suo. Un inviato alla Hemingway – dice Claudia Riconda – viaggiatore, poliglotta, testimone di guerre e rivoluzioni. E Corrado Augias: uno dei pochi veri inviati italiani. Parlo di Tiziano Terzani, 62 anni, fiorentino, dal 1971 corrispondente dall’Asia del settimanale tedesco “Der Spiegel”. In questi giorni la Longanesi ripubblica due libri usciti all’inizio degli anni Settanta, sue libri fondamentali sulla guerra in Vietnam.: “Pelle di leopardo” e “Giai Phong! La liberazione di Saigon”.
Terzani vive in India, da un po’ di tempo a questa parte, e veste da indiano. Con i capelli fluenti e bianchi, la barba lunga e bianca e il vestito bianco immacolato, dà l’impressione di essere un indiano vero, una specie di santone. E fa una strana impressione vederlo muoversi nell’Appennino Toscano, soprattutto d’estate, due mesi, dove ha coronato il sogno di metter su casa. Il paese si chiama Orsigna, provincia di Pistoia. E’ a 806 metri sul livello del mare, a 75 chilometri da Firenze. Per arrivarci bisogna prendere “l’ottusa Porrettana”. Una località – dice Terzani – che non ha ragioni di vanto.
Non è nota come l’Abetone, Maresca, Gavinana, San Marcello. Non c’è mai successo niente di storico, non si è fermato mai nessuno di famoso. L’unica lapide presenta una ventina di nomi, tutti giovani, morti nella Grande Guerra. Ma Terzani dice che Orsigna è il suo vero e ultimo amore. Un amore che non ha flessioni. La prima volta ci arriva, con la famiglia, nel 1945. Non è un vero posto di villeggiatura e con facilità i Terzani trovano una casa da prendere in affitto.
E da allora, ogni estate, è lì a badar le pecore coi ragazzi della sua età, a cerca funghi, a raccogliere mirtilli, a guardare la levata del sole da una delle cime, tutte sotto i duemila metri. L’Orsigna, in sostanza, è la sua scuola di vita: il primo ballo, il primo amore, le prime paure, i primi sogni. Coi risparmi compra un prato e su quel prato ha voluto mettere radici, una casa cui legare la nostalgia dell’infanzia, ma anche bussola nei suoi vagabondaggi.
Un luogo che difende a spada tratta dall’attacco dei vicini, che vorrebbero scipparlo del poco che ha, che gli è rimasto. Ora, da qualche tempo, i pastori – scesi in piano – stanno tornando, rifanno le vecchie case.
Anche Terzani torna e si si domanda sempre di più se, dopo tanta strada fatta altrove, in mezzo a tante genti diverse, sempre in cerca d’altro, in cerca d’esotico, in cerca d’un senso dell’insensata cosa che è la vita, questa valle non sia dopotutto il posto più altro, il posto più esotico e più sensato, e se, dopo tante avventure e tanti amori, per il Vietnam, la Cina, il Giappone e ora per l’India, l’Orsigna non sia – se ha fortuna – il suo vero, ultimo amore.
TIZIANO TERZANI Un indovino mi disse
tizianoterzani lettere contro la guerra
A Gabriella Ferri- Alda Merini
Sei libera finalmente
da quei dolori del sogno
che danno trafitture e croci
da tanti sordidi amori
non ricambiati o forse
rifiutati per sempre
perchè noi
con queste chiome sparse per terra
non facciamo che lavare i piedi
di coloro che non ci accolgono.
La donna artista
deve volare alto
ma non volevo che tu
avessi una brutta compagna
come la morte.
Racconto d'autunno
RACCONTO D'AUTUNNO
(CONTE D'AUTOMNE)
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia e sceneggiatura: Eric Rohmer
(FRANCIA 1998)
Durata: 111'
Distribuzione cinematografica: BIM
PERSONAGGI E INTERPRETI
Isabelle: Marie Riviére
Magali: Béatrice Romand
Gerald: Alain Libolt
Etienne: Didier Sandre
Rosine: Alexia Portal
Eric Rohmer porta i suoi " Racconti delle quattro stagioni " a conclusione con una commedia calda e contemplativa (un po` come il vino che fa da fil rouge a tutto il film). Questa pellicola racconta di relazioni, decisioni spontanee, desideri conflittuali, impulsi non articolati, sentimenti confusi e negati – in altre parole, di persone nella loro umanita`.
Due attrici che si sono gia` cimentate in pellicole di Rohmer -- Marie Rivière (Racconto dell' estate, iI Raggio verde) e Béatrice Romand (Le beau marriage) – interpretano due amiche da una vita che si scoprono a scivolare verso la mezza età. Magali (Romand ) è una vedova quarantenne con due figli ormai cresciuti e indipendenti che gestisce accanitivamente la propria vigna nella valle del Rodano, nel sud della Francia; felicemente sposata, la cittadina Isabelle (Rivière) ritiene che la vita della sua migliore amica non sarà completa fino a che non avra` trovato un uomo ed ha cosi` deciso di cercarne uno per lei. Ne consegue uno scambio delle identità da commedia degli errori meravigliosamente orchestrato da Romhmer. Cosi` Isabelle si scopre infatuata dell`affascinante businessman che ha reclutato per la sua amica e Magali si sente atratta dal professore di Filosofia dongiovanni che la ragazza di suo figlio ha in mente per lei. I dialoghi, marchio di fabbrica di Rohmer, in cui tipicamente le persone dicono quello che pensano di aver bisogno di dire invece di cio` che vorrebbero, sono poetici come sempre.
Il piacere delle creazioni di Rohmer e`nel contrasto fra le certezze geometriche della sua trama e le emozioni imprevedibili dei suoi personaggi; tutto è predestinato, tuttavia tutto è spontaneo. L' atmosfera d'autunno culmina nelle nozze all`aperto, una celebrazione che sembra promettere l' ultima felicità per tutti i personaggi di Rohmer, passati e futuri.
Magali ed Isabelle: tanto è genuina, riservata e sola la prima, con un disperato ma raccontato a bassa voce desiderio d'amare e di essere amata, quanto è sofisticata ed appagata la seconda. Una grande amicizia alle spalle, Isabelle cerca con estrema delicatezza e riservatezza di far incontrare un uomo alla sua amica, impresa nella quale si cimenta anche la fidanzata del figlio di Magali. Una divertentissima commedia degli equivoci che troverà il suo naturale scioglimento durante il matrimonio della figlia di Isabelle.
Una storia semplice come ce ne sono tante, dove il vero protagonista e il vero trionfatore, come del resto è in pressoché tutti i film di Rohmer, è l'amore. Dice il regista, infatti, che "l'amore è uno dei temi più interessanti sullo schermo. Ce ne sono molti altri, come il racconto poliziesco, il film d'azione o di guerra; ma sono cose che non fanno per me".
Intelligente e leggero come sa essere il cinema francese quando davvero dà il meglio di sé, "Conte d'automne" strappa applausi a scena aperta
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia
: Agnes JaouiPERSONAGGI E INTERPRETI
Manie: Agnes Jaoui
Castellana: Jean Pierre Bacri
Clara: Anne Alvaro
Deschamps: Alain Chabat
Gerard Lavin: Moreno
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Questa semplice storia racconta di cinque personaggi, delle loro vite diverse accomunate soltanto da una catena casuale di rapporti. Un uomo d’affari, un’attrice, un autista, una cameriera ed una guardia del corpo. Tutto il pasticcio ha inizio con un rischioso contratto per colpa del quale l’imprenditore si trova spiacevolmente costretto ad assumere una guardia del corpo e a prendere lezioni d’inglese. Scoprirà che l’avvenente insegnante, sulle prime cacciata a malo modo, è soprattutto una brava attrice di teatro. Colpito dal talento della donna e annichilito dall’accidia della sua vita coniugale, se ne innamorerà. In un piccolo bar frequentato dall’attrice, poi, lavora una giovane cameriera che ritroverà nell’autista dell’imprenditore una relazione avuta tempo prima e dopo pochi incontri senza successo, si legherà invece alla guardia del corpo. Il piccolo universo di queste persone verrà per un momento scosso dalle reciproche intrusioni, ristabilendo e riformulando valori ed equilibri.
Nonostante le evidenti influenze romheriane, accentuate nell’esigenza di una semplicità stilistica e nella soffusa gentilezza con cui vengono caratterizzati i personaggi, questa sobria opera prima sembra innanzi tutto confermare quanto il minimalismo sia oramai un linguaggio artistico comune anche tra gli autori europei. L’inesausta ricerca di uno stile che riesca a portare sempre più vicine alla collimazione realtà specifiche anche molto discordi, tanto da poterle sovrapporre e confrontare sul medesimo territorio d’azione, sembra risolversi nel minimalismo con le formule più adatte, più vicine ad un progetto realizzabile. Il segreto è non nel concentrare l’attenzione dello spettatore su di un individuo scelto, ma nel proporgli un puzzle disordinato e incompleto di interazioni, portandolo all’accettazione morale di questo caos come, in verità, unico ordine raggiungibile.
La diffusione di questo modo narrativo ha permesso di vederlo rappresentato da un bagaglio sempre più vasto di forme, dalla cinica chirurgia formale di Altman a risultati meno completi ma comunque non privi d’interesse, come il film in esame, diventando addirittura tecnica di genere, esprimendosi quindi nella commedia, nel dramma, nel thriller e via di seguito. Poi, visto che abbiamo sentito citare, in merito a quest’opera, la forma romheriana del "racconto morale " vale la pena aggiungere che la giovane regista è davvero molto attenta a evitare prevedibili ingenuità e, anzi, sembra convinta e convincente quando decide di mettere in scena il sereno principio per cui l’’incomunicabilità è soprattutto figlia della reciproca sottovalutazione, quando descrive, con profonda prudenza, i peccati ed i difetti delle classi sociali, ottusi come le sviste e gli errori che gli individui commettono nella smania di giudizio.
Purtroppo la gente di Trinacria, chiusa nei propri mutismi e dominata dalle proprie paure, continua ad averne necessità: ed altri dieci o cento Rizzotto son caduti da allora, forse altrettanti ne cadranno. Sino a quando quegli umili si libereranno dal giogo di chi li sfrutta, e non si darà più il caso che d’un uomo rimanga soltanto una scarpa e poc’altro: cavati dal fondo d’un pozzo sul quale neppur può ergersi una croce, ricettacolo di memoria.
Eravamo andati a vedere un film perso,a suo tempo,"Placido Rizzotto"ma anche a sentire il regista che incontrava il pubblico.
Purtroppo l'incontro con il regista è saltato, per motivi familiari dI Pasquale Scimeca.
Il film è stato molto importante,vederlo, per me.
non per lo stile filmico, pur apprezzabile: sembrava un 'opera di teatro greco filmata, una variante minore del film Kaos dei fratelli Taviani(bellissimo)
Il film,invece, lo consiglio vivamente: cercatelo. anche in cassetta.
Non è nostalgico, di buoni sentimenti,ne acquieta. Anzi.
Ci sono scene di indicibile impatto morale, come dei partigiani impiccati sul finire della guerra
o l'isolamento di chi, come Placido Rizzotto, dopoessere stato pastore, andato militare, torna e si ribella alla mafia..
ma la mafia qui è anche il pensiero vile di molti, il nascondersi per paura.
Cercatelo, guardatelo..sto film.Sui resti di Placido Rizzotto non c'e nemmeno una lapide..scriviamola noi, con gli occhi, facendolo rivivere
nelle nostre teste, nelle memorie mai esaurite per chi, come Placido Rizzotto, avrebbe voluto vivere da uomo,
non da eroe.
E stiamo attenti, anche per l'oggi..che già cominciano a parlar male di Gino Strada e Alex Zanotelli, perchè la loro verità non si piega al politicamente corretto della guerra.preventiva, umanitaria..

Placido Rizzotto: perché si uccide un sindacalista
La sera del 10 marzo 1948 scompare misteriosamente Placido Rizzotto, Segretario della Camera del Lavoro di Corleone: impegnato a sostenere i contadini nella lotta per l’occupazione delle terre, era nel mirino di mafia e padroni. Le indagini, condotte dall’allora capitano dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, porteranno all’arresto di Luciano Liggio ed al ritrovamento dei miseri resti del sindacalista: il cui posto verrà preso dal giovane Pio La Torre, anch’egli destinato ad essere ucciso, nell’82, in un feroce attentato.
Già misuratosi con cupe pagine di storia patria nell’interessante "I briganti di Zabut" (1997), il giovane regista Pasquale Scimeca affonta ora una vicenda tragica del dopoguerra: ricostruendo vita e passione di Placido Rizzotto, preclaro esempio di martire laico in un’Italia da poco tornata alla democrazia, egli riflette sul nostro passato cercando di trarne ammaestramenti per l’oggi.
A tal fine, scarta l’opzione della docufiction fumettistica e banalizzante alla "Cento giorni a Palermo" (1984) di Giuseppe Ferrara, ugualmente l’ibridazione fra melodramma e cronaca cara al Pasquale Squitieri di "Corleone" (1978): sceglie invece una via azzardata e suggestiva, fondendo Pasolini e Brecht all’ombra antica del teatro dei pupi.
Ne vien fuori una pellicola asciutta, intensa, di composto sdegno e rattenuta commozione: come nel recente "I cento passi", forse con un ancor maggiore rigore, nulla è concesso a convenzioni o stereotipi siculizzanti, la stessa figura del protagonista è tratteggiata ad inverar se servisse l’assioma brechtiano "beato quel popolo che non ha bisogno di eroi".
Purtroppo la gente di Trinacria, chiusa nei propri mutismi e dominata dalle proprie paure, continua ad averne necessità: ed altri dieci o cento Rizzotto son caduti da allora, forse altrettanti ne cadranno. Sino a quando quegli umili si libereranno dal giogo di chi li sfrutta, e non si darà più il caso che d’un uomo rimanga soltanto una scarpa e poc’altro: cavati dal fondo d’un pozzo sul quale neppur può ergersi una croce, ricettacolo di memoria.

Biografia di Pasquale Scimeca
Pasquale Scimeca nasce il 1 febbraio 1956 ad Aliminusa, in provincia di Palermo. Dopo aver frequentato il liceo si trasferisce a Firenze dove si laurea in Lettere con una specializzazione in Storia contemporanea. Nel 1989, dopo aver lavorato per alcuni anni come insegnante di Letteratura e Storia, fonda la cooperativa di produzione indipendente Arbash film e realizza il suo primo lungometraggio in 16 mm dal titolo "La donzelletta".
Il secondo lavoro, sempre un lungometraggio in 16 mm, è "Un sogno perso", con il quale partecipa al Festival del cinema di Taormina.
Nel 1993 dirige il suo primo film in 35 mm "Il giorno di San Sebastiano" che vince un Globo d'oro e viene presentato alla Mostra del cinema di Venezia nella sezione "Vetrina del cinema italiano".
Negli anni successivi realizza una serie di documentari tra i quali "La tana del lupo" prodotto dalla Rai per il quale riceve una menzione speciale al Festival del cinema documentario di San Benedetto del Tronto.
Del 1996 è invece il suo secondo lungometraggio intitolato "Briganti di Zabut", con il quale ottiene una menzione speciale al Festival del cinema di Taormina e vince il premio della giuria al Grosseto Film Festival.
Nel 2000 dirige "Placido Rizzotto", partecipando allla Mostra del cinema di Venezia nella sezione "Cinema del presente".