Alp, il battelliere

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mercoledì, marzo 31, 2004

...

Itaca- Kavafis

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sara` questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
ne' nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d'ogni sorta; piu' profumi inebrianti che puoi,
va in molte citta` egizie
impara una quantita` di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos'altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avra` deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
gia` tu avrai capito cio` che Itaca vuole significare.


































postato da: maqrolldeibattelli alle ore 11:30 | link | commenti (18)
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lunedì, marzo 29, 2004

LA CASA DI SABBIA ...

LA CASA DI SABBIA E DI NEBBIA

 

Regia: Vadim Perelman

Interpreti: Jennifer Connelly, Ben Kingsley

Durata: h 2.06
Nazionalità: Usa 2003
Genere: drammatico

Altri film di Vadim Perelman

Link al sito di LA CASA DI SABBIA E DI NEBBIA

Massoud Amir Behrani, un immigrato iraniano, ha speso la maggior parte dei suoi risparmi per garantire alla figlia un buon matrimonio. Una volta sposata il resto dei suoi fondi li investe per comprare una casa all'asta, ma inaspettatamenten si troverà nel bel mezzo di una causa legale con il precedente proprietario della casa.

Spesso la casa è l'esternalizzazione del vero essere di una persona, e ciò è vero soprattutto perché essa rappresenta il nido, il porto sicuro, l'unico luogo dove si può finalmente abbandonare quella maschera che la società, in ogni occasione, ci costringe a portare.
Basato sull'omonimo romanzo di Andre Dubus III e diretto dall'esordiente Vadim Perelman, conosciuto ai più per la regia di innumerevoli pubblicità, "La casa di sabbia e nebbia" è un dramma che vede contrapporsi una giovane donna, Katy Lazaro (Jennifer Connelly - Hulk) che cerca di uscire dal tunnel della tossicodipendenza e un ex colonnello dell'aeronautica iraniana Massoud Amir Behrani (Ben Kingsley -Gandhi) che cerca di realizzare finalmente il suo sogno. Abbandonata dal marito, Katy si rifugia nel bungalow lasciatole in eredità dal padre per cercare di ritrovare la voglia di vivere, ma per un disguido burocratico, la casa viene requisita della contea e nel giro di qualche giorno messa all'asta. Qui entra in scena il colonnello Behrani che, sfuggito alle persecuzioni nel suo paese, si adatta a fare qualsiasi lavoro pur di mantenere un apparente benessere. Dopo lo sfarzoso matrimonio della figlia, decide di investire i suoi ultimi risparmi nell'acquisto di una casa che fronteggia l'oceano nella zona settentrionale della California. La casa in questione è quella di Katy. Fra i due inizia una battaglia legale e umana che si concluderà, inevitabilmente, in modo tragico.
Katy ha un passato triste, è stata da poco abbandonata dal marito, è senza lavoro, non ha nessuno cui appoggiarsi. Behrani scappa da una nazione martorizzata, ha una moglie che stenta ad adattarsi al nuovo paese e un figlio adolescente che se da un lato condivide le tradizioni della sua terra d'origine, dall'altro ha un bisogno esasperato di integrarsi nella nuova realtà. Lo scontro fra Katy e Behrani non è solo uno scontro fra due persone che si contendono qualcosa, la casa è per entrambi l'unica arma di riscatto nei confronti della vita stessa. Entrambi si aggrappano a quella casa in modo ossessivo, eppure entrambi mantengono sempre un contegno quasi sovrumano. Il contenzioso non sfocia mai in qualcosa di brutale o volgare, anzi è proprio grazie ad esso che i due si incontrano e, anche se in modo poco convenzionale, si aiutano a vicenda. Una delle immagini iniziali del film, quella del ponte che si allunga nella nebbia, verso un'altra sponda sconosciuta, è così emblematica da racchiudere tutto il senso del film stesso: anche se il nostro punto di partenza è chiaro e definito, esso si dirige sempre verso un obiettivo che ci resta ignoto.
Magistrale la prova di Jennifer Connelly e di Ben Kingsley, entrambi intensi, emozionanti e nello stesso tempo fragili e delicati.












postato da: maqrolldeibattelli alle ore 22:38 | link | commenti (15)
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domenica, marzo 28, 2004

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Aye,aye..Sir


Voglio qui salutare(e rendere omaggio) una persona che
ho conosciuto sui blog, e anche nella realtà, a Sermide.
Spero di poter ancora scambiare, con lui, segni di affetto.


Per il fatto che se ti lascia un commento,è un pezzo di sè,del suo tempo

per il fatto che non vuole apparire, ma la sua ricerca sta nel significare..

per il fatto che lui il mare, le barche, l'acqua ha conosciuto, veramente
e da queste cose ha tratto la capacità di mettersi in sintonia
con le onde interne delle persone cui si rivolge

per tutte e altre cose, piu' o meno grandi, piu' o meno importanti

io spero di re-incontrarti ancora..e di riprovare
il piacere intenso,semplice e familiare..di navigare con te, e gli amici dei battelli

aye aye, Skipper








postato da: maqrolldeibattelli alle ore 09:36 | link | commenti (21)
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mercoledì, marzo 24, 2004

    qu...

 

 

quando avete tempo, date un 'occhiata

a questo blog, ditemi cosa ne pensate...un abbraccio

www.parchidellamemoria.splinder.it

postato da: maqrolldeibattelli alle ore 11:59 | link | commenti (25)
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lunedì, marzo 22, 2004

Sassi, fulmini, onde...

Sassi, fulmini, onde di vento-carte che volano fra finestre mentali socchiuse

occhi che registrano, non accennano preghiere

Mi fermo. Immobile.

Su di me l'arco temporale del secolo usa appena un accenno, nel
pulviscolo degli abitanti nemmeno si vede.

Pure mi faccio specchio ed eco e alga di sogni passati di mano in mano,

mi inerpico nei sorrisi avanzati,nei gesti delle abitudini.

Quando è che abbiamo smesso la pala, la terra, la stanchezza del corpo

da quanto non sappiamo intendere i cieli che cambiano senza guardarli?

E mentre chiediamo tempo e tempo e tempo

le cose che avemmo care incespicano con noi,

come guaiti che vorremmo sentire domani,

per intenderci vivi.


postato da: maqrolldeibattelli alle ore 23:35 | link | commenti (16)
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Love, che ne dici se...

Love, che ne dici se un giorno, io e te,

ci prendessimo una vacanza- io da te,

tu da me?

-Sarebbe come non stare piu' insieme

come non essersi mai incontrati, o

non essersi conosciuti?

Love, non dire cosi..togliamo solo il dormire insieme,
facciamo che ognuno guarda la tv quando vuole
,che si dorme o ci si alza con orari che girano a noi..

-Le tue idee non sono mai per caso.ti sei stancato di me?

No, amatissima, e' che non vorrei trovarmi, un giorno,
a volere io per primo che tu non ci sia, a rimpiangere la libertà.
Alllora,ascolta,vediamoci solo ogni tanto,scegliamo quando,vedrai,sarà di nuovo come se..

-Ho capito,ne hai conosciuta una nuova.E allora,vai,ma stavolta al ritorno non mi troverai

Pensavo cosi, tra me e me, sorridendo dell'ironia dei ricordi che ti prendono a caso,
in momenti cosi..e cio che rimasto e' una bolla scoppiata, silenziosa, nella testa.

(1992)







postato da: maqrolldeibattelli alle ore 11:45 | link | commenti (8)
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domenica, marzo 21, 2004

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Se avevi bisogno di qualcuno che si ricordasse, tra i suoi

molteplici impegni,anche i tuoi malanni

Lei, c’era.

Dimenticava molte cose pratiche, una verdura sul tetto della

macchina, viaggiando, o l’immondizia da buttare.

Ma , una volta inserito nella sua lista mentale delle persone

da assistere, il tempo lo trovava.

E nel gruppo di amici lei era quella che toglieva

le crepe nelle relazioni traballanti, parlando con

finta leggerezza, rivolgendosi a coloro che sapeva piu

difficili, piu pronti ai litigi.

Per sé, riservava il momento di addormentarsi,lungo,solitario

come una preghiera laica ripetuta tra le altre.

Credente non bigotta, ma impaurita

dalle piccolezze degli uomini di fronte al creato.

Non era bella, non era..brutta

Ti chiedeva di non soffermarti su di lei, perche aveva corde profonde

e ben nascoste alla superficie.

Un giorno, solo quel giorno, vidi i suoi occhi farsi

dolcissimi e sognanti e mi diede un bacio soffuso.

Negli anni a seguire, tradita nelle sue aspettative,

non mi chiese mai di restituirle le promesse.

Per questo, ancora oggi, anche se con ruvida, sarcastica

amarezza, rimane nei miei pressi. Solo, senza piu’ promesse.

(1992)

postato da: maqrolldeibattelli alle ore 23:40 | link | commenti (6)
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........................................briganti

postato da: maqrolldeibattelli alle ore 23:31 | link | commenti
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A...

Al cuore,Ramon..mira al cuore” da un film di Sergio Leone.

Questa e’ una storia ne’ allegra, ne’ triste, che mi raccontò un giorno un ragazzo americano, Tom.

Non era capitata a lui, ma a un suo amico, figlio di italiani emigrati negli Stati Uniti.

La storia era semplice e graziosa, e Tom la raccontava fermandosi spesso, facendo domande, non si aspettava risposte.

Mi e’ sempre piaciuto ascoltare le storie, e per esperienza so, che tra tutte le parole che a fatica si dicono, per farsi capire, ci son sempre due o tre piu’ splendenti delle altre.

Non è facile riconoscerle, bisogna saper aspettare, perché niente segnala quando verranno.

La storia doveva essere capitata ad amici del padre di questo ragazzo, Bryan Panzone, e lui la riportava come una favola, una leggenda metropolitana…un odore di basilico che non si trova piu’.

Lui, perditempo

Da piccolo leggeva tutti i giornalini che trovava.

Un giorno chiese al padre,mi compri un libro?al mercato dell’usato?

Lui rispose,una volta vieni tu,sono tutti lì per terra.

Quest’immagine dei libri accatastati per le strade gli rimase nella memoria,e ancora

oggi cerca quell’Eldorado della lettura.

Sarebbe bello,si disse, se potessimo vivere i ricordi dei sogni che abbiamo avuto.

Cresciuto,durante una riunione di tanta gente,chiese ad un’amica con cui avevano giocato

da piccoli-vieni stasera,al cinema con me?Mi spiace,non posso.

Vengo io,si intromise l’amica.Si misero insieme per cinque anni.

Lei abortì due volte.

Lui esaurì i figli che gli erano stati messi da parte.

Un giorno lui le disse che tra loro non andava bene, lei

non faceva niente, lui aveva tante idee e cose da realizzare.

Perché, invece di far solo la baby-sitter ,non t’iscrivi all’Università?

Vorrei tornare nella pancia di mia madre, rispose lei, e si lasciarono.

(1992)

postato da: maqrolldeibattelli alle ore 23:14 | link | commenti (3)
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Aspettando, tra i cambi di stagione

Era stata l’espressione dei suoi occhi , ad averlo colpito.

Un modo di guardare gli altri dolce, attutito, come ad evitare loro sbalzi troppo bruschi nelle traiettorie dei sentimenti.

E i capelli rossi, morbidi, creavano col viso e col colore dei vestiti un’armonia: nel pieno dell’estate la natura si trasforma nelle tinte gridate e tenui dell’autunno.

E’ un momento magico:nei boschi i colori incantano,nelle donne la forza delle passioni si rafforza e diventa piu meditata, con giuste pause, e consapevolezze.

Non si soffermava su di lui.

Era troppo presa, allora, a chiedere conto di un rapporto mancato con il compagno del momento.

A dispetto dell’eleganza esterna, i suoi moti interni erano troppo spesso in disordine: improvvise e prolungate depressioni, rapporti vuoti, ingannevoli.

Poi c’era stata una primula, una piantina data senza grosse possibilità di essere scambiata per teatrale corteggiamento,ed era arrivata allo stomaco di lei, inaspettata.

Non era pronta per un gesto così, che sapesse arrivare sotto quella superficie di grazioso distacco.

Era poi avvenuto che i due diventassero una coppia. A distanza di due anni, quell’iniziale momento di sospensione, come un rigagnolo indocile, trovava ancora un modo di incresparsi, e riapparire.

Tra le fotografie depositate nella memoria di lei, alcune rendevano conto di quello sguardo di distaccata umanità.

In una c’era una bambina immobilizzata nel gesso, a cinque anni,mentre impara,a quel momento, a camminare

Ed è tutta graziosa,e dolce, e forse impaurita dal fascino di un mondo che si puo’ catturare solo mettendosi in movimento, cercando sintonie.

Nella seconda fotografia c’è lei,giovane donna incinta, senza piu’ principe, ricoverata in ospedale per una operazione alla schiena,incurvata dalle anche malformate.

Aveva dovuto abortire e drizzarsi la schiena. Altre furono le cicatrici.

Pure,come se la vita ci desse un unico libro da scrivere,riprese gli studi, e alla laurea segui un posto: insegnava a capirei suoni di un popolo straniero.

E nella terza fotografia,infine, eccola nel salone della casa ristrutturata,con mille angosce economiche e dubbi d’incapacità:superati, sempre, con piccole astuzie, scegliendo piccole parti, rendendole eleganti.

Adesso era lì,incerta, raccolta, concentrata nel bosco che si era costruita, a guardare: sotto la apparente levigatezza dei movimenti, i passi di oggi erano di tai chi ciuan.

(1995)

postato da: maqrolldeibattelli alle ore 22:08 | link | commenti (1)
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Aspettando i barbari...

Aspettando i barbari
di Kostandinos Kavafis
 
 
Che aspettiamo, raccolti nella piazza

Oggi arrivano i barbari.

Perché mai tanta inerzia nel Senato?
E perché i senatori siedono e non fan leggi?

Oggi arrivano i barbari.
Che leggi devon fare i senatori
Quando verranno le faranno i barbari.

Perché l'imperatore s'è levato
così per tempo e sta solenne, in trono,
alla porta maggiore, incoronato?

Oggi arrivano i barbari.

L'imperatore aspetta di ricevere
il loro capo. E anzi ha già disposto
l'offerta d'una pergamena. E là
gli ha scritto molti titoli ed epiteti.

Perché i nostri due consoli e i pretori
sono usciti stamani in toga rossa?
Perché i bracciali con tante ametiste,
gli anelli con gli splendidi smeraldi luccicanti?
Perché brandire le preziose mazze
coi bei ceselli tutti d'oro e argento?

Oggi arrivano i barbari
e questa roba fa impressione ai barbari.

Perché i valenti oratori non vengono
a snocciolare i loro discorsi, come sempre?

Oggi arrivano i barbari:
sdegnano la retorica e le arringhe.

Perché d'un tratto questo smarrimento
ansioso? (I volti come si son fatti seri!)
Perché rapidamente e strade e piazze
si svuotano, e ritornano tutti a casa perplessi?

S'è fatta notte, e i barbari non sono più venuti.
Taluni sono giunti dai confini,
han detto che di barbari non ce ne sono più.

E adesso, senza barbari, cosa sarà di noi?
Era una soluzione, quella gente.

(traduzione di Filipppo Maria Pontani)
 
 

 
Kostandinos Kavafis (poeta greco, 1863-1933). Nato ad Alessandria d'Egitto, Kavafis vive la prima e decisiva parte della sua vita nelle grandi capitali europee. A questo periodo seguono lunghi ed ininterrotti anni di permanenza ad Alessandria, impiegato in uffici che hanno almeno la caratteristica di impiegare in qualche modo il tempo. Il poeta lascia Alessandria per Atene solo per morire in occasione della morte del fratello. Nella splendida decadenza caratteristica di Atene, Kavafis attende oltre che alla poesia, lo studio dell'antichità. Proprio questi studi sono a fondamento di una parte della produzione del poeta, in un gioco di infinita riflessione tra presente e passato.
 
































postato da: maqrolldeibattelli alle ore 07:54 | link | commenti (8)
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sabato, marzo 20, 2004

Mi chiedo STEFANO ...

Mi chiedo

STEFANO BENNI
Mi chiedo se non sarebbe corretto cambiare la definizione di «pacifisti» in «la maggioranza dei cittadini italiani contrari alla guerra». Mi chiedo, se è sensato e utile manifestare per la pace e penso, se il potere ogni volta ha un attacco isterico, allora deve essere anche più sensato e utile di quanto speravamo.

Mi chiedo se dopo che è stato dimostrato che l'Iraq non possedeva armi di sterminio, è più vile ritirarsi o è più vile accettare ogni menzogna e veleno di questa guerra.

Mi chiedo, se l'occupazione doveva riportare la pace in Iraq, perché si continua a morire più che in guerra. Se ciò è inevitabile, è frutto di incompetenza militare o è in parte pianificato.

Se l'Onu vuole esistere o continuare a lamentarsi che non esiste.

Se quello che dice il Papa sono gaffes.

Se tra i favorevoli alla guerra quanti sono onesti e convinti, quanti stanno soltanto dalla parte del più forte e quanti antimericani in più ci sarebbero stati se Saddam avesse vinto e fosse diventato il primo petroliere mondiale.

Mi chiedo perché c'è chi diventa pacifista solo quando sa che c'è la televisione a riprendere.

Mi chiedo se quelli che tirano sempre in ballo Hitler è perché temono un suo ritorno o perché rimpiangono i suoi metodi.

Mi chiedo se c'è già un rapporto sulle armi di sterminio di Prodi.

Mi chiedo perché Berlusconi non è ancora andato a Nassiriya e poi me lo spiego. Uno, che coraggio pretendete da uno che ha paura anche di affrontare Fassino? Due, sta aspettando la settimana prima delle elezioni. Tre, il caldo scioglie il fard.

Mi chiedo dove sono finiti Saddam Hussein, Osama e il mullah Omar e se sono già cominciati i provini per il nuovo Satana.

Mi chiedo dove trova tutti questi soldi Al Qaeda se ogni conto era stato bloccato, e come mai si fermano gli aerei per un passeggero sospetto e non si riesce a intercettare un solo carico di armi.

Mi chiedo perché è più facile trovare una tonnellata di esplosivo che un carciofo a buon prezzo.

Mi chiedo se quelli che ti dicono sottovoce che comunque una bomba sui treni a Madrid è un bel colpo contro l'America sono stupidi, sanguinari o ignoranti in geografia.

Mi chiedo quanti strateghi televisivi giocherebbero entusiasticamente coi soldatini e il plastico, se in studio ci fossero i parenti dei soldati.

Mi chiedo se quando andrò a votare, voterò per il nuovo parlamento o per un rinnovo di consiglio aziendale.

Se dopo il voto resterò un cittadino sia nella maggioranza sia nella minoranza.

Se adesso che la Fininvest si è salvata dai debiti scenderanno in campo anche la Tim, la Fiat e il campionato di calcio. Il Bingo sappiamo già che si presenterà.

Se un premier che ha mandato Previti a corrompere i giudici tra tre anni deve ripresentarsi alle urne o al commissariato.

Se un premier che controlla il novanta per cento dell'informazione strilla contro il restante dieci per cento, che bella opinione ha della verità delle sue idee.

Mi chiedo se la sinistra istituzionale comincerà a chiamare le cose col suo nome una settimana prima delle elezioni, oppure la settimana dopo, o mai.

Se non si parla più delle Pidue perché ormai è tutta al governo o perché non è più di moda.

Mi chiedo, avendo quasi cento parlamentari la fedina penale sporca, se non sarebbe meglio sostituire l'obsoleto termine di onorevole col moderno termine di riciclabile. Il riciclabile Dell'Utri, parlando con il riciclabile Pomicino

Mi chiedo perché la sinistra non ha il coraggio di togliere dalla liste persone che hanno la fedina penale sporca. Mi chiedo perché nessuno parla delle tangenti di Tanzi.

Mi chiedo a chi serve pensare che la magistratura è un monolito e non un istituzione complessa e contradditoria, fatta di toghe rosse, subumani antropologicamente inferiori, collusi con la mafia, corrotti , piduisti, e uomini onesti che rischiano la vita.

Mi chiedo perché ogni giorno qualcuno mi dice che Sofri sta per uscire, e Sofri è sempre dentro.

Mi chiedo perché i banchieri hanno problemi cardiaci al momento dell'arresto e gli extracomunitari mai.

Mi chiedo perché dopo cinquant'anni di stragi senza un colpevole né sinistra né destra vogliono aprire i dossier segreti. Se è perché ci ritengono poco maturi o troppo maturi per giudicare.

Mi chiedo quando vado in banca se sto consegnando i miei risparmi a una grande mamma premurosa o sto finanziando qualche bancarottiere.

Mi chiedo se di questi tempi ha senso parlare di cultura e rispondo sì, perché questo governo ha una paura fottuta di ogni forma di intelligenza.

Mi chiedo se Goebbles avrebbe detto «quando sento la parola cultura metto mano al telecomando».

Mi chiedo perché nessuno dice che la televisione sta perdendo ascolto e i libri e le biblioteche resistono benissimo.

Mi chiedo perché siamo l'unica televisione in Europa che non ha una vera trasmissione per i libri.

Mi chiedo: se Vespa è il primo piano, chissà che schifo è il pianterreno.

Mi chiedo se è Baget Bozzo ad aver ispirato Jabba di Guerre Stellari, o viceversa.

Mi chiedo come fanno i ragazzi a essere se stessi se la riforma scolastica gli viene presentata da due cyborg liftati, patinati e cotonati come Silvio e Letizia.

Mi chiedo se la società Autostrade dà un Viacard per due mesi agli automobilisti rimasti bloccati per ore nella neve, se li sta prendendo per il culo o sta cercando di dargli il colpo di grazia.

Mi chiedo se faranno prima il ponte di Messina o la bretella di Mestre.

Mi chiedo quando rifaranno un cellulare che serve solo per telefonare.

Mi chiedo se i cortei per la pace sono più veloci o io sono diventato più vecchio.

Mi chiedo cosa avrebbe scritto oggi Luigi Pintor.

Mi chiedo quanto continueremo a definire anomalo un clima ormai normalmente disastroso.

Mi chiedo se un documento di settecento grandi scienziati che prevede il collasso della terra entro cinquant'anni è meno importante di una pieno di benzina.

Mi chiedo se dobbiamo clonare gli uomini o migliorare i prototipi.

Se non sarebbe meglio ammettere che non esiste un Dio ma tante idee di Dio, non un terrorismo ma cento terrorismi, e che ogni guerra è diversa dall'altra, ma abbiamo un mondo solo.

Mi chiedo se il decimo pianeta recentemente scoperto, non sia quello pronto a sostituirci.

(stefano benni)

 


 



postato da: maqrolldeibattelli alle ore 14:21 | link | commenti (7)
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venerdì, marzo 19, 2004

    &n...

 

 

 

un abbraccio...

postato da: maqrolldeibattelli alle ore 01:48 | link | commenti (8)
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